“Meno abbandoni e nuove pratiche di gestione”: a un anno dall’avvio della cura congiunta dei parchi Roberto Bucci e della Rocca, l’Associazione Rilevatori Faunisti e il medico veterinario Fabio Dall’Osso nei giorni scorsi hanno tracciato il bilancio delle attività sul territorio faentino.

Contrasto agli abbandoni e tecniche mirate per la tutela della biodiversità urbana

I dati dei primi dodici mesi di operatività registrano un calo degli abbandoni di animali nelle aree verdi e l’introduzione di tecniche mirate alla tutela della biodiversità urbana. La gestione congiunta delle due aree verdi cittadine, affidata dall’aprile del 2025 ai volontari dell’Associazione Rilevatori Faunisti e al medico veterinario Fabio Dall’Osso, ha registrato una serie di interventi strutturali e servizi alla cittadinanza che testimoniano l’efficacia del lavoro svolto nel corso degli ultimi dodici mesi.

Due gli interventi al parco Bucci

Sul fronte della manutenzione e della salvaguardia dell’ecosistema locale, l’Associazione Rilevatori Faunisti ha focalizzato l’attenzione su due interventi principali che hanno interessato il parco Bucci. Da un lato si è proceduto alla pulizia completa del canale di collegamento tra i due laghi artificiali del giardino pubblico, un’opera fondamentale per garantire il corretto deflusso e la qualità delle acque. Dall’altro, i volontari guidati dal presidente Luciano Cicognani hanno introdotto sperimentalmente la metodica dello sfalcio ridotto per la cura dei prati.

Questa tecnica consente alle specie erbacee spontanee di completare il ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla fruttificazione, determinando un duplice beneficio per l’ambiente urbano: favorisce la mitigazione delle temperature estive e sostiene attivamente la biodiversità, offrendo habitat e nutrimento sia agli insetti impollinatori sia a numerose specie di uccelli presenti nel parco.

Istituito un servizio gratuito di accoglienza e ricollocamento per gli animali di proprietà

In parallelo, l’attività coordinata da Fabio Dall’Osso ha permesso di affrontare il fenomeno dell’abbandono degli animali. Attraverso l’istituzione di un servizio gratuito di accoglienza e ricollocamento per gli animali di proprietà che i cittadini non sono più in grado di accudire, la struttura è diventata un punto di riferimento non solo per il territorio faentino, ma per l’intera regione Emilia-Romagna e per diverse zone limitrofe.

I dati dell’ultimo anno confermano l’impatto positivo di questa misura, che ha ridotto a sole 23 unità il numero di animali abbandonati nelle aree verdi in gestione, a fronte di ben 338 esemplari presi in carico direttamente dai proprietari e indirizzati verso una nuova e idonea sistemazione domestica.

Il parco Bucci e il programma Ersamus+

Al bilancio ecologico e assistenziale si aggiunge la proiezione internazionale del parco Bucci, consolidata grazie alla partecipazione al programma europeo Erasmus+. Da tre anni l’area verde è inserita nei circuiti europei per i tirocini formativi dedicati agli studenti delle scuole superiori provenienti da trentatré paesi. Negli ultimi mesi, diverse decine di giovani provenienti da Francia, Spagna, Malta e Polonia hanno scelto proprio la realtà faentina per svolgere le proprie esperienze di formazione sul campo nel settore della gestione dei giardini pubblici e della tutela della fauna.

Le parole dell’assessore Baccarini

La cura dei parchi pubblici -spiega l’assessore con delega alle Aree verdi, Gianluca Baccariniriveste una rilevanza strategica per la città. Questi spazi assolvono a molteplici funzioni, dalla mitigazione climatica alla tutela della biodiversità, oltre a rappresentare un importante luogo di aggregazione sociale. I risultati di questo primo anno di gestione, presentati dalle realtà che gestiscono i due polmoni verdi della città, sono positivi: l’impegno dell’associazione Rilevatori Faunisti, del medico veterinario Fabio Dall’Osso e di tutti i collaboratori costituisce una base per il rilancio delle aree verdi, che intendiamo valorizzare attraverso una sempre maggiore attenzione alla fauna, alla flora e al coinvolgimento della cittadinanza”.