Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2026 di Faenza Rock, che quest’anno ha celebrato il traguardo dei quarant’anni di attività con una formula speciale realizzata in collaborazione con i cinque Rioni di Faenza. Lo storico contest dedicato alla musica emergente ha confermato il proprio ruolo di punto di riferimento per i giovani artisti del territorio, coinvolgendo per tre settimane venti band e solisti in una serie di appuntamenti ospitati durante le Settimane del Palio.
Cinque vincitori per cinque Rioni
Le serate hanno trasformato i Rioni in palcoscenici dedicati alla musica dal vivo, con un pubblico numeroso che ha seguito le esibizioni dei partecipanti.
A conquistare le singole tappe sono stati:
Whimistical Bees per il Rione Giallo;
Moleste Frequenze per il Rione Verde;
Firefox per il Rione Nero;
Wimb per il Rione Rosso;
Four Chette per il Borgo Durbecco.
I cinque vincitori accederanno alla finale in programma il 5 gennaio 2027 durante la tradizionale Nott de Bisò, dove si sfideranno per il titolo conclusivo dell’edizione del quarantennale.
I premi speciali assegnati dalla giuria e dal pubblico
Accanto ai vincitori di tappa sono stati assegnati anche alcuni riconoscimenti speciali.
Il Voto Popolare è andato ex aequo a Nomedarte e Metaforfeo, particolarmente apprezzati dal pubblico presente nelle varie serate.
Il Premio della Critica è stato assegnato, sempre a pari merito, a Robin e Lorè, distintisi per originalità, qualità artistica e personalità musicale.
Il riconoscimento per la Miglior Voce è stato invece attribuito a Sara Ghinassi.
Dal contest al workshop del Mei
Oltre alla partecipazione alla finale della Nott de Bisò, i cinque vincitori e gli artisti premiati dalla critica e dal pubblico prenderanno parte a un workshop gratuito di scrittura creativa organizzato nell’ambito del Mei 2026, in programma a Faenza dall’1 al 4 ottobre.
L’iniziativa offrirà ai giovani musicisti un’occasione di approfondimento e confronto sui testi e sulla scrittura musicale.
Una festa per la musica emergente e per la città
Gli organizzatori hanno espresso soddisfazione per la partecipazione registrata durante tutte le serate e per il livello delle proposte artistiche presentate, confermando Faenza Rock come una delle manifestazioni dedicate alla musica emergente più longeve dell’Emilia-Romagna e tra i contest storici più duraturi d’Italia.
Un ringraziamento è stato rivolto al Comune di Faenza, ai cinque Rioni cittadini e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. Tra i momenti più apprezzati figurano l’esibizione dei Tamburini e delle Chiarine del Rione Rosso e il collegamento online con Omar Pedrini, che ha seguito l’esecuzione di una cover dei Timoria proposta dai Firefox al Rione Nero.
Importante anche il contributo degli scrittori Fabio Mongardi, Mirko Francesconi, Gionata Zarbo, Claudio Toschi e Massimo Baccarini, che hanno offerto agli artisti emergenti spunti di riflessione e confronto sui propri testi.
L’omaggio a padre Albino Varotti
L’edizione del quarantennale è stata dedicata a padre Albino Varotti, il «frate rock» che per decenni ha insegnato gratuitamente a suonare uno strumento a generazioni di giovani musicisti, svolgendo un prezioso ruolo educativo e formativo.
Un omaggio che si inserisce nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, ricorrenza che vedrà il Mei impegnato in un evento musicale nazionale destinato a concludersi il 4 ottobre, giorno del Patrono d’Italia.
Faenza Rock 2026 è stato realizzato da Materiali Musicali, con il coordinamento di Giordano Sangiorgi, insieme a Roberta Barberini, Valentina La Rosa, Emanuele Cattani e allo staff tecnico di Studio 52 e della Casa della Musica.














