Beppe Pietropaolo, titolare di Quinto, racconta la scelta di ridurre dj set ed esibizioni dopo una prima stagione «travagliata» e contesta il limite delle 23.30. Chiede di poter tornare a organizzare eventi in serate precise e annuncia di aver chiesto un incontro con istituzioni e polizia locale per trovare un equilibrio tra intrattenimento e residenti

quinto

Una stagione frenata

Prima una stagione «un po’ travagliata», poi la scelta di ridurre quasi completamente dj set ed esibizioni live. Ora la richiesta di tornare a organizzare serate, ma all’interno di un quadro di regole e orari che consenta di conciliare le esigenze dei locali con quelle dei residenti. È la posizione di Beppe Pietropaolo, titolare di Quinto – Cocktail Bar e Comfort Food, in corso Saffi, entrato nel tessuto del centro faentino con una proposta che unisce cocktail, cucina e intrattenimento.

Il locale, nato negli spazi dell’ex Corona, è stato inaugurato nell’aprile 2025 dai soci Giuseppe Pietropaolo e Gennaro Ferrara. La proposta è quella di un cocktail bar con cucina, con un giardino esterno e una programmazione musicale che, nelle intenzioni dei gestori, dovrebbe contribuire a rendere più vivo il centro. Oggi Quinto si trova al civico 5 di corso Saffi, con un secondo ingresso dal lato di piazza Martiri della Libertà, ed è aperto tutti i giorni fino a tarda sera.

Il tema dell’intrattenimento è però diventato uno dei punti più delicati nel rapporto tra attività e residenti. «Noi abbiamo aperto da un anno e mezzo e, dopo una prima stagione un po’ travagliata nonostante fossimo sempre stati nelle regole, questa estate abbiamo deciso di non fare praticamente nulla per quanto riguarda i djset e le esibizioni live», racconta Pietropaolo.

Il nodo dell’orario

Una scelta dettata anche dalla necessità di capire come muoversi rispetto alle nuove esigenze del centro. «Da quello che si è capito si vuole dare priorità alle necessità dei cittadini, però dall’altra parte noi che viviamo di intrattenimento porre come limite l’orario delle 23.30 ci penalizza parecchio. È un vincolo che non ci agevola».

Secondo Pietropaolo, tuttavia, ridurre le occasioni di aggregazione non risolve necessariamente tutti i problemi della piazza. «Nel momento in cui non si fa nulla, però, cresce il degrado e una piazza viva è anche sicura», sostiene. Da qui la proposta di individuare momenti e modalità precise per gli appuntamenti: «Si può decidere che ci siano serate precise in cui organizzare eventi, perché le attività come le nostre devono in qualche modo essere sostenute».

Il titolare di Quinto non mette quindi in discussione la necessità di regole, ma chiede che queste consentano anche ai locali di sviluppare la propria proposta. «Bisogna decidere se vogliamo una città viva o morta, ovviamente nel rispetto delle regole ed è sotto gli occhi di tutti quanto sia bella Faenza così viva». Per Pietropaolo, il centro deve continuare a essere un luogo di incontro: «La gente, di tutte le età, deve continuare a incontrarsi in piazza».

Il confronto con le istituzioni

La questione, però, è ancora aperta. «È stato un peccato questa estate essere così frenati nella programmazione di serate, ma dovevamo farlo per capire come muoverci in futuro», spiega. E annuncia di aver cercato un confronto con le istituzioni: «Per questo abbiamo chiesto un incontro con istituzioni e polizia locale, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta».

L’obiettivo, conclude Pietropaolo, è tornare a proporre eventi senza alimentare il conflitto con chi vive nel centro: «Ci piacerebbe ricominciare a organizzare eventi, e bisogna trovare il modo di avere un certo equilibrio».