“Ho il cuore pieno di gratitudine per il Signore Gesù, per com’è, per come si è mostrato a noi nelle parole e nei fatti: nella vita non ci poteva capitare nulla di più bello e buono, sensato e coinvolgente che incontrare il Signore, così com’è! Ho la mente piena di pensieri e di gratitudine per il passato: gratitudine per la vita, per l’amore ricevuto, per la misericordia accordatami da Dio, dai fratelli e dalle sorelle. Pensieri chiari ma un po’ ‘tremanti’ per il futuro, che mi confermano nel desiderio di un totale abbandono alla volontà di Dio e di consumarmi per la Sua Chiesa. Ho il corpo pervaso dal desiderio di abbracciarvi tutti e tutta amatissima Chiesa di Faenza-Modigliana e a tutti lavare i piedi. Che fortuna la Chiesa! Per fortuna la Chiesa!”.

Sono le prime parole del nuovo Vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, Michele Morandi, al termine della celebrazione di ordinazione episcopale che si è svolta oggi in Cattedrale. Tutta la Chiesa di Faenza-Modigliana è in festa per l’ordinazione del suo nuovo Vescovo: un evento di grande gioia per la comunità diocesana e per la cittadinanza, che si è articolato in diversi momenti liturgici e istituzionali lungo il pomeriggio, richiamando un grande afflusso di fedeli, autorità e delegazioni.

A consacrare il nuovo vescovo in Cattedrale è stato Mons. Mario Toso, assieme ai Vescovi emeriti Mons. Claudio Stagni e Mons. Italo Castellani. Alla Celebrazione eucaristica sono stati presenti una quarantina di vescovi e tre cardinali (Card. Gualtiero Bassetti, Card. Mauro Gambetti e Card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei), oltre a 160 presbiteri.

Il Vescovo Michele: “Pregate e collaborate con me, insieme per essere a sevizio con Gesù di questa magnifica umanità”

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Nel corso del suo saluto in Cattedrale, il Vescovo Michele, originario di Alfonsine, ha ringraziato i propri famigliari, per aver appreso da loro “l’alfabeto dell’amore”; papa Leone, per averlo “chiamato a condividere la missione nel Collegio apostolico”; i vescovi predecessori (“il Vescovo Italo che mi ha fatto nascere, il Vescovo Claudio che mi ha allevato, il Vescovo Mario che mi ha lanciato e formato”).

Ha poi rivolto parole di gratitudine ai cardinali, ai vescovi, al presbiterio, ai diaconi e religiosi; e a tutto il Popolo di Dio della Chiesa di Faenza-Modigliana. “C’è una consapevolezza che mi anima il cuore – ha detto -: voi, nell’umiltà della vita di ogni giorno, nelle case, nel lavoro, nell’educazione dei piccoli, nella preghiera che nessuno vede, nella cura dei più fragili, nel portare in grembo un bimbo o una bimba, nella sofferenza psichica o fisica, nella vicinanza operosa ai poveri, nella costruzione di pace, nel trasmettere conoscenza e cultura, reggete il mondo, siete l’ordito di tutta il tessuto: senza di voi si sfrangia tutto. Per la vostra vita orante, silenziosa, laboriosa e amante, di fronte alla quale c’è solo da commuoversi sostenendovi: grazie”.

“Nella bolla di nomina – ha concluso nel suo saluto – sono stato esortato a pascere il gregge, similmente a un vaso di terracotta che non deve essere spezzato. Pregate e collaborate con me, perché abbia il coraggio di mettere le mani nella creta per modellare secondo l’arte di Gesù. Cari tutti, ci aspetta preghiera e lavoro; anche festa, gioie; anche lacrime, ma insieme (!) per essere a servizio con Gesù, di questa magnifica umanità”.

L’incontro con le autorità: “La comunità cristiana sia segno di unità”

Il programma istituzionale ha preso il via alle 16.00 con il Saluto alle Autorità. S.E. Mons. Michele Morandi ha ricevuto il saluto ufficiale delle Autorità civili e militari nella Sala del Consiglio Comunale di Faenza. Oltre al sindaco, Massimo Isola, sono stati presenti il prefetto Raffaele Ricciardi, la senatrice Marta Farolfi, la deputata Rosaria Tassinari, la sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini. “Nella fede cristiana cattolica – ha detto il Vescovo Michele nel suo discorso nella sala del consiglio -, c’è una sfida continua: un Dio che si è fatto uomo, un Dio che, in Gesù Cristo, si è incarnato nella storia, e che chiama la Chiesa a vivere nella storia. Direi che la comunità cristiana, presente nel mondo, desidera essere corrispondente alla vocazione e alla missione del suo Signore: essere segno di unità per la famiglia umana, riconoscendo nelle domande e nelle sfide contemporanee – lasciandosi coinvolgere da esse – il luogo dove concretizzare ascolto, dialogo e servizio”.  

Al termine, un corteo accompagnato dai gonfaloni dei Comuni e dai Rioni della città ha accompagnato il nuovo Vescovo verso la Cattedrale. Subito dopo la celebrazione nella Cattedrale di San Pietro Apostolo con il rito di ordinazione episcopale e l’inizio del ministero di Mons. Michele Morandi.

Le parole di monsignor Mario Toso nell’omelia: “Ti siamo tutti accanto mentre inizi il tuo ministero”

“Caro vescovo eletto, mons. Michele – ha detto nell’omelia il vescovo emerito monsignor Mario Toso, che ha presieduto la celebrazione e che per undici anni è stato alla guida della Diocesi – con l’imposizione delle mani, nella comunione con altri successori degli apostoli di altre Chiese locali in Italia e qui convenuti in unità spirituale, il Signore Gesù, come un giorno agli Apostoli, ti affida il compito di predicare il Vangelo e di custodire nella Chiesa l’instancabile slancio della sua proclamazione. In questo giorno di gioia, la Chiesa di Faenza-Modigliana, i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi – ai quali siamo riconoscenti per il sostegno fattivo nel tempo di tragiche alluvioni e terremoti -, i fratelli delle altre confessioni cristiane, tutti i fedeli qui riuniti, i consacrati e le consacrate, i movimenti e le associazioni, i diaconi e i presbiteri, insieme alle autorità civili e militari, ti sono accanto mentre vieni ordinato vescovo e inizi il tuo ministero episcopale”.

Monsignor Toso ha poi richiamato il motto scelto da monsignor Morandi per il suo ministero episcopale: “Il Signore non ti chiede di mettere da parte i tuoi limiti; proprio attraverso di essi ti chiama a seguirlo. Non ti viene chiesto poco, ma ti viene donato molto. Davvero «la forza si manifesta pienamente e si compie nella debolezza» (cf 2 Cor 12,9)”.

Per consentire la massima partecipazione possibile sotto la gradinata della Cattedrale sono stati posizionati due maxischermi e oltre 700 sedie per permettere a chi era rimasto all’esterno di seguire la liturgia. Al termine, la comunità ha festeggiato insieme negli spazi di Faventia Sales.