Circolo ARCI Ambra di Brisighella: risposta alla vandalizzazione della sede e invito alla Pastasciutta Antifascista del 26 luglio

In qualità di presidente del Circolo ARCI Ambra di Brisighella, ma prima ancora come cittadino che crede nel civismo e nel volontariato come fondamenta della vita democratica, mi trovo a commentare con profonda tristezza la scritta comparsa sulla saracinesca della nostra sede: un’equazione tanto violenta quanto priva di senso storico, che accosta il Partito Democratico — ospitato nei nostri locali — al nazismo.

È una tristezza che si articola su più livelli.
È triste perché chi ha impugnato la bomboletta ha dimostrato, con un solo gesto, di ignorare cosa sia stato realmente il nazismo: un sistema di sterminio industriale, la Shoah, i campi di concentramento, la soppressione sistematica di ogni dissenso. Ridurre tutto questo a un insulto politico da spruzzare su un muro significa svuotare di significato la memoria delle vittime e insultare chi quella storia l’ha vissuta sulla propria pelle.

È triste perché rivela un analfabetismo funzionale sempre più diffuso: l’incapacità di leggere la complessità storica e sociale, di distinguere l’avversario politico dal nemico assoluto, di praticare il dissenso attraverso gli strumenti che la democrazia mette a disposizione — il dibattito, il voto, la parola — invece che attraverso il vandalismo e l’intimidazione.
È triste perché accade proprio nei luoghi dell’ARCI, un’associazione nata dalla Resistenza, che ha fatto della cultura popolare, dell’antifascismo costituzionale e della solidarietà i propri pilastri fondativi per oltre settant’anni.

Ma alla tristezza rispondiamo con la fermezza della memoria attiva, non della rassegnazione.
Cancelleremo questa scritta, come sempre abbiamo fatto e sempre faremo. E lo faremo continuando a coltivare quello che ci rende comunità viva: organizzeremo la nostra pastasciutta antifascista domenica 26 luglio, nel solco di quella tradizione che i fratelli Cervi inaugurarono il 25 luglio 1943, quando la caduta del fascismo fu festeggiata condividendo un piatto di pasta con l’intero paese — un gesto semplice che trasformò la gioia privata in festa collettiva, la liberazione in comunità.

Continueremo a difendere, senza stancarci, la Costituzione nata dalla Resistenza, i diritti civili conquistati con fatica da chi ci ha preceduto,
e il principio che nessuna forma di autoritarismo — vecchia o nuova, dichiarata o mascherata da provocazione — troverà mai spazio dove ci sono persone che scelgono di stare insieme.

Alessandro Ricci
Presidente Circolo ARCI Ambra, Brisighella