Con l’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione si apre una nuova fase per la Fondazione del Monte di Faenza. Il presidente Andrea Pazzi anticipa il metodo di lavoro, fondato sulla condivisione delle scelte, e indica le principali sfide che accompagneranno il mandato fino al 2030.
«Le decisioni saranno sempre condivise»

«Le decisioni saranno sempre condivise». Parte da qui per anticipare il suo mandato Andrea Pazzi, da una settimana presidente della Fondazione del Monte di Faenza. Un approccio che coniuga continuità e rinnovamento e che accompagnerà il lavoro del Consiglio di amministrazione, insediatosi il 17 giugno scorso, in carica fino al 2030. Accanto al presidente siedono Annalisa Fabbri, vicepresidente, Donato D’Antonio, Ambra Cicognani e Marco Geri. Con questo passaggio si completa il rinnovo degli organi della Fondazione, iniziato a marzo con l’insediamento del nuovo Consiglio di indirizzo. Il testimone passa così da Omar Montanari, che conclude quattro anni alla presidenza. «Sono onorato che il Consiglio di indirizzo abbia accettato la mia candidatura e che poi i colleghi e colleghe del Consiglio di amministrazione mi abbiano ritenuto la persona adatta a guidare la Fondazione della mia città», afferma Pazzi. Il neo presidente chiarisce subito il metodo con cui intende affrontare il mandato. «Lo ribadirò sempre: siamo in cinque e tutte le decisioni saranno condivise. Tengo molto ad ascoltare i componenti del Consiglio». Un gruppo dove convivono esperienza e rinnovamento. «La vicepresidente rappresenta un elemento di continuità con la gestione precedente, mentre gli altri consiglieri sono persone nuove, in alcuni casi giovani, che possono offrirci punti di vista diversi. Credo che insieme potremo sviluppare belle iniziative».
I progetti della Fondazione del Monte
La Fondazione del Monte è un ente filantropico senza scopo di lucro che sostiene progetti destinati allo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio. Ogni anno finanzia iniziative attraverso bandi e contributi rivolti ad associazioni, enti e realtà del Terzo settore, promuovendo interventi nei settori dell’arte e della cultura, del sociale, dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione. Fiore all’occhiello è il Contamination Lab, nato per favorire la nascita di idee imprenditoriali e startup tra i giovani, insieme al sostegno alle attività del Museo Internazionale delle Ceramiche e ai numerosi interventi in ambito sociale e sanitario. Tra i dossier già aperti, Pazzi cita il progetto del parco fotovoltaico di via Sant’Orsola, presentato nei mesi scorsi insieme a Hera e al Comune di Faenza. «L’impianto sarà completato entro la fine dell’anno – assicura –. Oltre alla realizzazione dell’opera sarà importante animare quell’area, svilupparla e renderla fruibile. La Fondazione sarà al fianco della società proprietaria dei terreni e dell’Amministrazione comunale per capire quali progetti potranno nascere intorno a questa iniziativa». Centrali le attività rivolte ai giovani. «Da anni la Fondazione investe sui giovani per creare opportunità di impresa e di sviluppo. Abbiamo già alcune idee che presenteremo più avanti, anche coinvolgendo i ragazzi che hanno partecipato ai percorsi degli ultimi anni».
Le priorità del nuovo mandato
Prima della nomina alla guida della Fondazione, Andrea Pazzi, laureato in Scienze agrarie all’Università di Bologna, ha ricoperto per molti anni ruoli di responsabilità nel sistema cooperativo romagnolo. Prima come direttore di Coldiretti a Verona e Siena, fino all’incarico di direttore generale di Confcooperative Romagna, dopo aver guidato anche Confcooperative Ravenna. «Provengo dal mondo associativo, dove abbiamo sviluppato tanti progetti con una forte attenzione all’economia e all’impresa sociale. Credo di poter mettere questa esperienza a disposizione della Fondazione. Sono sempre stato abituato a coordinare gruppi di lavoro e ad ascoltare il territorio, perché le idee migliori nascono dal confronto». Uno dei primi impegni del nuovo Consiglio sarà la predisposizione del nuovo piano programmatico. «Da qui all’autunno saremo impegnati nella stesura del piano annuale 2027 e soprattutto del nuovo piano triennale, visto che quello attuale si conclude nel 2026. Sarà il primo vero banco di prova per definire le linee strategiche dei prossimi anni». Infine il presidente rivolge un messaggio alla città. «Ringrazio le categorie economiche, le associazioni, l’Amministrazione comunale e tutti i soggetti che ruotano attorno alla Fondazione. I nostri uffici sono sempre aperti ad accogliere proposte e idee. Poi, naturalmente, dovremo fare i conti con le risorse disponibili, ma vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per chi lavora allo sviluppo del territorio».
Barbara Fichera













