Dal 26 al 27 settembre a Sarajevo il meglio del judo internazionale. Collini e Rondinini inseguono una nuova medaglia, mentre i fratelli Cavina e Marzaloni-Ferroni affrontano il loro primo Mondiale

C’è un paese di poche migliaia di abitanti che, ancora una volta, si prepara a farsi conoscere su un palcoscenico internazionale. È Brisighella, che dal 26 al 27 settembre sarà rappresentata ai Campionati Mondiali di Judo Kata di Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina, da quattro coppie e da atleti con esperienze, età e ambizioni differenti, ma accomunati dalla stessa palestra e dalla stessa idea di sport.

Sul tatami della capitale bosniaca ci saranno sei atleti brisighellesi assieme a un altro judoka di Verona. I più famosi sono Mauro Collini e Tommaso Rondinini, nella categoria Senior del Nage No Kata, già protagonisti a livello mondiale; Mauro Collini sarà inoltre impegnato nel Koshiki No Kata insieme a Enrico Tommasi, della Asd Yawara Verona. In gara anche i fratelli Alex e Luca Cavina, rispettivamente 23 e 18 anni, nel Nage No Kata Senior, e la giovanissima coppia composta da Filippo Marzaloni, 18 anni, e Lorenzo Ferroni, 15 anni, nel Nage No Kata Junior.

Il Kata, per chi lo conosce meno, è la parte del judo nella quale una coppia esegue una successione prestabilita di tecniche all’interno di un vero e proprio contesto marziale. È, in qualche modo, un combattimento senza combattimento: i due atleti sono contemporaneamente avversari e compagni, chiamati a costruire insieme un’esecuzione nella quale precisione, ritmo, tecnica e armonia devono raggiungere il massimo livello possibile.

A Sarajevo qualificazioni e finali si concentreranno nella stessa giornata. Le coppie saranno distribuite nelle diverse poule attraverso un sorteggio che tiene conto delle prime sei teste di serie della ranking mondiale, mentre le altre saranno abbinate casualmente. Un meccanismo che rende ogni errore particolarmente pesante e nel quale, oltre alla preparazione tecnica, conta moltissimo la capacità di governare emozioni e concentrazione.

«Il nostro primo Mondiale, senza pressioni»

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I fratelli Alex e Luca Cavina

Per Alex Cavina e il fratello Luca sarà il debutto in un Mondiale Senior. Un traguardo che arriva al termine di un percorso costruito senza scorciatoie. «È il nostro primo mondiale nella categoria Senior e già essere qualificati per noi è stata una grande emozione – racconta Alex, 23 anni –. Stiamo crescendo molto e ci stiamo facendo strada piano piano nel panorama internazionale». Di fronte ci saranno coppie che da anni occupano le posizioni più alte delle classifiche mondiali. «Arrivare al loro livello richiederà ancora tempo e fatica, ma la strada è quella giusta». Proprio per questo i fratelli Cavina vogliono vivere Sarajevo senza caricarsi addosso aspettative eccessive. «Questo è il nostro punto di partenza. Qualsiasi cosa verrà andrà bene. Chiaramente puntiamo a fare del nostro meglio: se scappa una qualificazione a una finale o altro è solo guadagno in più». L’obiettivo, prima ancora del risultato, è dare tutto, farsi vedere e gettare le basi per il futuro.

La preparazione non si è fermata nemmeno durante l’estate. E, per Alex, il vero avversario da affrontare a Sarajevo sarà soprattutto dentro di sé: «La cosa più difficile sarà mantenere la calma e non farmi prendere dall’agitazione e dall’ansia del risultato». Ma anche su questo il lavoro è già cominciato. C’è poi una soddisfazione che va oltre la classifica. «Vedere che il nostro sacrificio quotidiano, incastrando impegni, sport, scuola o lavoro, famiglia, ci sta portando a competere a livelli internazionali – spiega – noi che veniamo da un paesino di poche migliaia di abitanti… per me è una cosa fortissima e un motivo di grande orgoglio personale».

E in questo percorso c’è anche un paradosso tutto brisighellese: gli stessi Collini e Rondinini, che in gara diventano avversari da battere, sono i campioni dai quali i più giovani hanno imparato. «Avere loro in casa spinge noi a volerli superare e spinge loro a voler vendere cara la pelle e a continuare a lavorare sempre di più per rimanere al top». Anche Luca Cavina guarda al debutto con lo stesso atteggiamento: «Zero aspettative», ma tanta grinta. Durante l’estate il lavoro si è concentrato sulla tecnica e sui dettagli, ma soprattutto sull’atteggiamento da portare sul tatami. «La cosa più difficile sarà mantenere la concentrazione per tutto il tempo della competizione e salire sul tatami motivati senza pensare a nient’altro oltre che all’esecuzione».

Collini e Rondinini, la storia da difendere

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Tommaso Rondinini e Mauro Collini

Se per i Cavina sarà un esordio, per Mauro Collini e Tommaso Rondinini Sarajevo rappresenta invece un nuovo capitolo di una storia internazionale già importante. La coppia ha conquistato il bronzo ai Mondiali 2025, portando a tre il proprio bottino iridato: dopo l’argento di Cancun nel 2018 e il bronzo di Seul nel 2019. Ora l’obiettivo è provare a confermare o migliorare il terzo posto dello scorso anno. Rondinini sintetizza così le aspettative: «Abbiamo l’obiettivo di mantenere la posizione del 2025 o migliorarla». Una sfida che parte da una preparazione iniziata già all’inizio dell’estate, lavorando sulle tecniche, introducendo modifiche e ripetendole fino a renderle automatiche e fluide, per poi ricomporre l’intera sequenza e arrivare a eseguirla con naturalezza.

Collini, però, preferisce non fare promesse: «Le nostre aspettative sono sempre quelle di andare e tornare a casa soddisfatti del nostro operato. Se dovesse essere confermato da un risultato positivo, sarebbe la ciliegina sulla torta». Preparazione costante, dedizione, alcuni accorgimenti tecnici e molto lavoro sulla mentalità sono stati gli ingredienti delle ultime settimane. Perché anche per chi è abituato ai grandi appuntamenti la difficoltà principale rimane «la gestione dello stress da prestazione».

Una palestra che prepara al tatami e alla vita

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Lorenzo Ferroni e Filippo Marzaloni

Dietro le quattro coppie che partiranno per Sarajevo c’è però una realtà sportiva che guarda ben oltre il risultato di una competizione. A Brisighella il judo ha ripreso le lezioni il 15 settembre, con circa 30 iscritti al momento e l’obiettivo di crescere ancora; lo scorso anno erano circa una cinquantina. Per Collini il judo è prima di tutto una disciplina capace di insegnare qualcosa sulla persona: «Aiuta a capire meglio se stessi e il rapporto che si deve avere con gli altri». Collaborazione, rispetto, sacrificio e valore dell’impegno sono principi che dal tatami possono accompagnare anche fuori dalla palestra.

E proprio questo è forse il tratto più significativo della trasferta di Sarajevo. Il Kata è una disciplina ancora poco conosciuta anche all’interno dello stesso mondo del judo, inevitabilmente meno esposta rispetto al combattimento olimpico. Eppure da una piccola realtà come Brisighella arrivano atleti capaci di misurarsi con le migliori coppie del mondo. Lo faranno in quattro coppie, con obiettivi diversi e storie diverse. C’è chi parte per difendere un bronzo mondiale, chi per conquistare una finale e chi semplicemente per scoprire quanto è grande il mondo oltre il proprio tatami. Ma tutti porteranno con sé la stessa palestra, gli stessi allenamenti e quella particolare ricchezza dello sport in cui il risultato individuale nasce, paradossalmente, dalla capacità di fidarsi dell’altro.

A Sarajevo, insomma, Brisighella non sarà soltanto un nome sulla lista dei partecipanti. Sarà una piccola comunità sportiva che prova, ancora una volta, a misurarsi con il mondo.

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