Domenica 26 aprile la Chiesa di Faenza-Modigliana si unirà alla celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni con un momento particolarmente significativo per la comunità diocesana. Nella chiesa di Santo Stefano di Cotignola, infatti, è in programma una veglia di preghiera che vedrà al centro non solo la riflessione sul dono della chiamata, ma anche un passaggio importante nel cammino verso il ministero ordinato. Il tema scelto per la giornata, “Aspirate alla santità ovunque siate”, richiama tutti i fedeli a riscoprire la vocazione universale alla santità, declinata nelle diverse forme di vita cristiana. In questo contesto si inserisce la celebrazione durante la quale Daniele Oltrecolli sarà ammesso tra i candidati al diaconato e al presbiterato, tappa significativa nel percorso di formazione verso il sacerdozio. La veglia avrà inizio alle 18.30 presso la chiesa di Santo Stefano in Cotignola, in corso Sforza 64, e sarà presieduta dall’Amministratore apostolico monsignor Mario Toso. Di seguito riportiamo la testimonianza di Daniele.

La testimonianza

Da inizio ottobre vivo in parrocchia, in Borgo a Faenza, con don Massimo Geminiani e don Andrea Rigoni: un tempo nuovo, davvero! Infatti il mio cammino al Seminario Regionale Flaminio di Bologna vede per me un periodo “diverso” dal normale percorso di un seminarista. In parrocchia? A Faenza? Tutto l’anno? Esatto! Il terzo anno di seminario lo sto vivendo nella parrocchia di Sant’Antonino a Faenza, condividendo la vita con i due sacerdoti che vi abitano, insieme, da ormai tre anni. Questa proposta rientra nel mio percorso di formazione e i miei formatori a Bologna hanno pensato che fosse utile, per il mio cammino, vivere un anno del genere, a contatto con la vita quotidiana dei sacerdoti, nella preghiera comune, nei pasti insieme, nell’impegno con la vita della parrocchia e, più in generale, in esperienze che mi permettessero di crescere sia umanamente che spiritualmente.

Oltre all’aiuto in parrocchia, in particolare con il catechismo, faccio volontariato in ospedale dove visito i malati, portando un saluto o scambiando due chiacchiere: sto notando che questo servizio fa molto bene ai pazienti o ai parenti dei pazienti che incontro, anche se mi sento impotente a fronte del dolore e della sofferenza che provano le persone. In più, nel fine settimana, in seminario a Faenza, sono educatore nell’oratorio cittadino con ragazzi e ragazze dai 12 ai 20 anni. La nostra é una presenza importante per loro, ragazzi in ricerca di senso e di amicizie sincere. Questi primi mesi sono letteralmente volati, sono stati belli e ricchi di incontri, momenti formativi e umani che mi hanno permesso di continuare a camminare.

Daniele Oltrecolli