Mentre i riflettori del mondo sono puntati sugli stadi di Canada, Messico e Stati Uniti per i Mondiali di Calcio 2026, a Faenza si gioca una partita altrettanto importante: quella dell’inclusione e della convivialità. In assenza della Nazionale italiana il chiostro della parrocchia di San Francesco non è rimasto vuoto. Si è trasformato in una platea vibrante e multiculturale, dove le proiezioni delle partite delle nazionali africane e di altri Paesi stanno diventando un appuntamento significativo per tutti.

Un’idea di Faenza multietnica nata per unire

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Oltre 50 persone hanno seguito la “sfortunata” partita Belgio-Senegal

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Faenza Multietnica. Come spiega la referente Ilaria Giama, l’obiettivo era trovare un modo per aggregare le persone in maniera leggera, ma positiva. «Volevamo rendere partecipi le diverse comunità che vivono a Faenza, dando loro la possibilità di festeggiare e guardare insieme la partita indipendentemente dalla nazionalità», racconta Giama, sottolineando come la risposta sia stata entusiasta fin dalla prima proiezione, con una fortissima partecipazione di giovani. Le proiezioni, che hanno toccato anche il circolo Prometeo e la sala delle Associazioni, hanno già visto protagoniste squadre come il Senegal e la Costa d’Avorio, con il Marocco tra i prossimi appuntamenti in calendario.

Oltre le sacrestie: il pallone come strumento di fraternità

Per don Paul, parroco di San Francesco, accogliere questa iniziativa è stata una scelta naturale e coerente con il cammino della Chiesa. «Il mondiale significa radunarsi insieme fra vari popoli», spiega il parroco, richiamando l’invito che fu di papa Francesco ad andare oltre le proprie sacrestie per promuovere la fraternità. Don Paul ha visto nel chiostro un’occasione per offrire uno spazio sicuro ai tanti ragazzi, italiani e stranieri, che abitano il centro storico di Faenza. «Attorno al pallone possiamo essere fratelli e sorelle», afferma con gioia, ricordando come tra il pubblico si mescolino italiani e stranieri, cristiani e musulmani, tutti uniti dalla passione sportiva.

La presenza del Vescovo: costruire relazioni positive

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Don Paul e mons. Toso

A dare un ulteriore segnale di valore a questo progetto è stata la partecipazione del vescovo Mario Toso, che ha assistito nei giorni scorsi alla partita Senegal-Iraq. Il vescovo ha condiviso con gioia questo momento di comunità, sottolineando il valore di costruire incontri e relazioni in contesti sociali sani e valoriali. La sua presenza ha incoraggiato la visione di don Paul: «Mi ha detto: “Dai, qualcosa nascerà”», a testimonianza di come questi eventi non siano solo svago, ma semi di una futura convivenza sempre più armoniosa.

Un legame che nasce nella quotidianità

Nonostante le alterne fortune sul campo — come l’amara sconfitta del Senegal 3-2 contro il Belgio vissuta con partecipazione nel chiostro — lo spirito dell’iniziativa non ne risente. L’esigenza dei giovani, soprattutto di origine straniera, “di avere momenti di aggregazione ludici e “frivoli” è fondamentale per stringere legami forti e duraturi” sottolinea Giama. In un centro storico dove la presenza di nuovi cittadini è significativa, trasformare il chiostro di una parrocchia in luoghi di gioco e visione comune è la risposta più bella per una Faenza sempre più fraterna