In un panorama elettorale a Faenza dominato da volti giovani, professionisti e volti noti, spicca una figura che porta con sé un’altra storia, un altro modo di guardare alla città. Giovanna Minardi, classe 1943, è la candidata più anziana tra tutti i nomi in corsa. Ottantatré anni, un passato da dipendente comunale e una vita che, come racconta lei stessa, “non aveva mai incrociato davvero la politica, almeno non in prima persona”.

La politica, una vocazione nata in età tardiva

“Prima non mi ero mai dedicata alla politica – racconta -. Lo faceva mio marito. Non era iscritto a nessun partito, però era una sua vocazione. Era molto interessato, ne capiva. Io lo ascoltavo, ma non partecipavo. Poi sono rimasta vedova ed è come se mi avesse lasciato in eredità questa sua dote”. Un’eredità affettiva, più che ideologica, che l’ha portata ad avvicinarsi al Movimento 5 Stelle: “Condividevo molti ideali: togliere i vitalizi, il taglio dei parlamentari, l’attenzione all’ambiente. Mi ci sono ritrovata”.

Da trent’anni pensionata, Minardi si definisce con semplicità “una pensionata contadina” aiuta il figlio nei lavori della terra a Modigliana. “Mi piace dargli una mano, mi tiene attiva. Non sono una che sta ferma”. “La mia presenza in lista non era programmata – aggiunge -. Mi è stato chiesto di candidarmi” spiega. “Una ragazza si era ritirata e mancava poco. Io andavo sempre alle riunioni, partecipavo, ascoltavo. Hanno pensato a me. Mi faceva piacere farlo e quindi ho accettato subito”.

La prima volta… a 83 anni

Nessuna strategia, nessuna ambizione personale: solo disponibilità. «Chissà che io non possa dare qualcosa in più» aggiunge, con un sorriso.

“I giovani non si interessano più alla politica, ed è un peccato” ci racconta con preoccupazione il rapporto tra le nuove generazioni e la vita pubblica. Eppure, nonostante la sua età, non rivendica un primato generazionale: “È fondamentale dare attenzione ai giovani, sono loro che mandano avanti il mondo”. Subito dopo, però, aggiunge ciò che per lei è altrettanto importante: “Non dobbiamo dimenticarci degli anziani. Hanno bisogno di cose pure loro, e hanno molto meno accesso ai nuovi mezzi e alle piattaforme internet”.

“Importante facilitare i servizi agli anziani, spesso esclusi dal mondo digitale”

La sua esperienza personale è diventata una lente attraverso cui osservare le difficoltà quotidiane di molti coetanei. «Per me è importante facilitare l’accesso ai servizi comunali anche agli anziani. Proprio partecipando alle riunioni del Movimento ho scoperto quanto sia difficile orientarsi senza strumenti digitali” e continua “Andando alle riunioni ho scoperto tante cose anche io. Noi anziani, non avendo accesso a internet facilmente, non possiamo scoprire da soli»

Da qui l’idea di sostenere figure come l’infermiere di famiglia, servizi di prossimità, sportelli fisici che non lascino indietro chi non vive online. “Alcune mie proposte sono state accolte molto volentieri, mi ha fatto molto piacere” ci racconta sorridendo.

“Non possiamo essere lascati indietro”

Parlando in generale del movimento, Giovanna, non nasconde un certo rammarico per come il Movimento viene percepito a livello nazionale. «Mi dispiace come venga trattato il Movimento in Italia, è spesso bistrattato» dice.  Ma distingue nettamente il livello locale: «A Faenza con Isola mi trovo bene, è bello collaborarci».  Per lei la politica è soprattutto questo: collaborazione e ascolto. La sua candidatura nasce da un desiderio semplice e diretto: “Volevo dare voce agli anziani” “Non è una rivendicazione nostalgica, ma la consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione impone nuove attenzioni. Gli anziani hanno bisogno di servizi, di informazioni, di qualcuno che li aiuti a capire. Non possiamo essere lasciati indietro».