La Cgil di Ravenna torna a denunciare le difficoltà legate agli organici delle scuole della provincia in vista dell’anno scolastico 2026/2027. Al centro della presa di posizione ci sono il numero delle assunzioni autorizzate, il ricorso ai contratti a tempo determinato e la disponibilità di personale docente e Ata.

La Cgil di Ravenna: «I nostri timori trovano conferma»

«Così come anticipato qualche giorno fa, i nostri timori circa la sussistenza di una precarietà strutturata nelle scuole della nostra provincia trovano conferma e diventano preoccupazione, visti i dati forniti dall’Ufficio scolastico territoriale in data odierna». È quanto afferma la Cgil di Ravenna, commentando le informazioni ricevute dagli uffici locali del Ministero dell’istruzione.

«Le informazioni forniteci confermano i numeri esplicitati in sede di informativa regionale – prosegue il sindacato – dati che delineano un quadro preoccupante».

Secondo la Cgil di Ravenna, «la dotazione organica assegnata appare del tutto insufficiente a coprire i bisogni effettivi degli istituti di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2026/2027, nonostante l’adeguamento dell’organico di fatto».

Personale Ata, i numeri delle assunzioni

La Cgil di Ravenna entra quindi nel dettaglio dei posti disponibili. «Le disponibilità di questo adeguamento dei posti in organico di fatto vengono così suddivise: 35 posti per il profilo degli assistenti amministrativi, 22 per gli assistenti tecnici, 112 per i collaboratori scolastici e un posto per gli operatori delle aziende agrarie».

«L’amministrazione – aggiunge la Cgil di Ravenna – conferma inoltre il numero delle immissioni in ruolo autorizzate: soltanto 20 immissioni in ruolo per il personale amministrativo, 5 per il profilo di assistente tecnico, 69 per la copertura dei posti legati al profilo dei collaboratori scolastici e nessun posto destinato alle assunzioni per gli operatori dell’azienda agraria».

Per il sindacato «numeri insufficienti che diventano veramente esigui se si valuta il fatto che oltre due terzi dei posti liberi nell’organico di diritto saranno assegnati tramite contratti a tempo determinato», ai quali «si aggiungono i posti in organico di fatto».

«Sono cifre che dipingono una realtà sempre più impietosa – sottolinea la Cgil di Ravenna – dove la sproporzione tra le necessità reali e le risorse stanziate risulta essere sempre più marcata e dove la precarietà del lavoro sarà ancora una volta la protagonista del prossimo anno scolastico».

Funzionari, sette posti ancora liberi

La situazione riguarda anche il profilo dei funzionari di Elevata qualificazione, ex DsgA. «Anche in questo caso – evidenzia la Cgil di Ravenna – le autorizzazioni per procedere con le assunzioni in ruolo sono ampiamente ridotte rispetto ai posti disponibili».

«Nel nostro territorio sono ben 7 i posti liberi – prosegue il sindacato – con l’auspicio che gli stessi vengano occupati con contratto a tempo indeterminato».

Per la Cgil, il problema non riguarda soltanto la condizione lavorativa del personale. «Ci troviamo di fronte a scuole prive di personale sufficiente a coprire il fabbisogno di ogni istituzione scolastica e di personale stabile che possa garantire la continuità amministrativa, la sicurezza degli edifici e il supporto all’inclusione».

«Tutto viene invece scaricato sulle spalle di personale con contratti a termine, costretto ogni anno all’incertezza occupazionale», denuncia la Cgil di Ravenna.

«Senza il personale Ata la scuola non riparte»

Il sindacato mette in relazione la carenza di personale con il funzionamento quotidiano degli istituti. «Senza il personale Ata la scuola non riparte: la demagogia sui grandi investimenti educativi crolla di fronte all’impossibilità quotidiana di garantire persino i servizi essenziali».

Da qui la richiesta di un intervento strutturale: «Per tali ragioni rivendichiamo e chiediamo un piano straordinario di assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili con il superamento del turn over».

Docenti e sostegno, altre criticità negli organici

La Cgil di Ravenna segnala inoltre una situazione «non meno difficile» per quanto riguarda «gli organici di diritto e di fatto del personale docente e per i posti in deroga sul sostegno».

«Nonostante le immissioni in ruolo avviatesi il mese scorso e gli scorrimenti che continuano ad interessare la regione – spiega il sindacato – ci ritroviamo ancora ad avere per le scuole secondarie di primo e secondo grado dei posti liberi in organico di diritto, ai quali si aggiunge, anche in questo caso e per ogni ordine di scuola, l’adeguamento in organico di fatto».

Per quanto riguarda il sostegno, «vengono inoltre aggiunte 833 ore in deroga sui posti di sostegno alle circa 700 autorizzate precedentemente».

«Il precariato continuerà a vivere tra i banchi di scuola»

Alla luce dei dati, secondo la Cgil di Ravenna «anche per il personale docente si evince chiaramente che il problema del precariato continuerà a vivere, prepotente, tra i banchi di scuola anche per il nuovo anno scolastico».

«Questa precarietà ormai strutturale – afferma il sindacato – non fa altro che affossare la qualità della scuola pubblica».

Le conseguenze, sottolinea la Cgil, riguardano sia il personale che gli studenti. «Ancora una volta, a pagarne le conseguenze saranno non solo il personale scolastico che vivrà nell’incertezza di un lavoro stabile, ma anche le nostre studentesse e i nostri studenti, che ogni anno vivono incessantemente il ricambio dei docenti».

La richiesta di investimenti strutturali

La conclusione della Cgil di Ravenna è netta: «Nonostante gli innumerevoli proclami di chi ci governa, la scuola continua a essere mortificata e sacrificata».

Per il sindacato, «serve una programmazione mirata e reale di investimenti strutturali da parte di chi governa e non proclami strumentali».