Tra le centinaia di persone che hanno contribuito alla buona riuscita della giornata dell’ordinazione episcopale del vescovo Michele Morandi c’erano anche gli scout del gruppo modiglianese. Un servizio silenzioso, svolto dietro le quinte, ma fondamentale per accompagnare una celebrazione che ha richiamato migliaia di persone da tutta la diocesi. Tra i volontari impegnati all’interno della Cattedrale c’erano Julia Aloisi, Niccolò Melandri e Riccardo Medri, capi scout del gruppo Modigliana 1. Divisi in diversi gruppi operativi, insieme agli altri volontari, hanno collaborato affinché ogni momento della liturgia si svolgesse con ordine e serenità. «Eravamo divisi in pattuglie per gestire i servizi – racconta Niccolò –. Noi tre eravamo all’interno della Cattedrale e davamo supporto ai diaconi durante la distribuzione della Comunione, affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi e le particole venissero consumate immediatamente». Un incarico delicato, vissuto con il senso del servizio che caratterizza l’esperienza scout, ma che ha permesso anche di partecipare da una prospettiva privilegiata a un momento storico per la Chiesa di Faenza-Modigliana.

La solennità della cerimonia è con loro, nel tono di voce, nella postura, nello sguardo. Riccardo prosegue il racconto: «Era la prima volta che partecipavo a una celebrazione di questa portata. Soltanto entrando in Cattedrale, con l’inizio della messa, mi sono reso conto della sua grandezza. È stato un bellissimo momento di collettività. Abbiamo avuto modo di conoscere i vescovo Michele durante il nostro percorso scout – prosegue, mentre gli altri annuiscono – e siamo stati davvero felici di condividere con lui questo momento così importante». Anche Julia sottolinea il clima che si respirava durante la giornata. «È stato molto emozionante essere lì insieme a tutte le associazioni e condividere questo momento di festa e di gioia. Si percepiva davvero un forte clima di condivisione ed è bello che la nostra diocesi riparta con questo stile». Per Niccolò il nuovo vescovo rappresenta anche un segno di speranza per il futuro. «A me piace. È una persona che mi ispira tanta fiducia. È relativamente giovane per il ruolo che ricopre e credo che un rinnovamento di questo tipo possa portare molte cose positive. La celebrazione è stata molto solenne, ma anche coinvolgente: abbiamo vissuto momenti che non si incontrano nella liturgia di ogni domenica ed è stato davvero bello poterne fare parte».

Debora Fabbri