Da tempo sofferente, ieri sera è deceduto Carlo Petrini. Aveva 76 anniFondatore di Slow Food, è sempre stato vicino alle produzioni agricole locali e impegnato nella valorizzazione dei territori.

Chi era Petrini

Nato a Bra (Cuneo) nel 1949, era fondatore e presidente internazionale di Slow Food. Ha ideato il Salone del gusto di Torino, la rete di Terra Madre e l’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo. Nel 2013 ha vinto ricevuto il premio Campione della Terra. Tra i suoi libri, Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo (Giunti-Slow Food) e Un’idea di felicità (Guanda-Slow Food) con Luis Sepulveda.

Il cordoglio della sezione ravennate

I volontari Slow Food Ravenna Aps lo ricordano con grande affetto. “Negli ultimi tre anni ha sempre accettato con piacere gli inviti che gli abbiamo rivolto – scrive la sezione cittadina -. Il 24 agosto 2023 venne a a presentare il suo libro ‘Il gusto di cambiare’, scritto con Gael Giraud e una prefazione di Papa Francesco. In quell’occasione ha dato veramente la scossa ai presenti, sostenendo la necessità di impegnarsi perché la politica cambi la sua agenda. Il modello alimentare economico attuale, dettato dal credo neoliberista che sia insostenibile per il pianeta ce lo conferma la realtà”.


Petrini tornò poi a Ravenna il 2 luglio 2024 su invito di Ravenna Festival e fu presente il 10 aprile scorso nello stand di Slow Food in piazza del Popolo a Ravenna, durante la visita dei Reali Inglesi e del Presidente Sergio Mattarella. “Emozionò tutti i presenti l’abbraccio con Re Carlo, amico da sempre del fondatore di Slow Food,  accomunati anche dalla malattia”.

Il cordoglio di Legacoop Romagna

Quel giorno anche i cooperatori di Legacoop Romagna ebbero l’onore di accoglierlo nel loro stand e di attendere l’arrivo dei due esponenti della corona britannica insieme a lui.  Anche in quell’occasione “Petrini, accompagnato dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, si dimostrò essere un vero amico – ricorda Legacoop nel comunicato inviato – di chi lavora la terra. Per prima cosa si informò di quanto fosse accaduto durante l’alluvione e delle sue conseguenze sui campi. Fece anche domande precise e dirette sulla qualità delle produzioni e sulle modalità con cui le cooperative mantenevano fede alla loro missione.

Nonostante il cerimoniale rigido, si intrattenne a lungo con la delegazione di Legacoop Romagna, in particolare con Fabrizio Galavotti e Lino Bacchilega, presidente e direttore di Cab Terra.  Era perfettamente a suo agio sulla parte tecnica e di mercato, da vero esperto qual era, eppure la sua raccomandazione continua era sempre rivolta – anche in quell’occasione – al rispetto delle persone, del cibo e dei campi, che passa anche dalla difesa del reddito degli agricoltori e dal rispetto del loro ruolo. I cooperatori di Legacoop Romagna vogliono ricordarlo così: un uomo di principi e un vero signore, da sempre vicino a chi vive l’agricoltura come lavoro nella vita di tutti i giorni, per difendere la qualità e la sicurezza delle nostre produzioni alimentari”. 

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