Caterina Ciuffoli, playmaker classe 2007 dell’E-Work Faenza, ripercorre la straordinaria stagione culminata con la promozione in Serie A1. Un gruppo giovanissimo ha saputo superare addii e infortuni fino al trionfo nei playoff. Resta però l’incognita sull’iscrizione alla massima serie per motivi economici

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Una squadra giovanissima, capace di trasformare le difficoltà in forza e di compiere un’autentica impresa sportiva. L’E-Work Faenza ha conquistato sul campo la promozione in Serie A1 al termine di una stagione che sembrava poter prendere tutt’altra direzione, tra partenze improvvise, infortuni e un gruppo dall’età media di appena vent’anni.

Tra le protagoniste di questo straordinario percorso c’è Caterina Ciuffoli, playmaker classe 2007 nata a Lugo, cresciuta nel vivaio del Faenza Basket Project e diventata quest’anno una delle titolari della prima squadra. Diplomata in Ragioneria a indirizzo informatico e iscritta all’Università di Ferrara, dove frequenta Scienze Motorie, Ciuffoli racconta il cammino che ha portato le manfrede a riscrivere ogni pronostico.

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La svolta

A metà della regular season, a dicembre, nessuno avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto nei mesi successivi. Eppure, proprio nel momento più complicato, il gruppo ha trovato le energie per reagire. «Siamo partite a inizio stagione con degli obiettivi molto precisi – inizia Caterina – come la partecipazione alla Coppa Italia e la qualificazione ai playoff. Dalla partenza poi sono accadute un po’ di cose, con tre giocatrici, tutte titolari, che a dicembre hanno lasciato la squadra, mentre la polacca Bazan si è infortunata gravemente, finendo di conseguenza la stagione in anticipo».

Una situazione che avrebbe potuto compromettere il campionato, ma che invece ha avuto l’effetto opposto. «Questo poteva rappresentare una mazzata contro di noi, invece ci ha dato una grande spinta, portandoci più grinta e orgoglio. Volevamo dimostrare che, pur essendo molto giovani, saremmo state in grado di disputare lo stesso un grande campionato».

Da quel momento le biancoblù hanno cambiato passo, infilando una lunga serie di risultati positivi. «La vittoria di Cagliari, di un solo punto a inizio marzo, ha rappresentato la svolta. Nel ritorno abbiamo vinto 12 partite su 14, espugnando campi difficili come Alcamo e superando realtà forti come Ragusa. Già il quarto posto era stata una grande impresa e nemmeno noi riuscivamo a capacitarci di quello che eravamo riuscite a fare».

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L’impresa playoff

Alla base del successo, secondo Ciuffoli, ci sono stati il lavoro dello staff tecnico e la crescita del gruppo. «Sicuramente un grande ruolo è stato ricoperto dal coach Paolo Seletti e dal suo staff, che ci ha sempre dato grandi motivazioni e un gioco molto veloce, di grande corsa. Trovato un maggiore equilibrio, sia in campo sia fuori, abbiamo espresso un gioco migliore, ottenendo grandi risultati».

Determinante anche il contributo del pubblico. «In casa era il nostro sesto uomo in campo e infatti il Bubani è rimasto imbattuto da dicembre fino alla fine dei playoff. I nostri sostenitori ci hanno dato entusiasmo e una spinta in più».

Nei playoff, Faenza ha eliminato Torino nei quarti e la favorita Milano in semifinale, prima di completare il capolavoro contro Alpo Villafranca. «Dopo la vittoria con Torino non avevamo nulla da perdere contro Milano e questa leggerezza ci ha aiutato molto. In finale avevamo contro la nostra bestia nera, una squadra contro cui avevamo sempre perso. Sconfitte nettamente in gara1, abbiamo reagito alla grande nel ritorno e, davanti a un Bubani pieno, abbiamo pareggiato la serie. Nella “bella” in Veneto abbiamo disputato una grandissima prestazione, conquistando la promozione e compiendo l’ennesima impresa di una stagione eccezionale».

Futuro incerto

La promozione è arrivata, ma il futuro resta tutto da scrivere. La società sta infatti valutando se esistano le condizioni economiche per affrontare il prossimo campionato di Serie A1, con il rischio concreto di una rinuncia e di un riposizionamento in A2, o addirittura nelle categorie inferiori. «Per quanto riguarda il futuro, non sappiamo se la squadra disputerà la Serie A1 conquistata sul campo. La speranza è che ce la faccia, perché la città e i suoi tifosi lo meritano. È un peccato, anche se replicare una stagione simile sarebbe impossibile. Siamo contenti così, ci resta un grande bagaglio di esperienza e l’augurio che Faenza possa tornare presto a questi livelli». Anche la play lughese, in assenza di certezze, sta guardando al mercato. «Purtroppo al momento non ci sono certezze e quindi io mi sto guardando attorno, cercando altre realtà di Serie A2».

Prima di pensare alla prossima stagione, però, c’è ancora un obiettivo da inseguire. Da giovedì a sabato, infatti, Ciuffoli e diverse compagne saranno impegnate a Trieste nelle Finali Next Gen Under 19. «Nei quarti affronteremo la forte Venezia: siamo molto stanche, ma al solito ci giocheremo tutto, senza pressioni, per provare a mettere un altro mattone per un’altra grande impresa».