Mercoledì 8 aprile alle 18.30, nell’Auditorium del Liceo Classico di Faenza, in via Santa Maria dell’Angelo 1, si terrà l’incontro “Contro il naufragio dell’umanità”, una conversazione pubblica organizzata dalla Scuola Penny Wirton di Faenza.

Ospite della serata il medico Pietro Bartolo, responsabile sanitario durante gli sbarchi di migranti dal 1991 al 2019

Ospite della serata è il medico Pietro Bartolo, che dal 1991 al 2019 è stato responsabile sanitario di Lampedusa durante gli sbarchi dei migranti.

Bartolo, la cui esperienza è stata raccontata anche nel film documentario “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, premiato nel 2016 con l’Orso d’Oro per il miglior film al Festival di Berlino, sarà affiancato da studenti e studentesse e volontari della Scuola Penny Wirton.

Ghetti (pres. Penny Wirton): “Accanto alla testimonianza di Bartolo quella dei volontari della nostra scuola, tra cui diversi liceali”

“Questa serata è per noi molto significativa – sottolinea Gloria Ghetti, presidente della Penny Wirton, la scuola dove si insegna gratuitamente l’italiano alla persone di origine straniera -, perché ci dà la possibilità di ascoltare la testimonianza di colui, per quasi trent’anni, si è occupato dell’accoglienza medica di chi ha percorso la rotta del Mediterraneo alla ricerca di una vita dignitosa.

A questa testimonianza abbiamo voluto affiancare quelle di volontari e volontarie che dal 2017 impartiscono gratuitamente lezioni di italiano alle persone di origine straniera, instaurando con loro relazioni personali che favoriscono la coabitazione sul nostro territorio. Fra questi volontari ci sono anche diversi liceali che hanno svolto le loro ore di Fsl (ex Pcto) alla Penny Wirton, e che una volta finito il loro tirocinio hanno deciso di continuare l’esperienza come volontari.

“Presenti anche studenti e studentesse che stanno imparando l’italiano, insegnandoci che ad unirci è una comune umanità”

Inoltre, offriranno la loro testimonianza anche studenti e studentesse di origine straniera che stanno frequentando la scuola e imparando l’italiano ci insegnano che al di là delle differenze geografiche, culturali e religiose, ad unirci c’è una comune umanità.”

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.