Federconsumatori di Ravenna ha diffuso i dati riportati nella terza edizione di Pane&Azzardo, indagine di Federconsumatori, Auser e Cgil regionali, Federconsumatori di Modena, Fondazione Isscom, Mettiamoci in Gioco e il ricercatore statistico Massimiliano Vigarani, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
In sei anni il gioco online è cresciuto del 153%
L’associazione della Cgil non nasconde la sua preoccupazione davanti a questi dati. “Seppur negli ultimi sei anni siano aumentate le difficoltà a raccogliere i dati sul gioco d’azzardo – si legge in una nota diramata da Federconsumatori – la fotografia che emerge a livello nazionale, regionale e provinciale è un’esplosione di cittadini che lo praticano. Tra il 2019 e il 2024 il gioco online è cresciuto del 153%, in particolare nelle regioni ad alta concentrazione di malavita organizzata, ma anche nel nostro territorio si registra un aumento continuo che va di pari passo con l’aumento della povertà (calo del potere di acquisto negli ultimi 5 anni pari al 10%). In Emilia Romagna i giochi fisici più diffusi sono le slot (58%), gratta e vinci (20%) e lotto/superenalotto (10%), mentre le scommesse sportive si fermano al 5% (16% online); i giochi da casinò e il poker sfiorano il 20%. Nel 2024 il gioco online ha superato per volumi il gioco fisico, sorpasso favorito anche dal riciclaggio di denaro”.
La raccolta dell’azzardo complessivo (remoto e fisico)
“Nel 2024 in Italia è di 154,4 miliardi di euro, con una crescita del 6,6% sul 2023 (+9,7 mld) e perdite per i cittadini di 23 miliardi. In Emilia Romagna l’azzardo ha raggiunto i 10,2 miliardi, con una perdita di 1,57 miliardi per gli emiliano romagnoli. La media annua regionale giocata dai maggiorenni (18-74 anni) nel 2024 è di 2.680 euro. Se quelle perdite si trasformassero in risorse collettive, in Regione potrebbero essere costruiti ogni anno 12 ospedali da 500 posti letto”, osserva Federconsumatori.
I dati della provincia di Ravenna
Nella nostra provincia cala lievemente il gioco fisico, ma l’online cresce del 13,5% (+50 milioni giocati su smartphone e Pc), per 2.694 euro complessivamente pro capite. Nell’online il record spetta ad Alfonsine, settima in Regione con 3.063 euro pro capite (per il secondo anno di fila raddoppia); segue Massa Lombarda con 2.651. Nessun altro comune supera la media nazionale. Lugo, Cotignola, Solarolo e Massa Lombarda registrano crescite superiori al 50%. Sommando online e fisico, sono 4 i comuni ravennati che superano i 3.000 euro complessivi: Sant’Agata, Alfonsine, Lugo e Cervia. È il piccolo comune di Sant’Agata sul Santerno a registrare i numeri peggiori della provincia, oltre 4.000 euro, con un forte peso dei giochi fisici. Il capoluogo, invece, ha superato i 360 milioni nell’azzardo complessivo (+3%); con 1.705 euro pro capite nell’online, Ravenna è a metà classifica.
La rete in provincia dei posti dove si può giocare
Con un’agenzia scommesse, 231 bar o assimilabili, 17 esercizi dedicati, 61 rivendite/ricevitorie tabacchi-lotto, 12 negozi da gioco o bingo, 14 sale giochi e 14 circoli privati, la provincia di Ravenna conta su una rete di 350 posti in cui “giocare e scommettere”. Nel 2024 si sono raccolti 455.888.753 euro, di cui 430.705.646 vinti: un impoverimento dei nostri concittadini pari a 25.183.107 euro (11.289.353 nel capoluogo). Nel 2023 si erano raccolti 401.581.023,68 euro: un aumento in un anno di 54.307.729,16 euro (+13%). Nelle giocate online, la media per cittadino (18-74 anni) passa dal 2023 al 2024 da 1.454,18 a 1.646,84 euro.
Federconsumatori: “momenti d’incontro per raccontare i rischi della ludopatia”
Questa fotografia è destinata a peggiorare, si legge ancora nella nota dell’associazione, “sia per l’assenza di politiche governative sull’impoverimento delle famiglie italiane, sia per la mancanza di normative di contrasto alle scommesse (fonte di entrate fiscali per 3-4 miliardi l’anno). Non solo ci si impoverisce, ma il gioco può trasformarsi in una malattia: la ludopatia porta sempre più persone a perdere il controllo fino alla propria rovina, trascinando con sé i familiari. Normative poco chiare e scarsi controlli consentono alle società di scommesse di entrare sempre più nello sport, mentre le pubblicità per “giocare consapevolmente” sono di fatto spot che incentivano la scommessa. La Regione ha norme restrittive sull’apertura vicino a luoghi sensibili (culto, scuole, aggregazioni giovanili, impianti sportivi) e piani di prevenzione, ma il fenomeno è comunque in aumento. Come Federconsumatori, insieme a Spi, Cgil e Auser di Ravenna, anche cercando la collaborazione dei servizi sanitari e delle istituzioni, promuoveremo momenti d’incontro con i cittadini per raccontare i pericoli di questa subdola malattia e la solitudine di chi ne è colpito. L’unica vincita certa è non scommettere e non giocare”.














