Per le liste che sostengono la candidatura a sindaco di Gabriele Padovani, la sanità rientra sicuramente tra gli ambiti prioritari. Per approfondire le proposte, presenti all’interno del programma, abbiamo incontrato Massimiliano Baggiani, medico oculista, candidato tra le fila della lista civica “Faenza Insieme”.

Intervista a Massimiliano Baggiani, medico oculista, candidato tra le fila della lista civica “Faenza Insieme”

Baggianate

Il progetto più ambizioso a Faenza è la nuova Casa della Comunità? Che ruolo deve svolgere secondo lei? Come renderla pienamente operativa, una volta che sarà pronta?

La nuova Casa della Comunità rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro della sanità faentina. Deve diventare il punto di riferimento territoriale per tutti quei bisogni sanitari che oggi finiscono impropriamente al pronto soccorso, alleggerendo finalmente la pressione. Le strutture però, da sole, non bastano: servono persone, organizzazione e servizi concreti. Per questo, ritengo indispensabile investire maggiormente sul personale sanitario: infermieri, operatori e servizi di supporto ai medici di famiglia, che oggi lavorano in condizioni estremamente difficili e con carichi insostenibili. La Casa della Comunità deve aiutare i medici di medicina generale, non diventare un ulteriore peso burocratico. Serve una sanità territoriale moderna, integrata e davvero vicina ai cittadini.

Con questo nuovo polo sanitario, quale sarà il futuro per la Casa della Salute alla Filanda?

La Casa della Salute dovrà avere una vocazione chiara e specifica. La mia proposta è trasformarla in una vera e propria Casa della Comunità pediatrica, dedicata a bambini e famiglie. In questo modo i servizi risulterebbero meglio distribuiti, sul territorio faentino. La connessione con la nuova Casa della Comunità dovrà essere totale: cartelle cliniche condivise, percorsi integrati, coordinamento tra specialisti e servizi di prenotazione unificati. I cittadini non dovranno percepire due strutture separate, ma un unico sistema sanitario efficiente.

Casa della Salute e della Comunità sono distanti dal centro e difficilmente raggiungibili da anziani e pazienti fragili. E’ in programma un potenziamento del servizio di trasporto pubblico?

Non possiamo immaginare servizi sanitari importanti collocati in aree periferiche, senza affrontare seriamente il problema dei collegamenti urbani. Per questo, ritengo sia necessario potenziare il trasporto pubblico locale con collegamenti più rapidi e frequenti, tra il centro città e la zona fiera, dove sorgerà la nuova Casa della Comunità. Penso in particolare ad una navetta dedicata, semplice da utilizzare, con orari compatibili con visite ed esami. La sanità deve essere accessibile davvero, non solo sulla carta.

Cau, realtà da confermare? Come migliorare ulteriormente il servizio?

Il Cau è una realtà che ha dimostrato una certa utilità e pertanto va confermata. Ha infatti contribuito a gestire molti casi, a bassa complessità, evitando accessi impropri al pronto soccorso. Tuttavia esiste un limite evidente: la distanza di questa struttura dall’ospedale. Questo crea disagi sia per i cittadini che per gli operatori, soprattutto quando è necessario trasferire rapidamente un paziente verso l’ospedale, per accertamenti diagnostici più approfonditi. Occorre lavorare per migliorare l’integrazione logistica e organizzativa tra Cau ed ospedale, rendendo il percorso più rapido, chiaro ed efficiente.

Come ridurre ulteriormente la pressione sul pronto soccorso e renderlo maggiormente efficiente per pazienti ed operatori?

Per rendere maggiormente efficiente il pronto soccorso bisogna intervenire prima che i pazienti siano costretti a rivolgersi a questo servizio. Una Casa della Comunità realmente efficiente può già ridurre di gran lunga la pressione sul pronto soccorso, filtrando i casi non urgenti e offrendo risposte territoriali tempestive. Parallelamente, è necessario rafforzare il personale sanitario e migliorare l’organizzazione interna, tutelando anche medici e infermieri, che oggi lavorano sotto enorme stress. Un pronto soccorso efficiente significa meno attese, percorsi più chiari e maggiore sicurezza, per pazienti ed operatori sanitari.

L’ospedale cittadino resta un presidio fondamentale? Come si intende potenziarlo?

L’ospedale resta un presidio irrinunciabile per tutto il territorio faentino. Va difeso e potenziato, non indebolito ulteriormente. I cittadini hanno bisogno di sapere che il loro ospedale di riferimento continuerà a garantire servizi di qualità e ad essere dotato di reparti efficienti. La priorità deve essere mantenere i reparti esistenti, senza ulteriori ridimensionamenti e lavorare per rafforzare i servizi strategici. In particolare, ritengo fondamentale il ripristino dell’UTIC, l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica, che rappresenta un presidio essenziale per la gestione delle emergenze cardiache.

Sanità domiciliare, come implementarla anche nel faentino?

La sanità del futuro deve arrivare nelle case delle persone, soprattutto di anziani, fragili e pazienti cronici. Per questo è necessario potenziare in modo deciso la sanità domiciliare, anche nel faentino. La mia proposta è rafforzare la guardia medica, con un servizio h24 e sviluppare maggiormente i servizi domiciliari, attraverso convenzioni pubblico-private controllate e ben organizzate. Questo consentirebbe di assistere più persone direttamente a casa, riducendo ricoveri inutili e alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere. Una sanità moderna si misura anche dalla capacità di prendersi cura delle persone, nei luoghi in cui vivono.

Samuele Bondi