Fra le persone che hanno avuto modo di conoscere bene il vescovo Michele Morandi, insediatosi dal 12 luglio nella Chiesa di Faenza-Modigliana, c’è il vescovo emerito Claudio Stagni. Venerdì 10 luglio, poco prima dell’ordinazione episcopale di monsignor Morandi, lo abbiamo raggiunto alla Casa del Clero dove risiede, per cercare di conoscere ancora meglio il nostro nuovo pastore.

Eccellenza, come ha reagito all’annuncio di don Michele vescovo?

Nell’immediato ammetto una sorpresa notevole. È infatti molto raro che venga scelto un vescovo del posto per guidare la sua stessa Diocesi. Comunque è subentrata subito una gioia autentica perché per noi vuol dire continuità, in particolare per quanto concerne le iniziative di formazione del clero e dei laici che, nel corso degli anni hanno visto un crescente coinvolgimento anche delle altre Diocesi della nostra Regione di Romagna.

Lei eccellenza è stato nostro vescovo dal 2004 al 2015, e proprio lei ha affidato a don Michele nel 2006 il compito di direttore della pastorale vocazionale quando don Michele aveva appena quattro anni di sacerdozio.

Sì. E la cosa bella del suo coinvolgimento è data dal fatto che si diede subito da fare per trovare vocazioni, tanto che si dovette formare la Propedeutica per preparare i candidati al Seminario maggiore. Una cosa tutta nuova che in seguito è stata aperta anche alla regione. Oltre alla sensibilità nel cogliere il giusto orientamento dei giovani, aveva una certa conoscenza e competenza sull’argomento, comprese e seguì le indicazioni che nel merito dava la Santa Sede.

Dunque, fiducia ben riposta?

Certamente. Dobbiamo a don Michele l’aver saputo seguire alcuni giovani che oggi, dopo aver fatto il Seminario a Bologna, sono diventati sacerdoti diocesani.

Con il vescovo Mario nel 2015 don Michele, rettore del Seminario, diventa anche vicario generale.

E questo è un fatto importante, perché ha potuto approfondire la conoscenza della nostra Diocesi e dei sacerdoti che vi operano. Inoltre si è attivato per affrontare in particolare iniziative di carattere formativo insieme ad altre diocesi. Cosa questa che potrebbe tornare utile in futuro nell’eventualità che si dovessero affrontare delle aggregazioni. Egli è nato qui, è cresciuto qui, ha condiviso iniziative comuni, conosce e si è fatto conoscere. Con l’aiuto della Madonna delle Grazie può affrontare un impegno pastorale alquanto significativo.

Il commento dopo l’ordinazione episcopale

Morandi mons Michele 3
Il vescovo Claudio con a fianco un giovane don Michele Morandi

Concluso questo incontro, eccoci alla domenica di ordinazione, con monsignor Stagni che si presenta a imporre le mani sul nuovo vescovo. Lui, con il vescovo Mario e il vescovo Italo. Tutti accompagnano con lo sguardo questi gesti semplici e paterni. Concluso il rito, il nuovo vescovo Michele rivolge all’assemblea «il pensiero, i sentimenti di stupore e gratitudine per la chiamata al ministero apostolico!». Si è poi rivolto ai tre vescovi emeriti «con gioia grata e commossa» per il grande regalo ricevuto.

A celebrazione conclusa il vescovo Claudio trova il modo per esprimere un ulteriore pensiero dopo aver ringraziato di persona i due cori che hanno animato la celebrazione. A suo dire un segno bello e significativo. «Anche questa presenza di cori è frutto del pensiero di Michele – ci dice -. Si è impegnato direttamente per far sì che si sviluppasse la presenza di cori per animare le celebrazioni in Duomo. E oggi abbiamo ascoltato la bellezza di queste presenze».

Giulio Donati