Si celava dietro pseudonimi come “Il dominante”, “Master fetish” “Padrone domination”: un 48enne residente in provincia di Ravenna, è stato condannato ieri a una pena di 15 anni e due mesi di reclusione per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico.
Dopo i contatti sui social, il passaggio alle chat private
La notizia è riportata dai due quotidiani locali, Corriere Romagna e Il Resto del Carlino, nell’edizione di oggi. La sentenza è stata pronunciata dal collegio penale presieduto dal giudice Corrado Schiaretti e la pena è stata disposta in continuazione con una precedente condanna emessa a Torino. Secondo quanto ricostruito nelle fasi del processo, l’uomo utilizzava diversi pseudonimi sui social e sulle piattaforme di messaggistica per contattare adolescenti.
Una volta agganciate le ragazze, il 48enne avrebbe spostato le conversazioni su chat private, conquistandone la fiducia fino a farsi inviare immagini e video a contenuto sessuale. Tra le vittime anche 13enni, l’età che avevano al momento dei fatti contestati all’uomo tra il 2017 e il 2020.
Nel 2020 un arresto per violenza sessuale e nel 2022 un’indagine per stalking
A fermare l’uomo, nel luglio 2020, è stato l’arresto per violenza sessuale nei confronti di una vicina di casa, e due anni dopo un’indagine per stalking su minorenni e cessione di stupefacenti in Piemonte. Gli approfondimenti e le perquisizioni hanno infatti portato gli inquirenti a trovare nei vari cellulari dell’uomo 65 gigabyte di materiale pedopornografico tra foto e video. Da lì, scoprire i rapporti telematici con le adolescenti è stato un attimo per gli inquirenti.
Ieri emessa la sentenza
Ieri mattina, infine, la sentenza per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico pronunciata dal collegio penale presieduto dal giudice Corrado Schiaretti: l’entità del dispositivo, 15 anni e 2 mesi, è da porre in continuazione con il pronunciamento del gip di Torino. Disposta inoltre una multa da 58mila euro, cui si aggiunge una provvisionale da 10mila da corrispondere alla parte civile. Il risarcimento sarà invece da stabilire in sede civile.














