«La comunità cristiana, sull’esempio del Cero pasquale, è chiamata a consumarsi e a bruciare per essere luce e gioia per il mondo intero vivendo l’amore vittorioso di Cristo». È l’invito che il vescovo Mario ha rivolto nel corso della veglia di Pasqua del 4 aprile in Cattedrale. Tanti i riti durante la veglia solenne: quello del fuoco all’esterno della chiesa, il cero pasquale che illumina la Cattedrale, l’ingresso con le candele e la luce che irradia la chiesa, man mano che le letture della veglia delineano la salvezza nel volto di Cristo che si fa concreta nel sacramento del Battesimo, con cinque catecumeni – Uelid, Emily, Daniel, Nashifer, Alket e Sindi – che hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana.

La conversione di una famiglia

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At 16,25-34. Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio (…) A un tratto, vi fu un gran terremoto (…) e le catene di tutti si spezzarono. Il carceriere si svegliò e (…) sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesú, e sarai salvato tu e la tua famiglia». (…) Egli li prese con sé (…) e subito fu battezzato lui con tutti i suoi (…)
Fin dalle origini della Chiesa lo Spirito Santo ha ispirato i cuori degli uomini e delle donne perchè aderiscono a Cristo. La famiglia, sacramento dell’amore di Dio per gli uomini, è un luogo privilegiato per l’azione dello Spirito Santo che mostra il volto misericordioso del Padre. Succede spesso che la conversione di uno sia seme fecondo per la conversione di altri. È quello che è avvenuto per la famiglia di Alket e Nashifer.

La testimonianza

“Siamo una famiglia di origine albanese, composta da papà Alket, mamma Nashifer e nostra figlia Sindi, di 8 anni. Una famiglia semplice, impegnata nel lavoro e nella crescita di nostra figlia. Facciamo parte della parrocchia di Pieve Cesato, dove abbiamo iniziato questo cammino grazie a don Claudio. Prima di iniziare il percorso di catecumenato, il nostro rapporto con la fede era assente. Non avevamo mai praticato né frequentato la Chiesa, se non in rare occasioni. Anche il rapporto con la parrocchia era inesistente. La decisione di iniziare questo percorso è nata dal desiderio di fare qualcosa di importante per nostra figlia Sindi. Non c’è stato un episodio preciso, ma una crescita interiore, una scintilla che ci ha spinto a dare a nostra figlia un punto di riferimento spirituale e dei valori profondi. Abbiamo deciso di approfondire l’incontro con Gesù e con Dio, per dare un significato più profondo alle nostre giornate e per trasmettere a nostra figlia qualcosa di importante. I primi passi non sono stati semplici: c’erano dubbi, qualche paura e tanta incertezza, soprattutto perché era un mondo nuovo per noi. Abbiamo provato anche serenità e curiosità, che piano piano si sono trasformate in gioia. Il percorso di catecumenato è stato molto bello. Abbiamo incontrato persone speciali, come Marino e Don Matteo, che ci ha accompagnato con semplicità e avuto l’opportunità di conoscere il Vescovo, un uomo saggio, che ci ha trasmesso serenità e fiducia. I temi affrontati ci hanno fatto riflettere su aspetti della vita che spesso diamo per scontati.

Prima della celebrazione di Pasqua abbiamo provato emozioni forti: un po’ di agitazione, ma soprattutto tanta attesa e gioia per quello che stavamo per vivere. La celebrazione è stata molto bella ed emozionante, in particolare il momento del battesimo di Sindi, che rimarrà per sempre nei nostri cuori. L’aver vissuto tutto questo la sera della Pasqua in Duomo ha reso tutto ancora più speciale. In quella stessa sera, anche noi genitori abbiamo ricevuto i sacramenti. Questo cammino ci ha lasciato nel cuore una nuova consapevolezza. Ci ha insegnato a vivere la vita con Dio, ad accorgerci dei suoi doni quotidiani, che davamo per scontati. Portiamo con noi il desiderio di continuare su questa strada. Sentiamo che Dio ha già arricchito la nostra vita, rendendoci più uniti come famiglia e più consapevoli di ciò che conta davvero”.