Ieri, domenica 27 settembre, in una Basilica gremita di fedeli sono stati beatificati don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Marino Capelli, tre sacerdoti uccisi nel 1944 negli eccidi di Monte Sole.
La Messa
La cerimonia di beatificazione di don Marchioni, sacerdote diocesano, don Comini, salesiano, e padre Capelli, dehoniano, si è svolta domenica 27 settembre durante la Messa celebrata nella Basilica di San Petronio, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle Cause dei santi e delegato di papa Leone XIV per questa celebrazione, e concelebrata dal cardinale Matteo Zuppi, insieme a don Fabio Attard, rettor maggiore della Congregazione salesiana, e padre Carlos Luis Suàrez Codorniù, superiore generale della Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

Alla liturgia hanno partecipato oltre centocinquanta concelebranti. Presente anche il vescovo della nostra diocesi di Faenza-Modigliana, monsignor Michele Morandi, assieme ai vescovi emeriti monsignor Claudio Stagni e monsignor Mario Toso.
La storia
Alla celebrazione erano presenti autorità civili e militari, fra i quali i Sindaci dei territorio che subirono gli eccidi del ’44. Monte Sole è un’altura dell’Appennino bolognese che fino alla seconda guerra mondiale aveva diverse piccole località abitate lungo i suoi dorsali. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944, i suoi abitanti, nella maggior parte bambini, donne e anziani, furono vittime di un terribile eccidio da parte delle truppe SS. Morirono 780 persone, molte di loro rifugiatesi nelle chiese. Persero la vita cinque sacerdoti, tra cui don Giovanni Fornasini, proclamato beato e martire nel 2021 da papa Francesco.
i tre nuovi beati, nell’estate del ’44 vivevano in queste località di Monte Sole cercando di aiutare le popolazioni provate dalla guerra, restando vicini alle loro comunità. Don Marchioni, durante l’eccidio nazista del 29 settembre di quell’anno, rimase accanto ai suoi parrocchiani fino alla morte violenta sui gradini dell’altare di Casaglia, tra le cui macerie fu rinvenuta una pisside perforata da proiettili. Padre Capelli e don Elia Comini furono arrestati dai Nazisti il 29 settembre e rinchiusi insieme ad un folto gruppo di rastrellati. Il 1° ottobre furono selezionati insieme ad altri 45 uomini per esser fucilati sul bordo della botte di Salvaro.

Le parole del cardinale Semerano, delegato del Papa
«Don Ubaldo, don Elia e padre Martino – ha affermato il cardinale Semeraro in un passaggio dell’omelia – compresero che la voce del Buon Pastore non li chiamava lontano dal pericolo ma accanto al loro popolo. Il gregge era impaurito, disperso, indifeso, il vero pastore, però, non abbandona le pecore quando arrivano i lupi. Per questo rimasero. Rinunciarono liberamente alla propria sicurezza per condividere fino in fondo la sorte dei fratelli la sorte dei fratelli loro affidati. Fratelli e sorelle, qui si manifesta la bellezza della loro santità».
«I nostri nuovi beati – ha detto l‘arcivescovo – non sono rimasti neutrali, sono rimasti con le loro sorelle e i loro fratelli. “Dobbiamo toccare la carne di chi soffre, guardare i volti, ascoltare le storie e riconoscere le ferite” ci ha detto papa Leone XIV. I nostro tre beati ci hanno insegnato cosa fare: sono rimasti e hanno fatto la volontà del Padre».















