Il Partito Democratico di Brisighella interviene sul tema del riconoscimento dei Comuni montani, dopo che il sindaco Massimiliano Pederzoli ha annunciato l’adesione dell’Amministrazione comunale al ricorso al Tar contro i criteri contenuti nel Dpcm che ha escluso il territorio di Brisighella dall’elenco dei Comuni montani. In una nota, il Pd esprime sostegno all’iniziativa, ma solleva anche una serie di questioni politiche legate al ruolo della vice sindaca e senatrice Marta Farolfi.

Il sostegno al ricorso del Comune

Secondo il Pd di Brisighella, il sindaco avrebbe motivato la scelta di aderire al ricorso utilizzando argomentazioni già avanzate in passato dal partito.

«Il sindaco Pederzoli ha annunciato che il Comune di Brisighella aderirà al ricorso al Tar contro i criteri del Dpcm che ha escluso il nostro territorio dall’elenco dei Comuni montani. Lo ha fatto utilizzando, con una fedeltà quasi filologica, le stesse argomentazioni che il Partito Democratico ha prodotto e documentato in tempi non sospetti anche grazie al lavoro dell’onorevole Ouidad Bakkali», affermano i democratici.

Il partito aggiunge di registrare questa convergenza «con la sobrietà che si addice a chi, avendo avuto ragione nel momento in cui costava qualcosa averla, non ha bisogno di esibirla».

Le critiche alla senatrice Farolfi

Nella nota, il Pd sottolinea che, a suo giudizio, il ricorso amministrativo non esaurisce la questione politica.

«La questione che rimane aperta, però, è politica, e nessun ricorso giudiziario può sanarla».

L’attenzione viene quindi rivolta alla posizione della senatrice Marta Farolfi, che ricopre contemporaneamente il ruolo di vice sindaca di Brisighella e quello di parlamentare della maggioranza di Governo.

Il Pd ricorda che la senatrice, nel settembre 2025, ha votato la cosiddetta riforma Calderoli sulla montagna e che successivamente l’ha difesa pubblicamente.

«È con orgoglio che Fdi ha sostenuto questa legge che restituisce centralità alle zone montane», aveva dichiarato la stessa Farolfi sui propri canali social, secondo quanto riportato nella nota del partito.

Il richiamo alle dichiarazioni dei mesi scorsi

«La memoria dei cittadini non è poi così corta da dimenticare la fermezza con cui, lo scorso 10 febbraio, sempre dalla sua pagina Facebook, la medesima senatrice liquidava le motivate denunce del Partito Democratico come inutile “allarmismo”, invitandoci con sufficienza a “informarci meglio” e assicurando che per Brisighella non sarebbe cambiato nulla. Oggi però il suo Comune è costretto a impugnare davanti a un tribunale amministrativo il decreto attuativo di quella stessa legge, perché tale decreto ha prodotto esattamente quella condizione di inferiorità che la senatrice aveva promesso di eliminare».

Le richieste del Partito Democratico

Il Pd evidenzia dunque quella che definisce come una vera e propria contraddizione politica.

«Ora che anche il suo sindaco l’ha pubblicamente e amministrativamente smentita, l’opinione pubblica brisighellese attende con comprensibile curiosità una parola, un segno di vita. La questione attiene alla stessa dignità della rappresentanza territoriale».

Esistono «due sole spiegazioni logicamente compatibili con i fatti». La prima sarebbe che la senatrice abbia sostenuto il provvedimento «senza averne minimamente compreso la portata e gli effetti per il proprio Comune». La seconda, invece, che fosse consapevole delle conseguenze e abbia ritenuto prevalenti altre valutazioni politiche.

«In entrambi i casi, il giudizio politico che ne discende è severo – afferma il Pd -. Nel primo caso ci troveremmo di fronte a una disattenzione legislativa difficilmente giustificabile da parte di chi ricopre contemporaneamente un ruolo di governo locale. Nel secondo, a una scelta deliberata il cui peso ricade interamente sul territorio e sui cittadini che quella senatrice rappresenta e dovrebbe difendere».

“Serve una presa di posizione pubblica”

«Ci aspetteremmo, a questo punto, una parola pubblica. Non una giustificazione, che sarebbe, come si dice, peggio del danno, ma almeno una presa d’atto. Il silenzio, in questo contesto, non è una postura neutra. È già, di per sé, una risposta».

Il Partito Democratico di Brisighella ribadisce infine il proprio sostegno al ricorso amministrativo promosso dal Comune.

«Il Partito Democratico di Brisighella sostiene il ricorso al Tar per senso di responsabilità verso il territorio, e continuerà a farlo con la medesima coerenza con cui lo ha sostenuto quando nessuno aveva ancora compreso le conseguenze negative di quella legge per Brisighella. Le frazioni montane di Brisighella meritano gli stessi diritti dei Comuni confinanti. Su questo non vi è spazio per ambiguità».