Per una felice combinazione astronomica, proprio nella stessa giornata del 10 maggio, come in questo anno 2026, quaranta anni fa il Santo Padre Giovanni Paolo II venne nella nostra città in visita pastorale e celebrò con i faentini la solennità della Patrona della nostra Città e Diocesi: la Beata Vergine delle Grazie.
Un avvenimento storico

Per tutta Faenza fu un avvenimento storico e di grande partecipazione che vide accogliere il Papa alla Porta delle Chiavi da numerosi cittadini, con il Sindaco Giorgio Boscherini, la Giunta e il Consiglio Comunale e dove il Vescovo Mons. Francesco Tarcisio Bertozzi volle dichiarare a nome della Città di Faenza e della Diocesi il benvenuto e tutto il suo l’affetto, la gioia e la gratitudine per quella straordinaria occasione offerta alla città e a tutti i suoi figli. A ricordo dell’evento fu collocata una targa in ceramica nella parete orientale di Porta delle Chiavi. Dopo questo festante e caloroso momento di saluto, la giornata è proseguita con un intenso programma preparato da un comitato apposito che da tempo si era dedicato a studiare e programmare il migliore funzionamento dello straordinario evento. Il suddetto comitato era composto da religiosi, fedeli e laici, scelti per capacità organizzative, sensibilità spirituale e sociale unanimemente riconosciute, coordinate dal Rag. Cesare Rovelli, Magister del Gruppo Masci – Faenza. Come prima tappa di una giornata molto intensa, il corteo papale, tra una folla festante ed entusiasta, attraversato il centro città, fu accompagnato agli stabilimenti dalla Cooperativa Produttori Agricoli (P.A.F.), accolto nel grande piazzale interno da un gran numero di soci delle varie Cooperative e dai dirigenti del movimento cooperativo della Romagna. Il saluto ufficiale fu rivolto al Santo Padre dal presidente della PAF Secondo Ricci e a seguire da Giovanni Dalle Fabbriche, illustre concittadino e presidente della Federazione Nazionale delle Casse Rurali. Agli indirizzi di saluto Giovanni Paolo II ringraziando tutti i presenti, si è abbondantemente soffermato, sul significato e sul valore della Cooperazione nella società di oggi e nel mondo in generale. Si è poi complimentato per l’inventiva e la capacità organizzativa dei romagnoli ed ha augurato che ciò continui e progredisca per il bene di tutti. E’ seguita poi la visita ai vari settori della grande struttura, soffermandosi sui diversi momenti delle lavorazioni ed il Santo Padre ha mostrato un vero interesse e non sono mancate domande e spiegazioni pertinenti.
Un successivo momento di festoso incontro si è svolto presso il Seminario in viale Stradone dove erano convenuti, oltre alla famiglia del Seminario, tutti gli alunni delle scuole cattoliche cittadine con gli insegnanti e le famiglie. Come caratteristico del mondo giovanile, l’esuberante entusiasmo della plaudente accoglienza fu gradito ed evidenziato dalla partecipazione dello stesso Pontefice che poi ha voluto sottolineare queste doti di entusiasmo come segno di una testimonianza e di una partecipazione oggi sempre più preziosa. L’abbraccio poi con i seminaristi e con molti sacerdoti si è protratto nel momento della “pausa pranzo” nei locali dello stesso Seminario dove, come il Rettore Mons. Silvano Montevecchi ha voluto sottolineare, la presenza paterna del Santo Padre ha reso veramente unico un incontro tanto importante quanto familiare.
Nelle prime ore del pomeriggio, quasi a sorpresa, Giovanni Paolo II è stato portato a Brisighella (certamente complici soprattutto gli illustri brisighellesi Mon. Silvestrini e Mons. Monduzzi, futuri Cardinali), per un veloce quanto intenso e caloroso saluto a quella preziosa comunità che tanto ha dato
alla Chiesa universale, come lo stesso Papa ha voluto sottolineare rispondendo al saluto dell’Arciprete della perinsigne Collegiata di San Michele Arcangelo, Mons. Vincenzo Zannoni e all’omaggio poetico del Sindaco Giuseppe Bartoli.
Nel rientro in città, non poteva mancare l’incontro con gli anziani e gli ammalati ospiti della più ampia struttura cittadina Il Fontanone che ancor oggi svolge il suo prezioso servizio di accoglienza e di aiuto a molti ospiti. Al tempo della visita del Papa, quel 10 maggio 1986, era ancora Cappellano l’indimenticabile Don Gino Montanari, assai noto ed amato da tutti i faentini per la sua generosità, il suo coraggio, durante la guerra e successivamente, il suo carisma sacerdotale e pastorale. Quel don Gino che ad ogni udienza in Piazza S. Pietro era tra i primi ad urlare “W il Papa”, tanto da farsi notare dallo stesso Pontefice (anche per una certa somiglianza fisica) che, anche durante la visita faentina, volle ricordare quel particolare.
Finalmente la grande giornata papale a Faenza si concluse con un vero, sentito e caloroso abbraccio con tutta la città ai piedi della torre civica, con le due piazze antistanti stracolme di fedeli, per partecipare alla solenne celebrazione liturgica, durante la quale furono amministrati alcuni Matrimoni. Fu al termine della sua omelia che Giovanni Paolo II volle lasciare ai faentini un messaggio apostolico ed un impegno pastorale, richiamandosi alla millenaria devozione dei faentini alla Beata Vergine delle Grazie, pronunciando queste parole: “Lascio alla vostra Città, lascio alla vostra Chiesa di Faenza, questa Missione che viene espressa con il nome amatissimo di Madonna, Maria, Vergine, Madre di Dio e Madre delle Grazie. Vorrei offrirvi di nuovo questo “carisma”, con cui la vostra Chiesa vive da tanti secoli e che viene espresso con questa immagine, con questa tradizione, con questa religiosità, con questa devozione alla Madonna delle Grazie.”
Così oggi, dopo quaranta anni da quel giorno, memori di quell’invito e di quell’impegno, vogliamo riconfermarci fedeli devoti e testimoni credibili della devozione alla Nostra Grande Patrona.
Enrico Argnani














