Domenica pomeriggio, temperatura importante di 32° a Faenza. Nel centro di Piazza del Popolo, a guidare i passi del corteo che ha accompagnato il vescovo eletto Michele dalla Sala del Consiglio comunale alla Cattedrale, così come ai piedi della scalinata della cattedrale, capeggiano dei coloratissimi tappeti.
Sono enormi, magnifici. Sono stati realizzati dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso e dell’Oratorio Don Bosco utilizzando materiale di riciclo e regalato. Con questi sono stati creati dei tappeti in segatura, che è stata colorata dai giovani volontari e posizionata in modo da creare simboli religiosi e motivi floreali. Nella piazza sui tappeti sono state create due scritte di augurio per il futuro vescovo: “Solo Dio” alla sua destra, “Fede e Carità” alla sinistra.

Ancora maggiore stupore ha accolto le persone nel vedere quanti durante il pomeriggio si sono sistemati nello spazio allestito con le sedie di fronte alla Cattedrale, senza considerare chi ha preferito fermarsi in piedi ai lati delle transenne. All’inizio della messa sono tutti presi dalla cerimonia come se fossero dentro l’edificio, anche grazie ai maxi-schermi posizionati ai lati della scalinata.
Valeria è qui a offrire il suo servizio nell’impeccabile divisa grigia e blu degli scout adulti del Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). Insieme ad altri volontari si è dedicata allo stand dell’approvvigionamento acqua, fondamentale considerata la giornata, sia per le persone all’esterno sia all’interno della Cattedrale «perché, come ha detto anche don Michele, scusate, vescovo Michele, era molto calorosa la situazione». Una bottiglietta d’acqua che i tanti accaldati presenti hanno molto apprezzato.
Valeria è sempre disponibile a questo tipo di attività. «La richiesta di fare questo servizio mi è arrivata inizialmente attraverso amici scout, sia nei gruppi whatsapp sia con il passaparola. Inoltre giovedì sera ho partecipato alla veglia organizzata dall’Agesci di Zona nel parco Baden-Powell per don Michele. Arrivando lui dallo scoutismo, c’è un profondo affetto nei suoi confronti». Valeria racconta di quando ha conosciuto don Michele, quando lei, con il Masci, ha svolto per il Seminario il servizio cena per tutta la pastorale giovanile: «Don Michele era il nostro punto di riferimento, l’ho conosciuto in quell’occasione. Gomito a gomito, lavorando nella cucina del seminario, capisci com’è davvero una persona. Una bella persona. Non potevo non esserci oggi». «È stata un’emozione grande – prosegue – anche se vista dallo schermo, che si vedeva benissimo, e pure in servizio, in piedi. Eravamo comunque all’ombra e sicuramente non ci mancava l’acqua». E il momento che più ti resterà impresso? «L’imposizione delle mani di vescovi e cardinali. Alcuni li conosco personalmente grazie allo scoutismo. E i riti successivi, la consegna dell’anello, del pastorale. Lo stavamo vedendo diventare passo a passo sempre più vescovo». Ma quello che colpisce del racconto di Valeria, con il volto sempre più luminoso mentre ricordava quei momenti, è stata la sua riflessione sul dopo. «La calma dopo l’ordinazione. Quando come vescovo ha continuato a celebrare la Messa lo ha fatto con una tranquillità! Per chi aveva già partecipato a una messa celebrata da lui, era semplicemente lui. Era la sua messa».

Anche al rinfresco successivo, a Faventia Sales, tanti giovani e volontari si mettono a disposizione per la buona riuscita della festa. Tra loro ci sono anche alcuni giovani capi scout dal fazzolettone bianco e blu, volti stanchi, ma soddisfatti. Julia Aloisi, Niccolò Melandri e Riccardo Medri del gruppo Modigliana 1 che, insieme a tanti altri, hanno fornito il loro servizio durante la celebrazione. ma per leggere le loro emozionate parole, vi rimandiamo al relativo articolo: Scout di Modigliana all’ordinazione episcopale del vescovo Michele, la gioia di mettersi al servizio.
Anche il Cisom ha prestato servizio d’ordine durante la cerimonia.
La partecipazione dei rioni
In rappresentanza dei rionali, Daniele Lama, attuale capo rione del Rione Giallo inizia da lontano. «Noi rionali l’abbiamo vissuta come un’esperienza davvero bella, nel senso che abbiamo incontrato Michele per la prima volta un mesetto fa. Ci ha voluto incontrare lui per conoscerci. Già questo gesto non era scontato. Non lo conoscevo prima, quando ci parli si sente, si percepisce che è uno di casa, che ti parla il romagnolo. Quando ci ha incontrato, ci ha spiegato che avrebbe avuto molto piacere di avere una rappresentanza rionale in questa giornata, e noi siamo stati ben contenti, parlo a nome penso di tutti i rioni, di riuscire a organizzare la nostra presenza. E caldo a parte, con i vestiti in velluto, è stato proprio emozionante. Una celebrazione lunga, com’è giusto che sia, però il momento vero dell’investitura, dei vari oggetti sacri che gli hanno consegnato e poi quando si è seduto sul trono del Vescovo. Ho avuto i brividi, devo dire la verità. Due minuti di applausi meritatissimi per il vescovo Michele, a cui rifaccio i miei migliori auguri e un grande in bocca al lupo».
Debora Fabbri














