Dal 4 al 6 settembre a Faenza torna Argillà Italia, la grane festa dedicata alla ceramica. Per tre giorni saranno presenti centinaia di ceramisti, artisti, professionisti, appassionati e collezionisti provenienti da tutto il mondo. Come nelle edizioni precedenti, anche la Bottega Bertaccini (nella nuova sede di corso Garibaldi 3) partecipa alla manifestazione con una mostra che fa parte degli eventi collaterali.
Alla Bottega Bertaccini le ceramiche di Supriya Menon Meneghetti
La Bottega Bertaccini ospiterà infatti le ceramiche dell’artista indiana Supriya Menon Meneghetti.
L’esposizione “Madri che danzano / Mothers Who Dance “, sarà inaugurata giovedì 3 settembre, alle ore 16 e resterà aperta tutti i giorni negli orari 10-13 e 15-21.

Chi è l’artista Supriya Menon Meneghetti
Supriya Menon Meneghetti è un’artista multidisciplinare attiva nel campo della ceramica da oltre trent’anni: inizialmente come allieva presso la Golden Bridge Pottery di Pondicherry (Tamil Nadu, India), e successivamente come artista indipendente, insegnante e curatrice. Lo studio dell’Ikebana ha plasmato in modo sottile la sua sensibilità artistica, influenzando il suo senso della forma, dell’equilibrio e della composizione.
Oggi Supriya dirige lo studio di ceramica presso Maroma e Gallery MAJI ad Auroville, continuando al contempo a curare e partecipare a mostre in tutta l’India e a livello internazionale.
Parlando della sua opera, l’artista scrive: «Queste opere sono autoritratti in ceramica. Un’astrazione plasmata dal mio percorso di maternità. Ogni forma nasce da momenti di guida e di abbandono, dall’imparare a muoversi al ritmo del cambiamento. Come madre, mi ritrovo sia a guidare che a essere guidata, trasportata da correnti invisibili di intuizione, amore e incertezza.
“Madri che danzano” parla dell’azione del divenire, un delicato equilibrio tra il trattenere e il lasciar andare.
Queste opere sono simboli di ricerca e desiderio, di fiducia nella saggezza silenziosa che proviene dall’interno e dall’esterno. Realizzate a mano con rotoli e lastre, e ricoperte da smalti e velature, queste forme in diversi tipi di argilla recano i segni del tocco, del tempo e della trasformazione».














