Quattro ristoranti aperti in meno di due anni, una squadra con una forte impronta romagnola e un progetto che continua a crescere nel mercato più competitivo della ristorazione internazionale. Il faentino Mattia Cicognani racconta il percorso che lo ha portato a costruire una delle realtà italiane più dinamiche della Florida.

Da Faenza alla Florida

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Da sinistra: Ignazio Lopez Mancisidor, Luca Piccioli, Fabio Zama, Davide Rosselli e Mattia Cignonani

Con l’inaugurazione di San Marco, avvenuta il 30 maggio nel cuore di Miami Beach, il faentino Mattia Cicognani aggiunge un nuovo tassello a un’avventura imprenditoriale iniziata nel 2024 e capace, in pochi mesi, di trasformarsi in una delle realtà italiane più dinamiche della Florida. «Non vendiamo soltanto un piatto di pasta. Cerchiamo di far vivere l’essenza di ciò che siamo, il bello dell’Italia e della sua cultura – racconta Mattia Cicognani –. È l’obiettivo che mi sono posto negli Stati Uniti».

Classe 1990, Mattia Cicognani è amministratore delegato di 84 Magic Hospitality, società fondata insieme a Ignacio Lopez Mancisidor. Dopo una lunga esperienza nel settore dell’ospitalità in Romagna, ha deciso di mettersi in gioco oltreoceano, scegliendo una delle città più competitive al mondo per la ristorazione. La scommessa è iniziata nell’autunno del 2024 con Cotoletta. Da allora il percorso non si è più fermato: prima San Lorenzo, poi Sì Papà e infine San Marco, fresco di inaugurazione nel cuore di South Beach. «Sono ambizioso e ho sempre avuto paura di non fare le cose bene – spiega –. In Italia avrei potuto trovare gli strumenti per lavorare, ma sarei stato uno dei tanti. Qui ho costruito qualcosa che mi rappresenta davvero».

Una squadra faentina

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Mattia Cicognani

Il successo passa anche da una rete di collaboratori faentini, molti dei quali amici di lunga data. Tra questi c’è Davide Rosselli, classe 1990, oggi executive chef di San Lorenzo, subentrato a Giulio Rossi. I due si conoscono fin dall’asilo e hanno condiviso gran parte del loro percorso professionale. Dopo gli studi all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme, Rosselli ha maturato importanti esperienze in cucina, tra cui quella al Pineta di Milano Marittima, prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

Al suo fianco anche Fabio Zama, direttore operativo dei ristoranti del gruppo e amico di Cicognani dai tempi della scuola superiore. A coordinare l’organizzazione quotidiana c’è invece Lara Como, operation manager e moglie di Rosselli. «Lara è il mio braccio destro – sottolinea Cicognani –. Oggi abbiamo 45 dipendenti e una squadra in crescita. Cerchiamo personale anche femminile, ma non è sempre facile trovarlo perché il nostro è un lavoro faticoso».

San Marco, la trattoria italiana di quartiere

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L’ultima creatura del gruppo è San Marco, un progetto diverso rispetto agli altri format. Il locale nasce nell’area di South of Fifth, una delle zone più esclusive di Miami Beach, e vuole essere la tradizionale trattoria italiana di quartiere. «Marco è un nome che tutti sanno pronunciare e richiama una delle piazze più belle e conosciute d’Italia – spiega Cicognani –. Quello che accade qui non si spiega, si percepisce». L’imprenditore descrive il locale come un luogo dove il cliente può sentirsi a casa, lontano dagli eccessi spesso associati alla ristorazione di Miami. «Qui la musica è quasi sempre altissima, anche nei ristoranti. Noi abbiamo scelto il jazz in sottofondo. Vogliamo che le persone stiano bene, parlino tra loro e tornino spesso». L’offerta gastronomica racconta un’Italia autentica e accessibile: carpaccio di funghi freschi, bignè con crema di parmigiano e tartufo, roast beef con rucola e parmigiano, gnocchetti gratinati, pasta al ragù, cappelletti come quelli preparati a Faenza, paccheri ai crostacei, galletto al forno, filetto al pepe verde e steak tartare servita al tavolo. «Penso che San Marco possa diventare il ristorante di quartiere che ospita migliaia di persone al mese – afferma –. Un posto dove puoi venire tutti i giorni senza sentirti obbligato a vivere un’esperienza speciale ogni volta. Un luogo semplice e accogliente». I primi segnali sono incoraggianti. «Dopo poche settimane siamo già sopra le aspettative».

Se San Marco rappresenta il presente, il vero trampolino di lancio del gruppo è stato San Lorenzo, protagonista di una crescita culminata durante Art Basel Miami Beach, uno degli appuntamenti artistici più importanti al mondo. Da dicembre 2025 il locale ha iniziato a ospitare eventi con oltre 200 partecipanti e iniziative organizzate per marchi internazionali come Cartier. Tra gli ospiti, personalità di primo piano come Gianni Infantino, presidente della Fifa, e Howard Schultz, l’uomo che ha costruito il successo globale di Starbucks. «Howard è uno dei miei clienti più affezionati, innamorato dei nostri locali», racconta Cicognani. Poi una visita inattesa. «Una sera c’erano molte auto della sicurezza fuori dal locale. Tra gli ospiti avevamo il celebre fotografo Bruce Weber, autore di ritratti che hanno immortalato alcune delle più grandi personalità del mondo dello spettacolo e della moda. Solo più tardi ho scoperto che nel locale era seduta anche Tiffany Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti. Nessuno lo sapeva. Da qui capisci che il tuo ristorante è diventato un punto di riferimento». I progetti per il futuro non mancano. Sì Papà, il format dedicato alla lasagna, continua a crescere grazie anche al servizio di consegna a domicilio tramite Uber Eats. New York resta il sogno di sempre. «A febbraio ci siamo andati molto vicini – ricorda Cicognani –. Abbiamo preferito aspettare il momento giusto. Intanto cerchiamo investitori che possano accompagnarci nell’espansione». Tra le prospettive future anche il franchising. «Cotoletta e Sì Papà sono modelli facilmente replicabili. Il marchio è registrato, ma ci hanno già copiato in maniera quasi identica a Milano». Negli ultimi mesi il gruppo ha partecipato all’organizzazione del catering per la Festa della Repubblica del 2 giugno a Miami, contribuendo a un evento che ha coinvolto oltre 700 ospiti. «Grazie a giornate come questa, il messaggio che arriva è che siamo italiani di serie A: sono orgoglioso del mio Paese».

«Cerco di non lamentarmi mai»

Cicognani evita facili trionfalismi. «Cerco di non lamentarmi mai – afferma –. Tutto è difficile. Ovunque. Esistono Paesi più efficienti, ma anche in Italia ci sono realtà straordinarie. Alla fine il bravo viene premiato sempre». Il problema della fuga dei talenti, però, esiste. «La burocrazia porta via idee e persone capaci. Le istituzioni devono farsene carico. Credo però che chi mette dedizione, impegno e passione possa riuscire ovunque».

Barbara Fichera