Ronaldinho probabilmente non farà vincere il campionato al Ravenna. Del resto ha 46 anni, non gioca una partita ufficiale dal 2015 e immaginare che possa essere protagonista in Serie C richiede una discreta dose di fantasia. Ma non è questo il punto, perché la società giallorossa, con l’operazione che ha monopolizzato l’attenzione del calcio italiano negli ultimi giorni, non ha acquistato soltanto un ex campione. Ha acquistato un simbolo, un marchio globale, uno dei volti più riconoscibili che il calcio abbia prodotto negli ultimi vent’anni.
Il marchio Ronaldinho porta visibilità, sponsor, attenzione mediatica
Quando venerdì sera la notizia è stata lanciata dalla Gazzetta dello Sport, in molti hanno pensato a uno scherzo. Ronaldinho al Ravenna? Davvero? Eppure dietro l’effetto sorpresa c’è una strategia molto precisa. Lo ha spiegato anche Ariedo Braida, vicepresidente giallorosso e dirigente che nel 2008 portò il brasiliano al Milan: si tratta soprattutto di un’operazione di marketing, immagine e comunicazione. Riduttivo, però, considerarla una semplice trovata pubblicitaria. Dietro il sorriso di Ronaldinho c’è infatti un messaggio destinato al calcio italiano. Il Ravenna vuole far capire di non essere una comparsa di passaggio in C. Vuole essere percepito come una società ambiziosa, con idee chiare, risorse importanti e la volontà di accelerare il proprio percorso di crescita. L’obiettivo, neppure troppo nascosto, è riportare una piazza storica come quella giallorossa nelle categorie che contano, possibilmente in Serie B. E qui sta il vero valore dell’operazione. Ronaldinho porta visibilità, sponsor, attenzione mediatica e una dimensione internazionale che nessun altro nome avrebbe potuto garantire.
Giocherà o non giocherà?
In poche ore il Ravenna è passato dall’essere una realtà seguita quasi esclusivamente dagli appassionati della categoria a diventare una notizia capace di fare il giro del mondo. Fa impressione pensare che poco più di un anno fa i giallorossi affrontassero il Corticella, il Progresso o il Sasso Marconi sui campi della Serie D. Oggi il loro nome viene associato a uno dei giocatori più amati della storia del calcio. Che poi Ronaldinho giochi davvero qualche minuto conta relativamente. Magari ci sarà una passerella, una punizione da provare, un’ultima magia da regalare ai tifosi. Ma il primo gol lo ha già segnato. E non sul campo: nell’immagine, nelle ambizioni e nella nuova dimensione che il Ravenna sogna di conquistare.
Vincenzo Benini














