Il maltempo che ha colpito nei giorni scorsi la Romagna ha riportato in primo piano i danni a cui vanno incontro le attività agricole in caso di pesanti eventi atmosferici. Con imprenditori a fare i conti delle perdite. «Qualche danno, a impianti e produzioni c’è stato – spiega Fabio Pesce, direttore di Condifesa Ravenna, consorzio che promuove l’utilizzo di strumenti per tutelare il reddito delle imprese agricole – ma non a livello di quanto avvenuto in anni recenti. Tra i 4200 agricoltori associati di tutta la Romagna, in tanti avevano scelto di assicurare sia gli impianti che le produzioni, in vista di gelate e gravi eventi atmosferici che purtroppo non sono più così rari come diversi anni fa. Gli imprenditori agricoli possono contare su un’assicurazione agevolata». La Romagna negli ultimissimi anni, come risaputo, ha dovuto far fronte ad eventi catastrofici, in particolare alluvioni. Tutto ciò ha influito sul ‘comportamento’ degli agricoltori? «Direi che almeno in parte è cresciuta la cultura assicurativa dopo gli eventi del 2023 e del 2024– risponde il direttore di Condifesa –. Cultura che riguarda sia le assicurazioni vere e proprie, per impianti e produzioni, sia per la difesa attiva dei terreni. Mi riferisco alle reti antigrandine, alle ventole antibrina per evitare che ghiacciate fuori stagione danneggino fiori e frutti, e all’irrigazione antibrina che crea attorno alle piante un microclima più ‘caldo’ dell’ambiente circostante. Ormai, tutti i nuovi impianti di produzione, tra mele, kiwi, peschi, albicocchi e susini vengono preservati grazie anche a queste difese attive, sistemi che in parte sono finanziati dalla Regione che intende tutelare le produzioni locali».

“Eventi eccezionali sono sempre più frequenti e incisivi”

Ci sono ancora agricoltori che non ‘sfruttano’ le possibilità assicurative? «Sì, e chi si comporta così lo fa soprattutto per i costi elevati delle polizze che, alle nostre latitudini, sono cresciuti negli ultimi tempi dopo 6-7 anni di calamità importanti. Ed è per questo che esiste un consorzio come il nostro, che contratta con le compagnie di assicurazione le polizze così da strappare costi meno elevati, agendo a nome di migliaia di agricoltori. Garantiamo una tutela completa, perché seguiamo anche l’iter di eventuali perizie in caso di danni». Si parla tanto di cambiamento climatico, ma c’è chi ancora è scettico sul riconoscerlo. «Ma si tratta di un dato di fatto – conclude Pesce – perché gli eventi eccezionali sono sempre più frequenti e sempre più ‘incisivi’. Gelate che una volta si verificavano in primavera ogni 30 anni, avvengono quasi ogni anno e gli eventi catastrofici, tra piogge eccezionali, tempeste di vento ed alluvioni, hanno un ritorno più celere rispetto a 10-20 anni fa».

Luca Suprani