Aprire gli spazi scolastici nelle due settimane che precedono l’inizio dell’anno scolastico per offrire un sostegno alle famiglie e nuove opportunità educative ai bambini. È questo l’obiettivo del progetto sperimentale “Scuole Aperte”, approvato dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna.
Un progetto sperimentale per le scuole primarie
Il consigliere regionale Niccolò Bosi, del gruppo del Partito Democratico, è intervenuto dopo l’approvazione della delibera della Giunta regionale che avvia, in via sperimentale, il progetto “Scuole Aperte”, rivolto agli alunni della scuola primaria.
«Aprire gli spazi scolastici già nelle due settimane che precedono l’inizio dell’anno scolastico significa offrire un aiuto concreto alle famiglie e, allo stesso tempo, creare occasioni di crescita, socialità e inclusione per bambine e bambini. Un’opportunità resa possibile anche grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici che hanno dato disponibilità degli spazi scolastici», afferma Bosi.
Tre milioni di euro per le attività educative
Il provvedimento mette a disposizione complessivamente 3 milioni di euro per sostenere attività educative, sportive, culturali e ricreative nelle due settimane precedenti l’avvio delle lezioni.
Per il territorio ravennate è previsto un finanziamento massimo di 200.575 euro per Ravenna, 149.800 euro per la Bassa Romagna e 129.125 euro per la Romagna Faentina.
Le attività previste e il coinvolgimento del territorio
«Si tratta di un investimento importante – sottolinea Bosi – che rappresenta una preziosa opportunità per il nostro territorio. Ora l’obiettivo è valorizzare al meglio questa misura, favorendo la collaborazione tra Comuni, Unioni, associazioni sportive, realtà culturali e Terzo settore, affinché le risorse disponibili si traducano in progetti di qualità. È un intervento che guarda in particolare alle famiglie più fragili, offrendo ai bambini e ai ragazzi occasioni educative, formative e di socializzazione, nel segno dell’equità e dell’inclusione».
Le attività potranno essere organizzate tra il 31 agosto e il 14 settembre e comprenderanno laboratori creativi, attività sportive, educazione ambientale, iniziative culturali e momenti di socializzazione.
Il progetto prevede che le iniziative siano realizzate senza il coinvolgimento degli insegnanti e del personale scolastico, affidandone lo svolgimento ad associazioni ed educatori professionali, con l’obiettivo di trasformare il periodo che precede l’inizio delle lezioni in un’opportunità educativa.
«Investire sull’educazione significa investire sul futuro»
«Questa sperimentazione – conclude Bosi – rappresenta una risposta concreta a tante famiglie che ogni anno devono conciliare la ripresa del lavoro con le scuole ancora chiuse, ma è anche un modo per valorizzare la scuola come presidio di comunità. Investire sull’educazione significa investire sul futuro e sostenere concretamente le famiglie».














