Riportiamo di seguito questa lettera aperta giunta in redazione. Una testimonianza di gratitudine per un’esperienza di buona sanità vissuta in prima persona, un momento difficile che si è trasformato in una storia di professionalità, competenza e umanità
“Il bene prevarrà sempre”
Gentile Direttore,
le scrivo per condividere, con gioia e gratitudine, un episodio di «ottima sanità», che ho vissuto in prima persona. È una vicenda che va controcorrente rispetto alle guerre, ai femminicidi, alle prepotenze, alle atrocità e all’odio in cui siamo ogni giorno immersi.
Ci si vergogna di appartenere a un genere a cui, di umano, è rimasto ben poco. E invece non dobbiamo mai perdere la certezza che il bene prevarrà sempre.
Un’esperienza di ottima sanità all’Ospedale di Ravenna
Passo ai fatti.
Mio padre, 93 anni, sta trascorrendo le vacanze in un lido ravennate. È in casa quando, a causa della rottura di una valvola del cuore, cade in arresto cardiaco. Allertati dalla moglie, gli operatori del 118 arrivano con tempestività e riescono a rianimarlo.
Poi viene ricoverato presso l’Ospedale di Santa Maria delle Croci, a Ravenna, dove la velocità e la professionalità dei sanitari hanno reso possibile il suo ritorno alla vita.
Poi arrivano diciotto giorni di degenza, prima in Terapia Intensiva Cardiologica, poi in Reparto di Degenza Cardiologica,dove viene stabilizzato e dimesso, più grintoso di prima.
L’importanza del rispetto e dell’empatia
Sono state giornate in cui mio padre, rimasto sempre lucido, ha dispensato elogi per il trattamento ricevuto. Gli operatori di entrambi i reparti si sono distinti per grande competenza professionale, per una sincera e ininterrotta disponibilità, per un’attenta assistenza e per una cura costante, garbata ed efficiente.
Mi piace sottolineare, oltre a questi, un valore aggiunto per niente scontato. Le due dottoresse che lo hanno «preso a cuore», Denise Girolami e Nuzzo Anna Maria, non hanno mai risparmiato a mio padre sorrisi, parole rassicuranti e grande rispetto.
Il personale infermieristico, gli/le Os, e gli addetti alla pulizia e al ristoro hanno anch’essi sempre elargito attenzione, cura, sorrisi, simpatia, conditi da una gentilezza squisita.
“Tutto il personale è stato «la terapia vincente» per mio padre”
Posso ben dire che, oltre alle terapie farmacologiche, tutto il personale è stato «la terapia vincente» per mio padre.
Quando si svolge il proprio «lavoro» non solo con competenza, ma anche con responsabilità e amorevolezza, i risultati positivi sono certi.
In definitiva, l’aver curato mio padre, come fosse un membro della famiglia è stato un bel regalo per lui, per noi e rende onore alla Sanità della Romagna.
Grazie di cuore,
Maura Sabbatani – figlia grata e commossa














