La riconferma di Massimo Isola a Palazzo Manfredi apre una ferita profonda e immediata nel centrodestra faentino. Il giorno dopo il voto, l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Bertozzi — a lungo ipotizzato come possibile candidato unitario della coalizione —, non usa giri di parole e punta il dito direttamente contro la gestione locale del suo stesso schieramento. Un’analisi a caldo che ha il sapore di una vera e propria resa dei conti interna.

«Scelte personali e oltranzismo: così si è spaccata la coalizione»

«È andata esattamente come ci si poteva aspettare: c’è stato un errore clamoroso da parte del centrodestra. In particolare, la Segreteria Provinciale di Fratelli d’Italia, con il suo atteggiamento oltranzista, ha di fatto impedito di trovare una comunione d’intenti all’interno della coalizione». Bertozzi rivela i retroscena che hanno portato alla candidatura di Gabriele Padovani: «Io ero uno di quelli che aveva dato la massima disponibilità, ma solo a patto che si creasse un progetto aggregante. Invece è stata imposta una scelta che viene da lontano. Sono state prese scelte non per il bene di Faenza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ha vinto Massimo Isola, ma soprattutto ha perso il centrodestra».

Il retroscena: «Candidati lasciati soli»

Nelle parole di Bertozzi c’è spazio anche per la solidarietà verso chi ci ha messo la faccia sul campo, pur tra mille difficoltà: «Gabriele Padovani e Claudio Miccoli, singolarmente, hanno fatto dei veri e propri miracoli. Si sono lanciati in questa avventura ma sono stati lasciati sostanzialmente soli dalla dirigenza, in un modo che definire incomprensibile è poco. Viene quasi da pensare, e non sono l’unico a dirlo da tempo, che da parte di qualcuno vi fosse la deliberata volontà di perdere. È una situazione che in provincia di Ravenna si ripete purtroppo in modo sistematico». Da qui l’appello ai vertici: «Credo che Fratelli d’Italia a livello nazionale, un partito in cui continuo a riconoscermi pienamente al di là delle dinamiche locali, debba prendere urgentemente dei provvedimenti e rimettere mano a questo territorio».

L’analisi del voto: il partito dell’astensionismo

Nonostante la netta affermazione del centrosinistra, Bertozzi invita a leggere con attenzione i dati reali: «Resta l’amarezza, perché sono convinto che questa amministrazione uscente non abbia governato bene. Al di là delle percentuali che oggi premiano Isola, quando analizzeremo i voti in valore assoluto vedremo un calo generalizzato anche per il centrosinistra. Ci sono oltre ventimila faentini che avevano il diritto di votare e sono rimasti a casa. È facile dire “ve l’avevo detto”, ma quando sostenevo che non dovevamo parlare solo ai nostri “tifosi”, ma aprirci a quella fetta enorme di città che non va alle urne, intendevo proprio questo. Ora mi farà arrabbiare vedere qualcuno che si glorificherà magari per aver raddoppiato il numero dei consiglieri, decontestualizzando totalmente la realtà da una sconfitta politica netta».

Il futuro e il saluto a Isola

Il futuro politico dell’ex capogruppo riparte dal civismo culturale, senza però intaccare il rispetto delle istituzioni: «Ho incrociato Massimo Isola e l’ho salutato volentieri. Non l’ho votato, sia chiaro, ma il rispetto umano e istituzionale è sempre dovuto. I numeri parlano chiaro, i faentini hanno scelto lui come sindaco e finisce qui. Per quanto mi riguarda, continuerò a fare politica sul territorio: abbiamo aspettato le amministrative, ma ora farò partire il progetto di un’associazione socio-culturale insieme ad alcuni amici per dare il nostro contributo alla città».