Esistono progetti che, nati come esperimenti, si trasformano nel tempo in punti di riferimento per il territorio, capaci di incidere profondamente sul tessuto sociale e culturale della comunità.

Un progetto che diventa patrimonio della città

Esistono progetti che nascono come esperimenti e si trasformano, anno dopo anno, in pietre miliari del welfare culturale di una città. È il caso di “Oltre le parole: Incontri di Lettura Creativa e CAA”, l’iniziativa che da quattro anni vede camminare fianco a fianco il Liceo Torricelli-Ballardini e la Biblioteca Manfrediana Ragazzi.

Quella che potrebbe sembrare una semplice attività extracurriculare è in realtà un laboratorio permanente di cittadinanza, dove la cultura non è un privilegio per pochi, ma un diritto garantito attraverso la cura, la tecnica e, soprattutto, l’ascolto.

La biblioteca come casa e spazio inclusivo

Il cuore pulsante di questa collaborazione risiede nella capacità della Biblioteca Manfrediana di farsi «casa». Un risultato che porta la firma di Giulia Romualdi, referente e punto di riferimento essenziale per la riuscita del percorso, capace di trasformare la biblioteca in uno spazio dove ogni barriera linguistica o cognitiva viene neutralizzata.

Non si tratta solo di leggere un libro, ma di costruire un’esperienza sensoriale. Giulia Romualdi coordina gli incontri con una struttura rituale che offre sicurezza ai ragazzi: dalle filastrocche di accoglienza alla gestione della scelta autonoma del volume. È attraverso la sua guida che il «rito del prestito» cessa di essere una pratica burocratica per diventare un atto di affermazione dell’identità e dell’autonomia per gli studenti con disabilità.

Il ruolo del Liceo Torricelli-Ballardini

In questo mosaico di competenze, il Liceo Torricelli-Ballardini si posiziona come il motore propulsore dell’iniziativa. Il Dipartimento di Sostegno dell’istituto ha saputo guardare oltre le mura scolastiche, portando i propri studenti a confrontarsi con il tessuto vivo della città.

La partecipazione attiva dei compagni di classe, in un’ottica di inclusione «tra pari», testimonia l’eccellenza formativa del polo liceale faentino: una scuola che non si limita a trasmettere nozioni, ma che investe sulla crescita umana e sulla capacità dei propri ragazzi di abitare il mondo con consapevolezza e solidarietà. È questo approccio che rende il Torricelli-Ballardini un punto di riferimento non solo educativo, ma anche sociale per l’intero comprensorio.

L’ingresso della Pinacoteca e l’esperienza museale

L’edizione di quest’anno ha segnato un’importante evoluzione grazie all’ingresso della Pinacoteca di Faenza nel network del progetto. Questo passo in avanti ha trovato un’interprete significativa in Cristina Pirazzoli, che ha accolto il gruppo con una professionalità raramente riscontrabile.

La Pirazzoli ha saputo scardinare il concetto di «visita guidata» tradizionale, costruendo un percorso interamente personalizzato sugli interessi reali e sulle risonanze emotive di ciascuno studente. Sotto la sua guida, le sale del museo si sono trasformate in un palcoscenico di dialogo aperto, permettendo che l’arte parlasse ai ragazzi, partendo dalle loro percezioni.

Questa capacità di «cucire» la visita sulle esigenze del singolo dimostra che i luoghi della cultura possono essere accessibili non solo fisicamente, ma anche emotivamente, grazie a figure professionali capaci di unire competenza tecnica e umanità.

Un modello virtuoso di rete territoriale

Dopo quattro anni, “Oltre le parole” non è più solo una serie di incontri, ma la prova concreta che a Faenza le istituzioni sanno «fare rete».

La collaborazione tra il Liceo, la Biblioteca e la Pinacoteca rappresenta un modello virtuoso da valorizzare e sostenere perché mostra a tutti che una cultura per tutti non è solo possibile, ma è già una splendida realtà.