Mettere al centro le persone e il bene della comunità non è un’utopia ideologica, ma un modello economico concreto e necessario per guardare al futuro. Questo il messaggio centrale emerso ieri sera a Faenza durante l’incontro pubblico “Come costruire il futuro? Fiducia, credito e impresa”, ospitato nell’Aula 3 di Faventia Sales.

I giovani a confronto con Carlo Dalmonte

L’evento, moderato da Marco Bertini (direttivo di Cdo Romagna), si è svolto nella cornice della mostra “Non si può morire per un dollaro. La rivoluzione di Amadeo Peter Giannini” e ha visto Carlo Dalmonte, presidente del Comitato Locale di Faenza della Bcc e di Caviro, confrontarsi in un dialogo aperto e serrato con i giovani del territorio.

Al centro del dibattito, le stimolanti domande poste dagli studenti universitari, che hanno preso le mosse proprio dalla straordinaria storia del fondatore della Bank of America per interrogarsi sulle sfide dell’economia contemporanea.

Le domande degli studenti

Elena, studentessa al primo anno di magistrale in Economia a Bologna, ha aperto il confronto sul senso profondo del fare impresa: “Giannini dimostra che il profitto può essere un mezzo per dare valore al territorio e non l’unico fine assoluto. È davvero possibile oggi costruire un’azienda economicamente solida mettendo al centro la comunità?”.

A seguire, Annachiara, all’ultimo anno di magistrale in Economia e Consulenza, ha spostato l’attenzione sulla gestione dei momenti drammatici, richiamando la risposta di Giannini al terremoto di San Francisco e legandola alle ferite recenti della Romagna: “Quando un’impresa attraversa una crisis e i numeri impongono decisioni difficili, quali criteri permettono di non perdere di vista le persone? Cosa ci hanno insegnato esperienze concrete come l’alluvione che ha colpito il nostro territorio?”.

Nel raccogliere gli stimoli dei giovani – ai quali si sono uniti anche i quesiti di Mattia – Carlo Dalmonte ha offerto una testimonianza pragmatica e profonda, evidenziando come la cooperazione e il legame simbiotico con il territorio locale siano la vera chiave per superare le emergenze senza sacrificare il capitale umano. Durante la serata è emerso con forza come il “modello latino” e comunitario di fare economia sia l’unico capace di generare una ripartenza reale e duratura, trasformando il dramma della crisi in un nuovo punto di inizio.

L’incontro ha confermato la vitalità del tessuto faentino e il desiderio delle nuove generazioni di essere protagoniste di un’economia più umana, sostenibile e strettamente legata alla valorizzazione delle persone e del territorio.

La mostra a Faventia Sales

Per chi volesse approfondire la figura del banchiere lungimirante, la mostra “Non si può morire per un dollaro. La rivoluzione di Amadeo Peter Giannini” allestita presso Faventia Sales (via San Giovanni Bosco 1, Faenza) resta visitabile tutti i giorni fino a venerdì mattina, 25 settembre, alle ore 13.