Sono 263 i posti Ata vacanti nelle scuole ravennati, ma le immissioni in ruolo autorizzate sono appena 94. La FLC CGIL denuncia l’emergenza degli organici e chiede nuove assunzioni
Organici insufficienti
Sono 263 i posti vacanti e disponibili per il personale Ata nelle scuole della provincia di Ravenna in vista dell’anno scolastico 2026/2027, ma le immissioni in ruolo autorizzate si fermano a 94. È il dato emerso dall’informativa regionale tra Ufficio Scolastico e organizzazioni sindacali, che secondo la FLC CGIL Ravenna conferma una situazione di forte criticità per la scuola pubblica del territorio.
I posti riguardano assistenti amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e operatori delle aziende agrarie. «La sproporzione tra le necessità reali e le risorse stanziate è impietosa», sottolinea la FLC CGIL, secondo cui la scelta di coprire meno del 30 per cento delle disponibilità «conferma la persistenza di scelte politiche nazionali che da anni continuano a penalizzare il sistema di istruzione pubblico».
Il sindacato attende ora il confronto di dettaglio con l’Ufficio Scolastico Territoriale (UST) di Ravenna, dal quale dovranno arrivare ulteriori elementi sulla situazione degli organici.
Il peso della precarietà
Per la FLC CGIL, i numeri non sono una semplice questione contabile, ma hanno conseguenze concrete sul funzionamento quotidiano degli istituti. «La copertura di meno del 30 per cento dei posti liberi condanna le scuole al ricorso sistematico al lavoro precario», afferma il sindacato, evidenziando le ricadute su segreterie, laboratori, vigilanza e assistenza agli studenti.
«Non è più tollerabile che la continuità amministrativa, la sicurezza degli edifici e il supporto all’inclusione vengano scaricati sulle spalle di personale con contratti a termine», prosegue la FLC CGIL, che denuncia una situazione di «incertezza occupazionale» destinata a ripetersi di anno in anno.
Nel mirino del sindacato finiscono anche i funzionari EQ ex DSGA, per i quali le previsioni di assunzione vengono definite «ridotte all’osso». «Senza il personale Ata la scuola non riparte», ribadisce la FLC CGIL, sottolineando come le difficoltà sugli organici rischino di rendere più complicata anche la garanzia dei servizi essenziali.
Le richieste del sindacato
Di fronte a questo quadro, la FLC CGIL Ravenna chiede un cambio di passo. La prima richiesta è quella di un «piano straordinario di assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili», accompagnato dal superamento del turn over, così da ridurre il ricorso al precariato e garantire maggiore continuità al personale scolastico.
Il sindacato chiede inoltre di verificare con attenzione i numeri relativi alle scuole ravennati interessate dal dimensionamento scolastico, per valutare in modo trasparente gli effetti prodotti dagli accorpamenti e dalla riduzione delle autonomie scolastiche sugli organici di fatto.
«È indispensabile verificare i dati e accertare i reali effetti prodotti dal dimensionamento», sostiene la FLC CGIL, che resta ora in attesa dell’informativa con l’UST di Ravenna. L’obiettivo dichiarato è ottenere «risposte concrete» a tutela dei diritti dei lavoratori e della qualità della scuola pubblica.














