Sabato 8 agosto, in occasione della festa di San Domenico, giornata particolarmente intensa e significativa per le Monache di clausura del Monastero della Santissima Annunziata e per i numerosi marradesi che hanno partecipato alla Santa Messa. La celebrazione ha rinnovato il legame tra la comunità di Marradi e la presenza domenicana, radicata in paese dal 1575
La celebrazione nella festa di San Domenico
La Santa Messa è stata concelebrata da don Roberto Cornacchia, parroco in solido della parrocchia di San Lorenzo in Marradi e amministratore parrocchiale di Santa Maria Nascente in Crespino, insieme a don Domenico Naldoni, dell’Arcidiocesi di Firenze, e a don Massimo Monti, parroco di San Michele Arcangelo in Tredozio, entrambi fieri nativi marradesi.
Nella sua omelia, il parroco si è soffermato sulla figura di San Domenico da Guzman, «uomo di preghiera, grande predicatore», che ebbe come unica aspirazione «la salvezza delle anime».
In particolare, è stato ricordato l’impegno del santo per la salvezza di quanti erano caduti nelle reti delle eresie albigesi del suo tempo, che volevano abolire i simboli e la pratica dei sacramenti nella Chiesa.
Il carisma domenicano a Marradi
La chiesa, addobbata a festa, ha accolto per la solenne occasione l’imponente statua di San Domenico, collocata in cornu Epistolae. A contribuire alla solennità del rito sono stati anche la musica e i canti liturgici del pregevole coro femminile.
La celebrazione ha così contribuito a rinnovare «il carisma del bianco filo domenicano» che lega San Domenico a Marradi, una presenza che risale al 1575 e che si è mantenuta nel tempo attraverso la vita delle Monache della Santissima Annunziata.
La loro vocazione, in continuità con le consorelle di Prouille, è quella di essere «consacrate a Dio mediante la preghiera», chiamate «affinché, ad esempio di Maria, siedano ai piedi di Gesù e ascoltino le Sue parole».
Una scelta di vita che porta le monache a rivolgersi interamente a Dio, allontanandosi «dalle sollecitudini e dalle vanità del mondo».
Il momento conviviale nel giardino del Monastero
Al termine della cerimonia, i numerosi partecipanti hanno avuto l’opportunità di trascorrere un momento conviviale nel meraviglioso giardino del Monastero della Santissima Annunziata.
Tra gli intervenuti, in una giornata caratterizzata da temperature particolarmente elevate, vi erano anche autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’imprenditoria e delle professioni, da sempre vicini a quella che viene definita «un’insostituibile Istituzione Religiosa».
Le Suore hanno predisposto un buffet per gli ospiti, offrendo un momento di incontro e di condivisione al termine della celebrazione e rinnovando così, anche attraverso l’accoglienza, il rapporto che da secoli lega il Monastero alla comunità di Marradi.













