A seguito degli eventi sismici che hanno interessato il territorio faentino lo scorso 13 gennaio 2026, la Diocesi di Faenza-Modigliana e la Parrocchia di Sant’Antonino desiderano informare la cittadinanza circa lo stato attuale della chiesa di Santa Maria Maddalena in Borgo, nota come “Chiesa della Commenda”, e le azioni previste per garantirne la sicurezza e la conservazione.
A pochi giorni dal sisma, in via precauzionale, la chiesa era stata chiusa al pubblico per consentire le necessarie verifiche tecniche. In data 3 febbraio 2026, i professionisti incaricati hanno effettuato un sopralluogo approfondito. Dalle verifiche è emerso che l’edificio, già segnato da criticità strutturali pregresse, ha subito un aggravamento del quadro fessurativo. In particolare, è stata rilevata una lesione lungo la volta della navata. Destano inoltre preoccupazione le condizioni dell’arco absidale, che presenta una deformazione progressiva, e alcune criticità già note nel campanile e nel portico prospiciente corso Europa.
A tale riguardo è stato contattato e messo a conoscenza della situazione anche il Comune di Faenza, che nella persona del sindaco e dei tecnici dell’Ufficio Sismico si sono interessati alla questione, confrontandosi con i tecnici incaricati dalla Parrocchia. Alla luce di quanto emerso, in data 12 maggio 2026 è uscita un’ordinanza comunale di inagibilità sui locali della chiesa della Commenda, che conferma la necessità di mantenere la chiusura della chiesa fino alla realizzazione degli interventi necessari.
Gli interventi necessari: i lavori avviati dalla Parrocchia per mettere in sicurezza la struttura

Alcuni interventi previsti, che rappresentano una prima fase urgente e provvisoria in attesa del restauro complessivo, sono già partiti: il posizionamento di strutture di sostegno in legno (puntelli) per contrastare le spinte delle murature, il consolidamento dell’arco absidale, la sistemazione della copertura per eliminare infiltrazioni e danni causati dal vento. Seguirà l’inserimento di tiranti metallici per contenere i movimenti della struttura e la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque piovane per proteggere le fondazioni.
Data l’urgenza di garantire l’incolumità pubblica e preservare il bene, questi primi interventi di messa in sicurezza, valutabili intorno ai 100mila euro, saranno sostenuti direttamente dalla Parrocchia. È bene precisare che queste opere, di carattere temporaneo, serviranno unicamente a stabilizzare l’edificio, pertanto, questi interventi cercheranno semplicemente di evitare ulteriori danni alla struttura.
Importante, in questa fase, è stato anche il confronto con la Soprintendenza, che ha espresso disponibilità e collaborazione per consentire un rapido avvio degli interventi più urgenti, riconoscendone il carattere indispensabile per la tutela del bene.
Gli interventi successivi: la necessità di avviare raccolte fondi e nuovi canali di finanziamento

Parallelamente, resta sullo sfondo la necessità di un intervento di restauro più ampio e definitivo, già progettato negli anni passati ma non ancora realizzato per mancanza di risorse economiche; si è stimato infatti che l’investimento si aggirerà circa su 1.200.000 euro. La Parrocchia ha provato, negli anni, ad accedere a diversi canali di finanziamento, senza tuttavia vedere, ad oggi, le proprie richieste accolte.
La Diocesi di Faenza-Modigliana e la Parrocchia di Sant’Antonino continueranno a seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione. L’iter autorizzativo con la Soprintendenza e il Comune è già stato avviato con spirito di massima collaborazione, ma il cammino verso il recupero totale della Commenda richiederà uno sforzo collettivo e il sostegno di canali di finanziamento dedicati, auspicando che la cittadinanza e le istituzioni possano sostenere il recupero di questo bene prezioso.














