Il cardinale Matteo Zuppi ha espresso la vicinanza della Cei alla comunità ebraica dopo il grave episodio avvenuto a Sofia. Il presidente della Cei ribadisce la condanna dell’antisemitismo e invita a contrastare ogni forma di odio e violenza, anche verbale.
Il cardinal Zuppi: “non si tratta di goliardate”
“L’odio non è mai innocuo e non si può mai accettare”. Lo dichiara Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, che riferisce la vicinanza espressa dal cardinal Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, alla comunità ebraica, in particolare a quella di Roma, dopo il grave episodio avvenuto a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha tentato di forzare l’ingresso di un albergo che ospitava alcuni giovani ebrei italiani, provocando momenti di forte tensione.
Il cardinal Zuppi ha telefonato a Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), e al rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma.
“Il presidente della Cei – riferisce Corrado – vuole manifestare la prossimità della Chiesa italiana ai ragazzi, ai loro familiari e alle loro comunità, ribadendo la ferma condanna di ogni atto di antisemitismo. Non si possono liquidare tali episodi come goliardate o azioni inconsapevoli”. “Quanto accaduto ci sprona ancora una volta a contrastare la violenza, anche verbale”, aggiunge Corrado: “è necessario, oggi più che mai, disarmare le parole e purificare il linguaggio”.












