Torna anche nel 2026 l’iniziativa “Via Romagna per lo IOR”, pedalata solidale che unisce ciclismo, territorio, turismo e solidarietà, giunta alla quinta edizione.
Da Comacchio a Misano per sostenere la lotta contro il cancro
Da giovedì 3 a sabato 5 settembre un gruppo composto da ex professionisti, personalità del mondo dello sport e semplici appassionati affronterà oltre 300 chilometri da Comacchio a Misano Adriatico, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica sostenuta dall’Istituto Oncologico Romagnolo e portata avanti nei laboratori dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS di Meldola.
La sfida, ideata e promossa dal volontario Ior Romano Randi con la collaborazione di Marco Selleri ed ExtraGiro, si realizza grazie alla collaborazione e al sostegno di La BCC Ravennate Forlivese e Imolese, Oremplast, Lectron Impianti Elettrici, Mac.Ver, ExtraGiro Race, Alé Cycling, APT Regione Emilia-Romagna, delle Amministrazioni Comunali presenti alla partenza e all’arrivo delle tappe, e della Ciclistica Santerno Fabbi Imola che fornisce uno dei furgoni abitualmente a supporto dell’attività ciclistica giovanile.
Le tappe della quinta edizione
La quinta edizione si svilupperà in tre giornate, attraversando alcuni dei paesaggi più caratteristici della nostra regione e ripercorrendo la Via Romagna, percorso permanente dedicato alla bicicletta che attraversa borghi storici, rocche, luoghi d’arte, parchi naturali ed eccellenze della tradizione enogastronomica. Si parte giovedì 3 settembre con partenza da Comacchio e arrivo a Brisighella. Si continua venerdì 4 con partenza da Meldola, sede dell’IRST “Dino Amadori” IRCCS, e arrivo a Pennabilli; e si chiude sabato 5 con il traguardo finale di Misano Adriatico.
Il contesto sarà quello prestigioso dell’International Bike Festival, con un talk sul palco centrale della manifestazione: un’occasione ulteriore per raccontare al pubblico il progetto, il viaggio compiuto e soprattutto l’obiettivo che accompagna ogni chilometro percorso, quello di sostenere concretamente la ricerca contro il cancro. A tal proposito, il crowdfunding legato all’iniziativa sarà disponibile per chiunque voglia far sentire il proprio supporto ai cicloamatori: ognuno può sostenere “Via Romagna per lo IOR” con una donazione libera sulla piattaforma dedicata www.insiemeachicura.it.
Tra gli ex professionsiti in sella Collinelli, Conti e Fontanelli
A pedalare sarà ancora una volta un gruppo che mette insieme campioni del passato e appassionati. Tra i protagonisti del ciclismo romagnolo che hanno già affrontato la sfida, oltre all’ideatore Romano Randi, anche Andrea Collinelli, campione olimpico nell’inseguimento individuale ad Atlanta 1996, Roberto Conti, vincitore della tappa dell’Alpe d’Huez al Tour de France 1994, e Fabiano Fontanelli, professionista per oltre un decennio e gregario di Marco Pantani. Lo “squadrone magenta” ha visto tra le sue fila anche Giampaolo Grisandi, campione del mondo 1985 di inseguimento a squadre, morto a inizio 2025 a soli 60 anni proprio a causa di un tumore.
È a lui che, idealmente, è stata dedicata l’edizione dell’anno passato di “Via Romagna per lo Ior”, pedalata da record in termini di raccolta fondi avendo superato i 15.000 euro di contributi utili a portare al più presto al letto dei pazienti nuove opportunità di cura più innovative, promettenti, personalizzate. In totale, l’iniziativa ciclistica ha contribuito alla causa della ricerca oncologica per circa 60.000 euro da quando è partita.
Il commento del direttore generale dello Ior
«Il risultato finale in termini di fondi raccolti è senz’altro importante, ma è solo una parte del motivo che ci spinge a riproporre ogni anno “Via Romagna per lo IOR” – spiega il direttore generale dello stesso Istituto Oncologico Romagnolo, Fabrizio Miserocchi – e il modo in cui questi ragazzi e ragazze hanno scelto di sostenere la nostra causa spicca per originalità e capacità di aggregazione di diverse realtà imprenditoriali e istituzionali.
Inoltre, l’impresa si lega a un messaggio ben preciso di attività fisica e sportiva, parte fondamentale di uno stile di vita improntato sul benessere e la prevenzione di svariate malattie, tra cui il cancro. Ci sono anche semplici appassionati che, pur giunti a una certa età, sfidano la tendenza alla sedentarietà per alzarsi sui pedali e affrontare le dure salite del nostro territorio. Lo fanno per loro stessi, per mantenersi in salute, ma soprattutto per gli altri, affinché la ricerca di nuove cure non rallenti, e perché credono come noi in un futuro sempre più libero dal cancro».














