Dal 29 giugno al 10 luglio il Creyamo della parrocchia della Beata Vergine del Paradiso celebra la sua 18ª edizione. Un traguardo importante per un’esperienza che continua a coinvolgere bambini, adolescenti, famiglie e volontari in un percorso fatto di amicizia, crescita, servizio e fede.
Diciotto anni di storia e comunità
Diciotto anni di giochi, amicizie, preghiera e vita condivisa. Il Creyamo della parrocchia della Beata Vergine del Paradiso raggiunge quest’anno la maggiore età e si prepara a celebrarla con un’edizione speciale. Il centro estivo è ormai un punto di riferimento per centinaia di famiglie e decine di adolescenti che ogni estate scelgono di mettersi gratuitamente al servizio dei più piccoli. Il Creyamo si svolgerà dal 29 giugno al 10 luglio e raccoglierà il testimone dal Cre della parrocchia di San Giuseppe Artigiano, appartenente alla stessa Unità pastorale, che inizierà subito dopo la fine della scuola. Due proposte distinte ma coordinate tra loro, pensate per offrire continuità alle famiglie durante il periodo estivo. «Quest’anno festeggiamo il 18° compleanno del Creyamo – racconta Annarita Bentini, storica coordinatrice –. Per l’occasione abbiamo invitato tanti ex educatori che oggi sono adulti, lavorano e magari hanno famiglia, ma conservano ancora un legame fortissimo con questa realtà». Il nome stesso del Cre custodisce una storia particolare. «Diciotto anni fa – spiega Bentini – nacque l’idea di “Creyamo”, giocando sulla parola “creare”: creatività e amore insieme. E ancora oggi quello spirito continua».
Una squadra che cresce insieme
Saranno circa cento i bambini e ragazzi coinvolti, dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia fino alla terza media. Le medie sono già al completo, mentre restano pochissimi posti per le elementari. A rendere possibile il Cre è soprattutto il grande numero di educatori: tra i 40 e i 50 adolescenti e giovani, molti dei quali giovanissimi. «Ci sono ragazzi che hanno terminato la terza media lo scorso anno e hanno subito chiesto di tornare come educatori – racconta Bentini –. Per loro è un’esperienza che lascia il segno». Accanto agli adolescenti operano anche diversi ragazzi più grandi e alcuni adulti che coordinano le attività.
Uno degli aspetti su cui il Creyamo punta maggiormente è la formazione. «Cerchiamo di far capire ai ragazzi che non sono lì soltanto per giocare» sottolinea la coordinatrice. Durante l’anno partecipano a incontri formativi, percorsi educativi e giornate dedicate alla crescita personale e relazionale. Quest’anno, ad esempio, tema centrale è lo sguardo e l’attenzione verso ogni bambino. «Insistiamo molto sul fatto che bisogna accorgersi anche dei più invisibili – spiega Bentini –. Non solo dei bambini più vivaci o difficili, ma anche di quelli silenziosi, che rischiano di passare inosservati. Tutti hanno bisogno di sentirsi guardati e accolti».
Santi controcorrente sulle orme di Ribelle
Il tema dell’estate 2026 sarà ispirato al film Disney Ribelle e accompagnerà i ragazzi alla scoperta di otto figure di santi che, in modi diversi, hanno saputo andare controcorrente. Da san Massimiliano Kolbe a san Tommaso Moro, passando per santa Chiara d’Assisi e il cardinale François-Xavier Nguyễn Văn Thuận, ogni giornata proporrà storie di uomini e donne che hanno scelto il Vangelo anche nelle difficoltà. «Ribelli – spiega Bentini – perché hanno avuto il coraggio di andare controcorrente». Le giornate inizieranno con la preghiera, la presentazione della figura del santo e una scenetta preparata dagli educatori. Poi spazio alle attività nei gruppi divisi per età, ai laboratori, ai giochi e ai momenti di condivisione. Dopo il pranzo preparato dalle volontarie della parrocchia, nel pomeriggio si alterneranno attività di squadra, tornei e grandi giochi comunitari, fino alla conclusione con la preghiera davanti alla Madonnina. In programma anche gite tra piscina, mare e uscite organizzate, oltre a momenti speciali dedicati al servizio e alla solidarietà.
L’inclusione come stile educativo
Uno degli aspetti più significativi del Creyamo resta l’attenzione all’inclusione. Anche quest’anno saranno presenti bambini con disabilità e un ragazzo con sindrome di Down tra gli educatori. «Con la cura e l’attenzione giuste si può fare tutto – afferma Bentini –. Ognuno può trovare il proprio posto e sentirsi parte della comunità». Ed è forse proprio questo il messaggio più forte che il Creyamo continua a trasmettere dopo diciotto anni: la possibilità di costruire relazioni autentiche, amicizie sincere e legami destinati a durare nel tempo. «Spero che i ragazzi si portino a casa soprattutto questo – conclude la coordinatrice –: la scoperta che si possono creare amicizie belle, profonde, che continuano anche negli anni. E che la parrocchia può davvero diventare una casa».
Barbara Fichera



















