Una giornata storica per la Diocesi. Domenica 12 luglio la Cattedrale di Faenza accoglierà il suo nuovo vescovo Michele Morandi, in una celebrazione che richiamerà migliaia di persone. Saranno presenti tre cardinali, oltre quaranta vescovi provenienti da tutta Italia, circa centocinquanta sacerdoti e numerose autorità civili e militari. “Un momento di profonda comunione ecclesiale” ha detto monsignor Mario Toso.
Una Chiesa in festa per il nuovo Pastore

Il programma prenderà il via alle 16 con il saluto delle autorità civili e militari nella Sala del Consiglio comunale del Municipio. Da lì partirà il corteo che, accompagnato dai gonfaloni dei Comuni del territorio e dai Rioni cittadini, raggiungerà la Cattedrale, dove alle 17 inizierà la solenne Celebrazione eucaristica con il rito dell’ordinazione episcopale e l’inizio del ministero di monsignor Michele Morandi. A presiedere la liturgia sarà monsignor Mario Toso, amministratore apostolico della diocesi, insieme ai suoi predecessori, i vescovi emeriti Italo Castellani e Claudio Stagni. Alla celebrazione prenderanno parte anche i cardinali Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, originario della diocesi faentina, e Mauro Gambetti, oltre a circa quaranta vescovi e centocinquanta presbiteri. Una presenza che, come ha sottolineato monsignor Toso, «segna in modo tangibile la vicinanza spirituale della Chiesa al nostro territorio». Molti dei vescovi presenti, ha ricordato l’amministratore apostolico, «hanno sostenuto concretamente la diocesi dopo l’alluvione e il terremoto. Sarà per me l’occasione di ringraziarli per la fraternità dimostrata in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente».
Il vescovo Mario: «Un passaggio storico per la Diocesi»

«Ci stiamo rapidamente avvicinando a una data che segna un passaggio storico per la nostra amata diocesi – ha detto il vescovo Toso – L’ordinazione episcopale e l’insediamento di monsignor Michele Morandi non sono soltanto un atto liturgico, ma un momento di profonda comunione ecclesiale e di speranza per il nostro territorio». L’amministratore apostolico ha ricordato come la nomina del nuovo vescovo da parte di papa Leone XIV rappresenti un segno di attenzione verso una diocesi che negli ultimi anni ha dovuto affrontare prove difficili. «Viviamo un tempo segnato dalle ferite delle alluvioni e dei terremoti, ma anche dalle impegnative sfide della ricostruzione. C’era bisogno di continuità, sia nel recupero delle chiese danneggiate sia nel cammino pastorale della nostra diocesi». Toso ha poi allargato lo sguardo alle trasformazioni che attendono la Chiesa. «Non possiamo fermarci a guardare quello che c’è oggi. Dobbiamo rifarci ai primi tempi dell’evangelizzazione di questo territorio e chiederci come annunciare il Vangelo nel tempo presente. Abbiamo pochi sacerdoti, poche nascite e una diminuzione delle vocazioni. Sono sfide che richiedono una rinnovata pastorale vocazionale e familiare». Secondo il vescovo, sarà inevitabile proseguire anche nel cammino di collaborazione tra le diocesi romagnole. «Abbiamo già avviato una collaborazione tra diocesi perché non si può non farlo. Le risorse umane diminuiscono e sarà necessario ripensare, nel tempo, anche i confini ecclesiastici. Saranno le riflessioni comuni dei vescovi e dei vicari a indicare gli orientamenti futuri». Nonostante le difficoltà, Toso invita a guardare con fiducia al domani. «Questa terra possiede tante risorse positive. Abbiamo giovani che rappresentano un terreno aperto e fertile. C’è un vento favorevole, ma bisogna saper manovrare le vele: non basta il lamento, serve operatività».
Morandi: «Dal mio vescovo ho imparato a guardare lontano»
Visibilmente emozionato, il vescovo eletto ha voluto rivolgere un pensiero al suo predecessore, con il quale ha condiviso gli anni di ministero come vicario generale. «Sento una gratitudine sincera e profonda verso il vescovo Mario. Mi ha dato la possibilità di crescere stando al suo fianco. Gli sono riconoscente anche per il suo stile paterno e per la fiducia che ha sempre riposto in me». Morandi ha spiegato di avere voluto proprio Mario Toso come vescovo consacrante per sottolineare il valore della successione apostolica. «Ho voluto che fosse il mio vescovo a presiedere la mia ordinazione insieme ai due vescovi emeriti. Con monsignor Castellani sono stato ordinato sacerdote, monsignor Stagni mi ha accompagnato negli anni della formazione e il vescovo Toso mi ha formato e lanciato nel servizio pastorale. Quasi metà della mia vita è stata vissuta con loro». Il vescovo eletto ha poi ribadito che la celebrazione del 12 luglio sarà aperta a tutti. «Siamo tutti invitati. È il Signore stesso che ci invita e ci chiama a questo incontro. Non ci sono chiusure né biglietti di ingresso. Ci saranno soltanto alcuni posti riservati a chi svolgerà un servizio specifico durante la liturgia».
Il significato dello stemma: la croce, il leone e la forza che nasce dalla debolezza

Tra gli aspetti più personali del nuovo ministero episcopale, lo stemma. «Quando sono stato nominato – ha raccontato il vescovo eletto – mi sono venute in mente alcune immagini che appartengono alla mia storia e che raccontano il modo con cui il Signore si è manifestato nella mia vita. Quando conosciamo una persona impariamo a riconoscere il suo modo di presentarsi; così accade anche con Dio. Il suo passaggio si riconosce». Lo stemma presenta innanzitutto la croce, ripresa dal sarcofago di san Savino, nella Bassa Ravennate, terra di origine del nuovo vescovo. Sotto la croce, un leone acquattato «che richiama il gonfalone del Comune di Alfonsine, da cui provengo. È un legame con le mie radici. Ma richiama anche papa Leone XIV, che mi ha chiamato a essere vescovo. Infine rappresenta la forza che si manifesta nell’apparente debolezza della croce. È la forza di Gesù». Un’immagine che diventa anche un programma di vita. «Ogni persona sperimenta Dio quando si presenta dentro la nostra debolezza, che può essere fatta di limiti, fragilità o sofferenza. È quando prendiamo coscienza di non bastare a noi stessi che lasciamo più spazio al Signore». Il vescovo eletto ha poi confidato l’emozione vissuta nel momento della chiamata. «Quando il nunzio apostolico mi ha detto: “Il Santo Padre chiede a lei di succedere a Toso” è stata una sorpresa immensa e un dono grandissimo. Ho sentito subito che ero chiamato a proseguire un cammino già iniziato». Un passaggio che, secondo Morandi, ha un valore preciso anche per la vita della diocesi. «Il tema della continuità è fondamentale. Viviamo in una Chiesa fragile, in Italia e in Europa. Se si creano discontinuità troppo forti si rischia di perdere dei pezzi. Credo che anche il Papa abbia pensato a questo quando ha compiuto questa scelta». Accanto alla continuità, il nuovo vescovo ha indicato anche un’altra priorità: la collaborazione sempre più stretta tra le diocesi romagnole. «Le risorse umane sono sempre meno ed è bene metterle insieme. Ho pensato ai primi cristiani arrivati a Classe o scesi dall’Appennino. Anche allora la forza era nella comunione. Mettere insieme le risorse tra Chiese significa essere più efficaci nell’annuncio del Vangelo».
Una città pronta ad accogliere migliaia di persone
L’ordinazione episcopale rappresenterà un evento anche per Faenza, che si prepara ad accogliere migliaia di persone. «Siamo orgogliosi, come comunità e come amministratori – ha dichiarato il sindaco Massimo Isola –. Piazza della Libertà diventerà una sorta di agorà, grazie anche ai maxischermi che permetteranno di seguire la celebrazione». Per il primo cittadino, la giornata del 12 luglio rappresenta molto più di una semplice cerimonia religiosa. «Sarà un rito legato alla città. In questi anni difficili abbiamo saputo dare una risposta forte grazie a una comunione di intenti che si è consolidata tra istituzioni civili e Chiesa. Con il vescovo Mario Toso abbiamo attraversato la pandemia, le alluvioni e tante situazioni complesse. Da quelle prove è nata un’alleanza ancora più forte. Anche noi, come comunità, siamo stati forti nella debolezza». Isola ha poi ricordato un dato storico significativo. «Dal 1900 Faenza non aveva più avuto un vescovo faentino, dopo monsignor Cantagalli». Il sindaco ha infine espresso la certezza che il rapporto costruito negli ultimi anni proseguirà anche con il nuovo Pastore. «Con don Michele abbiamo una collaborazione ormai collaudata, che saprà affrontare insieme le sfide future».
Maxischermi, navette e diretta televisiva
Per consentire la più ampia partecipazione possibile, l’accesso alla Cattedrale sarà libero e gratuito a partire dalle 15. Alcuni settori saranno riservati ai sacerdoti concelebranti, ai familiari del nuovo vescovo e alle autorità civili e religiose, mentre tutti gli altri posti saranno disponibili fino al raggiungimento della capienza. Chi non riuscirà a entrare in Cattedrale potrà seguire la celebrazione grazie ai due maxischermi installati in piazza della Libertà, dove saranno predisposte oltre 700 sedute. Complessivamente saranno disponibili circa 2.000 posti, dei quali 650 riservati ai partecipanti direttamente coinvolti nella liturgia. Sarà inoltre impegnato un centinaio di volontari, chiamati a garantire l’accoglienza, la distribuzione dell’acqua e il supporto logistico durante tutta la manifestazione. Per agevolare l’arrivo dei fedeli sarà potenziato anche il servizio gratuito GreenGo Bus, che effettuerà corse straordinarie per tutta la giornata tra i principali parcheggi cittadini e il centro storico.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta da Teleromagna e in streaming sui canali YouTube della Diocesi di Faenza-Modigliana e sulla pagina Facebook de il Piccolo.
Il saluto del Sindaco Isola al Vescovo eletto e i ringraziamenti a Mons. Mario Toso
Non ha mancato di dare il proprio saluto al Vescovo eletto il sindaco di Faenza, Massimo Isola: “So che nella figura del nuovo Vescovo l’amministrazione comunale troverà un interlocutore attento, pronto a proseguire quel cammino di collaborazione sinergica tra Chiesa e Istituzioni civili che è storicamente la forza di Faenza. Le sfide che ci attendono sono molteplici: la ricostruzione materiale e morale della comunità, il sostegno alle famiglie, l’attenzione al mondo giovanile e del lavoro, il contrasto alle nuove povertà. Sono certo che, pur nel rispetto dei distinti ruoli, sapremo camminare uniti per dare risposte concrete ed efficaci ai nostri cittadini”.
Il sindaco ha poi voluto ringraziare per il suo servizio episcopale Mons. Mario Toso: “Avverto il dovere e il profondo desiderio, a nome personale e dell’intera municipalità, di esprimergli la più sincera gratitudine. Gli anni del suo episcopato hanno coinciso con una stagione complessa, segnata da sfide epocali e da momenti di drammatica prova per il nostro territorio, non ultimi gli eventi alluvionali che hanno ferito così duramente la nostra terra. In ognuno di questi passaggi, la figura del Vescovo Mario è stata per me, come sindaco, un punto di riferimento saldo, un interlocutore autorevole e, prima di tutto, un compagno di strada nel servizio ai cittadini”.














