ll centenario di Carlo Zauli diventa un grande racconto diffuso che attraversa territori e istituzioni culturali, trasformando la sua eredità artistica in un progetto vivo e contemporaneo.

Faenza rende omaggio a Carlo Zauli con un programma di celebrazioni che si estende lungo tutto il 2026. Il centenario della nascita diventa occasione per rileggere l’opera del grande ceramista attraverso mostre, installazioni e progetti diffusi in Romagna e oltre. Il progetto è promosso dal Museo Carlo Zauli, che negli ultimi anni ha costruito una rete di collaborazioni nazionali e internazionali per valorizzare l’eredità dell’artista.

Matteo Zauli: il lavoro sul centenario e la costruzione di una rete culturale

Matteo Zauli figlio del celebre ceramista, che ha trasformato lo storico studio e laboratorio del padre in museo, racconta con emozione il percorso che ha portato alle iniziative per il centenario. “Quando hai un genitore con un curriculum così, l’ansia da prestazione è dietro l’angolo, figuriamoci quando arriva il centenario. Hai la percezione di non fare abbastanza”. Una strada lunga, quella del Museo Carlo Zauli, iniziata nel 2010 e “costruita con fatica e una rete solida di collaborazioni. Abbiamo intercettato finanziamenti regionali e ministeriali, insieme al Comune che da sempre sostiene il museo. Siamo una realtà privata in convenzione pubblica, e questo ci ha permesso di crescere passo dopo passo. Il centenario è un’occasione unica e un banco di prova per il nostro piccolo staff”.

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Il primo appuntamento estivo sarà martedì 9 giugno negli spazi del Museo Carlo Zauli. Alle 18:30 inaugura “Il nero di Zauli”, un allestimento dedicato alle opere nere dell’artista, molte delle quali mai esposte prima. «È un passaggio fondamentale del centenario a Faenza – spiega Matteo Zauli – perché vedremo opere inedite e riscopriremo una parte meno conosciuta della sua ricerca». Alle 21 seguirà “Bianco”, performance elettroacustica di Enrico Malatesta, tra i protagonisti della ricerca sonora contemporanea.

Dal dialogo con Fellini alla Romagna diffusa

Il programma prosegue il 18 giugno al Fellini Museum di Rimini con “Sensualità della forma”, mostra che mette in dialogo Zauli e Federico Fellini, tra scultura, immaginario e metamorfosi. «C’è un ricordo che torna spesso – spiega Matteo Zauli – , quello dell’incontro tra mio padre e Federico Fellini. Nel 1965 Zauli presentò una mostra a Roma e Fellini andò a vederla: da lì nacque un dialogo umano e artistico tra due romagnoli che si stimavano profondamente. Fellini acquistò un’opera e mio padre gliene regalò un’altra. Era un rapporto fatto di stima e curiosità reciproca, che ha segnato entrambi». Il tema della sensualità è stato scelto perchè ” Fellini amava le donne – ricorda Zauli – e non ne ha mai fatto mistero con mio padre. questa mostra è un sogno che si realizza”. Il 25 giugno al Museo Carlo Zauli inaugura la mostra di Mokichi Otsuka, «Uno degli aspetti più significativi di questo centenario è il dialogo con il Giappone – aggiunge il figlio del ceramista -. Il rapporto tra Zauli e il mondo giapponese è stato profondo e oggi torna a emergere con forza, grazie a mostre e collaborazioni che riportano la sua opera in un contesto globale». Si prosegue poi il giorno successivo, il 26 giugno a Casa Masini tra Forlì e Ravenna si apre “Territori verticali”. Il 4 luglio alla Casa Museo Remo Brindisi arriva “Geometrie materiche”, seguita il 10 luglio ai Magazzini del Sale di Cervia con “L’arte dei premi”.

Il sindaco Isola: “Un modello culturale unico per Faenza”

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Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, sottolinea il valore del percorso costruito attorno al museo: «La battaglia del “dopo di noi” è quasi sempre persa, perché occuparsi della memoria dei grandi artisti è difficile. Il Museo Zauli arriva a questo centenario con una storia clamorosa e originale: sono riusciti a prendersi cura di questa memoria e a renderla fertile» sottolineando il valore di un percorso costuito nel tempo «Raccogliamo ciò che abbiamo seminato. Poche realtà mantengono questa continuità. Il centenario esiste perché è stata costruita nel tempo una straordinaria ordinarietà che oggi appare eccezionale. E poi la capacità di fare rete. Per una città come Faenza è un unicum». Il calendario prosegue in autunno con nuove tappe tra Italia e Giappone. Il 10 ottobre al Museo Carlo Zauli inaugura una mostra personale di Tomo Hirai, artista giapponese legato profondamente alla città di Faenza. Il 12 novembre, al Padiglione Esprit Nouveau di Bologna, si terrà la mostra “Carlo Zauli in Giappone”, a cura di Giovanni Gamberi e Laura Zauli. A oltre vent’anni dalla scomparsa, avvenuta nel 2002, l’opera di Carlo Zauli continua a essere presente in musei e collezioni internazionali, confermandone la forza innovativa e la centralità nella storia della ceramica contemporanea.