Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha fatto il punto con l’Agenzia regionale di Protezione Civile, i Sindaci e i tecnici dei territori di collina e montagna dei Comuni di Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Modigliana e Tredozio sulle attività avviate dopo gli eventi calamitosi del 2023 e 2024, sugli interventi per il ripristino dei corsi d’acqua demaniali e sulle prospettive di sviluppo dei sistemi irrigui.
Sicurezza del territorio e disponibilità d’acqua per le attività agricole
Un quadro che mette insieme sicurezza e manutenzione del territorio e disponibilità della risorsa idrica per l’agricoltura, con cantieri destinati a proseguire anche nel 2027. «Collina e montagna sono una componente territoriale, economica e sociale fondamentale. La loro cura incide sulla capacità dell’intero territorio di affrontare eventi sempre più complessi», ha sottolineato il presidente del Consorzio, Antonio Vincenzi.
Interventi completati al 75% sui corsi d’acqua. Cantieri per 20 milioni di euro
Sul fronte dei corsi d’acqua demaniali, il Consorzio sta operando nell’ambito degli accordi con la Regione Emilia-Romagna e con l’Agenzia regionale di Protezione Civile. Gli interventi finanziati con l’Ordinanza 8 risultano completati per circa il 75%. Ulteriori cantieri sono stati attivati attraverso ordinanze successive, tra cui le Ordinanze 35 e 57.
Il valore complessivo dei lavori attualmente in corso è di circa 20 milioni di euro, con il coinvolgimento di una ventina di imprese. Le attività riguardano in particolare frane, sovralluvionamenti, restringimenti e tratti nei quali è necessario ripristinare la corretta sezione delle canalizzazioni. L’obiettivo è intervenire prioritariamente nei punti di maggiore criticità, dove il mancato ripristino della funzionalità idraulica può avere conseguenze su strade, terreni agricoli e colture.
64 le opere danneggiate dagli eventi alluvionali
Sono complessivamente 5.082 le opere di bonifica censite nel comprensorio consortile: 2.453 briglie in verde o terra, 1.604 briglie in muratura, 523 difese di sponda, 171 drenaggi e 331 ponti.
Le opere indicate come danneggiate dagli eventi alluvionali sono 64: 12 nel Santerno, 25 nel Senio, 6 nel Lamone e 21 nel Marzeno. Il censimento rappresenta una base importante per valutare la possibile candidatura degli interventi alla cosiddetta Fase 2 (segnalazione degli interventi entro il 15 settembre), finalizzata al ripristino delle opere danneggiate dagli eventi del 2023 e 2024.
Confronto anche sulla disponibilità d’acqua per l’agricoltura
Sul versante irriguo, il confronto si è concentrato sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, in un contesto caratterizzato da difficoltà di approvvigionamento e limitazioni alle derivazioni nei periodi più critici.
La strategia del Consorzio punta a rafforzare il sistema di invasi, reti distributive e interconnessioni con il Canale Emiliano Romagnolo, riducendo la dipendenza dai prelievi estivi direttamente dai corsi d’acqua. Nella vallata del Senio, ad esempio, il sistema di invasi e reti alimenta oggi circa 205 aziende agricole; in quella del Lamone le aziende servite sono 381.
Tra i progetti presi in esame figura anche l’ipotesi “Ex Cassa 1”, che prevede il recupero dell’ex cava CTF a Riolo Terme per ricavare un bacino di stoccaggio idrico con una capacità di oltre 300 mila metri cubi d’acqua. L’obiettivo sarebbe aumentare la disponibilità della risorsa per circa 205-210 aziende già servite o potenzialmente servite dalla rete interconnessa.
Per i prossimi due anni sono stati inoltre prospettati circa 10 milioni di euro di lavori sulle reti. «La possibilità di interconnettere invasi e reti irrigue consente di spostare la risorsa dove serve e di sostenere le aziende anche nelle annate più difficili», ha evidenziato Rossano Montuschi, dirigente Area Distretto Montano del Consorzio.
Vincenzi: “Piena collaborazione con i Comuni per mettere in sicurezza il territorio”
«Vogliamo proseguire su una linea di piena collaborazione con i Comuni, mettendo a disposizione competenze e capacità progettuale per riportare il territorio verso condizioni di maggiore sicurezza e funzionalità», ha concluso il presidente Vincenzi. «L’obiettivo è costruire un quadro condiviso delle priorità tra Consorzio, Comuni, Regione e Agenzia, coniugando il ripristino delle opere danneggiate con una strategia di più lungo periodo per la sicurezza del territorio e la resilienza idrica dell’agricoltura».














