Garantire disponibilità idrica alle aziende agricole della collina significa sostenere la produzione, ma anche contribuire alla permanenza delle imprese e al presidio di un territorio particolarmente fragile. È questo il ruolo assunto negli ultimi decenni dalle infrastrutture irrigue ideate e realizzate nel Distretto montano del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale unitamente alle aziende agricole.

Oltre 11mila ettari di Superficie Agricola Utilizzata tra le vallate di Santerno, Senio, Lamone e Marzeno

Nelle aree collinari e montane l’attività agricola opera infatti in condizioni più complesse rispetto alla pianura, con minori marginalità, maggiori difficoltà produttive e colture caratterizzate da un elevato fabbisogno di manodopera. Le principali colture considerate (tra le quali vite, actinidia, albicocco, pesco e susino) interessano complessivamente nelle vallate dei corsi d’acqua di Santerno, Senio, Lamone e Marzeno oltre 11.000 ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e generano una stima di oltre 660.000 giornate di lavoro.

Le aziende agricole sono anche un presidio per un terriorio vulnerabile

A questa funzione economica e occupazionale si aggiunge quella di presidio del territorio. Gli eventi del 2023 hanno evidenziato in modo particolare la vulnerabilità dell’area collinare: nel comprensorio le frane hanno interessato circa 1.500 ettari tra terreni agricoli e aree boscate.

Negli ultimi 25 anni il Consorzio ha sviluppato una rete di infrastrutture finalizzata a rendere disponibile l’acqua anche nelle zone dove scarsità delle precipitazioni ed elevate temperature possono compromettere le produzioni agricole.

Le infrastrutture realizzate dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale

Nel Distretto montano risultano realizzati 21 impianti irrigui (i cosiddetti laghetti o invasi, un unicum a livello nazionale), con 950 aziende agricole aderenti, su un bacino complessivo di circa 2.000 aziende, per quasi 7.000 ettari, una capacità di invaso di circa 3,5 milioni di metri cubi e una rete di condotte sviluppata di quasi 400 chilometri. Gli investimenti effettuati nel periodo 2000-2025 ammontano a circa 51 milioni di euro, di cui circa 30 milioni di cofinanziamento pubblico e 21 milioni di cofinanziamento privato da parte delle aziende aderenti.

Su 9 bacini irrigui, inoltre, sono presenti anche impianti fotovoltaici flottanti, per una capacità complessiva di 840 kw; su altri 4 impianti sono in corso di costruzione. Il Consorzio gestisce la quasi totalità degli impianti irrigui dell’area, e affianca le aziende agricole sia sul territorio, sia negli uffici nella gestione degli impianti. L’attività comprende l’intero percorso, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione delle opere.

Alle imprese agricole vengono erogati, ogni anno, circa 3 milioni di metri cubi di acqua

Alle imprese agricole vengono erogati complessivamente ogni anno circa 3 milioni di metri cubi di acqua, provenienti da derivazioni superficiali dei corsi d’acqua. Nessun prelievo viene fatto da falda. La disponibilità irrigua assume particolare rilievo nelle zone più difficili, comprese le aree caratterizzate dalle argille plioceniche a valle della Vena del Gesso, dove nei periodi più critici l’assenza di acqua può compromettere non soltanto le produzioni dell’annata, ma anche la stessa permanenza delle colture arboree.

«L’irrigazione in collina non rappresenta soltanto un servizio alla produzione agricola. È una componente che contribuisce a mantenere attive le aziende, il lavoro e il presidio di un territorio complesso, nel quale gli eventi degli ultimi anni hanno mostrato con chiarezza quanto sia importante la presenza quotidiana dell’agricoltura», sottolinea il presidente del Consorzio, Antonio Vincenzi.