Intervento del candidato sindaco Claudio Miccoli dopo le dichiarazioni della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, intervenuta a Faenza sui temi della prevenzione del dissesto idrogeologico.

Le critiche alle dichiarazioni di Elly Schlein

«Da Schlein solo propaganda. Era vicepresidente della Regione con deleghe a transizione ecologica e Patto per il clima: a Faenza perché non ha spiegato cosa ha fatto per la prevenzione?» così esordisce il candidato Claudio Miccoli, sostenuto da Lega e Forza Italia.

«Sentire Elly Schlein arrivare a Faenza e fare la lezione sulla prevenzione del dissesto idrogeologico lascia francamente senza parole. Davvero nel Pd si sono accorti oggi che bisogna investire nella prevenzione? Davvero lo scoprono adesso, dopo anni di ritardi, promesse, opere incompiute e cittadini costretti a vivere con la paura della pioggia?».

«Da Schlein abbiamo ascoltato il solito copione: attacco al Governo, grandi parole sul clima, promesse generiche e nessuna assunzione di responsabilità da parte di chi questo territorio lo ha governato e lo governa da decenni. Faenza non ha bisogno di comizi, ha bisogno di opere vere, tempi certi e amministratori che sappiano di cosa parlano».

Il tema delle casse di espansione

Claudio Miccoli, geologo, richiama il proprio percorso tecnico e professionale sul tema della sicurezza idrogeologica.

«In questi anni mi sono sentito ripetere spesso che, se le casse di espansione del Senio non sono state completate, la responsabilità sarebbe mia perché allora ero dirigente regionale e seguivo quel progetto. Lo dico con chiarezza: se ho una colpa, è quella di aver lottato con tutte le mie forze perché quelle opere fossero terminate. E non solo quelle. Anche la mia candidatura è arrivata dopo aver letto ciò che prevedeva la variante Pai-Po: una proposta che, a mio giudizio, non dà risposte per la sicurezza del territorio faentino».

«Per me la sicurezza idraulica è sempre stata una materia tecnica, concreta, fatta di progetti, calcoli, responsabilità, controlli e tempi da rispettare».

Il candidato sindaco richiama quanto già illustrato nella conferenza stampa dedicata alle casse di espansione sul Senio.

«Le casse del Senio non sono un’idea nata oggi. Erano opere previste, finanziate e necessarie. C’erano risorse disponibili. C’erano tempi possibili. L’ultimo appalto poteva essere fatto entro il 2021 e i lavori completati in circa due anni».

«È ragionevole ritenere che, con opere completate nei tempi previsti, il territorio avrebbe affrontato l’alluvione del 2023 con strumenti di difesa ben diversi. Questo è il punto politico e tecnico che nessuno può continuare a ignorare».

Prevenzione e responsabilità politiche

«Oggi sentiamo dire che serve prevenzione. Bene. Ma quando i soldi erano stanziati e non sono stati usati, dov’erano? Quando le opere potevano partire, dov’erano? Quando bisognava controllare, accelerare, pretendere il rispetto dei tempi, dov’erano? Viene da chiedersi se oggi non si stia cercando di spostare altrove il peso politico di anni di ritardi e responsabilità».

«A me pare che i cittadini romagnoli vivano ancora una stagione fatta di attese, scaricabarile e burocrazia. E vorrei capire una cosa: la prevenzione, per loro, sarebbe davvero limitarsi a individuare aree allagabili attraverso la tracimazione controllata? Perché per me la prevenzione è un’altra cosa: trattenere l’acqua dove serve, ridurre il rischio a monte e impedire che il problema arrivi addosso ai cittadini».

Secondo Miccoli, «è troppo comodo arrivare in piazza e spiegare ai faentini che bisogna investire sul dissesto idrogeologico».

«Il valore della prevenzione non si scopre ora. E chi era in regione con un ruolo istituzionale così importante non può presentarsi come se fosse estraneo ai ritardi e alle mancate opere».

Il tema dei ristori

Il candidato contesta anche le parole sui ristori.

«Dire che i ristori promessi non sono mai arrivati è una semplificazione pericolosa. Che le procedure siano state complicate è vero. Che ci siano ancora persone in attesa è vero. Ma dire che non è arrivato nulla significa trasformare una rappresentazione errata della realtà in propaganda, perché c’è chi i ristori li ha già ricevuti da tempo».

«Il risultato di questa narrazione è stato devastante: a forza di ripetere che i soldi non sarebbero mai arrivati, tante persone hanno finito per pensare che non valesse nemmeno la pena spendere soldi in perizie, pratiche e documenti. La politica dovrebbe aiutare i cittadini a ottenere ciò che spetta loro, non alimentare sfiducia per convenienza elettorale».

Miccoli richiama poi il tema dei fondi regionali.

«Se vogliamo parlare di soldi fermi, allora parliamo anche di quelli raccolti grazie alle donazioni dei cittadini. C’è stato un bando regionale per paratie e dispositivi anti-alluvione destinato alla sicurezza delle abitazioni colpite, finanziato anche con le risorse della solidarietà. Quei soldi ci sono, ma non tutti i cittadini hanno ancora ricevuto quanto atteso. Quando però la gestione è regionale allora improvvisamente il problema sparisce dal racconto del Pd».

Gestione dell’acqua e visione tecnica

Claudio Miccoli risponde anche al riferimento sull’acqua come risorsa scarsa.

«Anche sull’acqua ho sentito parole dette come se fossero una grande intuizione politica. Forse Schlein non sa che nel 1987, giusto quasi 40 anni fa, fui proprio io a lavorare al piano invasi, con una visione molto chiara: trattenere l’acqua e utilizzarla quando diventa una risorsa scarsa. Quel modello è stato preso a riferimento anche a livello nazionale, perché teneva insieme gestione della risorsa idrica, agricoltura e tutela del territorio».

«Questa è la differenza tra chi parla di ambiente dal palco e chi lo ha studiato, progettato e gestito sul campo».

«Non è un caso che la cassa di espansione da me prevista come osservazione alla variante Pai-Po abbia una doppia valenza: ridurre il carico idraulico sul fiume nei momenti di piena e trattenere acqua utile nei periodi di siccità».

Miccoli rivendica la propria conoscenza del territorio faentino.

«Io non sono nato a Faenza, è vero. Ma conosco il territorio faentino, i suoi fiumi, le sue fragilità e le sue criticità idrogeologiche in modo approfondito e documentato».

«Conosco il Senio. Conosco il Lamone. Conosco le opere che servono, quelle che sono rimaste ferme e quelle che non si possono più rimandare. Ecco perché dico che Faenza non ha bisogno di passerelle, ma di competenza, coraggio e determinazione».

Sulle azioni da intraprendere, il candidato ribadisce la linea già annunciata.

«Se sarò sindaco, chiederò alla Regione di appaltare immediatamente i lavori sulle casse di espansione. Le risorse, per quanto ci risulta, ci sono. Se continueranno i rinvii, non avrò alcun problema ad andare fino in fondo, anche con una denuncia».

«E a chi viene in piazza a fare lezioni dico una cosa semplice: la prevenzione non si annuncia dal palco. Si realizza prima che l’acqua entri nelle case. E qui l’acqua è già entrata troppe volte».