Il Papa, nei saluti dopo il Regina Caeli, ha ricordato l’odierna Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, in occasione della memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata nel santuario di Sheshan, a Shanghai

La preghiera per i cattolici cinesi e per il Medio Oriente

Leone XIV ha chiesto oggi preghiere per i cattolici cinesi e per le comunità cristiane del Medio Oriente, al termine del Regina Caeli in piazza San Pietro, nella solennità di Pentecoste. Il Papa ha ricordato che oggi ricorre la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, nella memoria liturgica della beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Leone XIV ha invitato i fedeli a unire la propria preghiera a quella dei cattolici cinesi, “come segno del nostro affetto per loro e della loro comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro”, chiedendo all’intercessione della Regina del Cielo “la grazia dell’unità” e “la forza di testimoniare il Vangelo nelle fatiche quotidiane, per essere seme di speranza e di pace”. 

Il Pontefice ha poi invocato “la pace eterna per le vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in una miniera nel nord della Cina”. A Maria Santissima Aiuto dei Cristiani, ha aggiunto Leone XIV, vengono affidate “anche le comunità cristiane della Terra Santa, del Libano e di tutto il Medio Oriente, che soffrono a causa della guerra”.

“Lo Spirito apre le porte: di Dio, della Chiesa e dei nostri cuori”

“Lo Spirito apre le porte della Chiesa perché sia accogliente e ospitale verso tutti, anche verso chi ha chiuso le porte a Dio, agli altri, alla speranza, alla gioia di vivere”, ha detto Papa Leone XIV recitando il Regina Caeli in piazza San Pietro. Il Papa ha invitato i fedeli a soffermarsi su “un’immagine dello Spirito che ci viene consegnata dalla liturgia”: lo Spirito che apre le porte. Leone XIV ha indicato tre porte che lo Spirito spalanca. 

La prima è “quella di Dio stesso”: lo Spirito ci dona “la vera fede, ci fa comprendere il senso delle Scritture” e “ci permette di partecipare alla sua stessa vita”. La seconda è quella del cenacolo, cioè della Chiesa: senza il fuoco dello Spirito, ha avvertito il Pontefice, la Chiesa “rimane prigioniera della paura, timorosa davanti alle sfide del mondo, chiusa in sé stessa e quindi anche incapace di entrare in dialogo con i tempi che cambiano”. La terza è quella dei cuori: lo Spirito “ci aiuta a vincere le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi”, rendendoci “capaci di vivere come figli di Dio e fratelli tra noi”. Leone XIV ha concluso con un appello: “Dobbiamo invocare lo Spirito Santo, perché apra tutte le porte che ancora rimangono chiuse” e faccia “crescere un mondo fraterno, in cui regni la pace fra tutti i popoli”.