Non è solo una questione di numeri, ma di un’incertezza profonda che logora il futuro: il Rapporto Caritas Povertà e risorse 2025, significativamente intitolato “Affamati di stabilità”, verrà presentato giovedì 28 maggio alle 18.15 nel refettorio del Seminario di Faenza (viale Stradone, 30). I dati raccolti delineano un quadro sociale in mutamento, dove alla lieve flessione degli utenti totali al Centro di Ascolto diocesano (619 persone, -8%) fa da contraltare un drastico aumento del bisogno economico: nel 2025 la Diocesi, dal fondo di Solidarietà di Vicinato, ha erogato 35.104,94 euro per sostenere nuclei familiari in difficoltà, una cifra quasi raddoppiata rispetto ai 19.830,61 euro dell’anno precedente.

Questo squilibrio evidenzia come l’inflazione e il carovita stiano erodendo la tenuta di chi, pur avendo un’occupazione, rientra nella categoria dei “working poor”: un terzo delle persone incontrate ha infatti un lavoro che non garantisce più l’autosufficienza. Durante l’incontro, introdotto dall’amministratore apostolico monsignor Mario Toso, saranno presentati nel dettaglio i dati Caritas a cura di operatori e volontari del Centro di ascolto diocesano. In questa occasione, per la prima volta, durante la presentazione del report saranno proposti dei momenti di confronto a gruppi tematici. 

Il direttore don Casadio: “Offrire dignità alle perone più fragili della nostra diocesi, tenendo conto degli scenari con i quali muta la povertà sul territorio”

WhatsApp Image 2026 05 20 at 12.00.58
Maria Chiara Lama, referente Osservatorio Caritas, con don Emanuele Casadio alla presentazione alla stampa dei dati

 “È stato scelto questo titolo Affamati di stabilità – spiega il direttore della Caritas diocesana, don Emanuele Casadio – perché, ad oggi, tra le persone incontrate, c’è un forte bisogno di serenità che permetta di uscire dal limbo dell’incertezza che genera ansia e non permette di progettare il futuro. Negli ultimi anni abbiamo notato come le persone che vivono in situazioni precarie, ad esempio a livello lavorativo, subiscono un senso di insicurezza che crea anche un senso di inadeguatezza ai tempi che stiamo vivendo. Il Report 2025 evidenzia come l’impegno quotidiano della Caritas e la solida collaborazione con le istituzioni locali siano fondamentali per rispondere al mutamento delle povertà, segnate in particolare dal carovita e dal crescente disagio mentale, e offrire dignità alle persone più fragili della nostra diocesi”.

“Il Rapporto non si limita a fotografare le povertà – aggiunge Donatella Di Fiore, presidente della Fondazione Pro Solidarietate, ente che ha in gestione il Centro di Ascolto diocesano -, ma racconta le opportunità di crescita per l’intera comunità; ne sono un esempio i percorsi di volontariato di impresa e quelli di lavoro di pubblica che sfociano in autentica gratuità, affiancandosi al prezioso contributo degli oltre cento volontari che, alternandosi con dedizione, garantiscono cura e ascolto quotidiano a chi è nel bisogno”.

I dati del Centro di Ascolto diocesano

Caritas Mensa 01

Le persone che nel 2025 si sono rivolte al Centro di Ascolto (CdA) diocesano in via d’Azzo Ubaldini a Faenza sono state 619. Un numero che registra un -8% rispetto all’anno precedente.

Il 29% sono persone che si sono trovate in una situazione di difficoltà tale da portarle a chiedere sostegno in Caritas per la prima volta. D’altra parte, però, è molto forte la presenza di persone che si rivolgono alla Caritas da 5 o più anni (38%): si tratta di povertà croniche e intermittenti.

Sostegno economico: Negli ultimi anni emerge sempre più un contesto socio-economico fragile in cui un unico stipendio da lavoro non è sufficiente a coprire le spese del nucleo e, a fronte di spese improvvise o più onerose del previsto, il bilancio si incrina. Nel corso del 2025, la Diocesi di Faenza-Modigliana, dal fondo di Solidarietà di Vicinato, ha sostenuto economicamente nuclei in difficoltà, attraverso il Centro di Ascolto diocesano, erogando una somma di 35.104,94 euro. Nel 2024 erano stati erogati 19.830,61 euro. Ci sono stati 115 interventi, in particolare per le utenze e per le spese per i minori (ad esempio libri e materiale scolastico), ma anche affitti, spese condominiali, spese burocratiche e legali.

Un terzo delle persone incontrate al Centro di Ascolto ha un’occupazione che non è sufficiente per soddisfare i bisogni famigliari

mensa caritas diocesana

Al Centro di Ascolto sono presenti 39 nazionalità e le prime sette corrispondono all’83% del totale: Italia, Marocco, Nigeria, Senegal, Ucraina, Albania e Tunisia. Più di una persona su quattro incontrata è italiana (27%).

La struttura familiare rappresenta un fattore di vulnerabilità o di resilienza, con un impatto importante sul percorso di vita. Il 55% vive in famiglia, il 29% da solo (addirittura la metà degli italiani vive solo) e il 16% vive con persone esterne.

Benché due terzi delle persone incontrate abbiano una situazione abitativa stabile, molti faticano a sostenere il sovraccarico del costo dell’abitazione. Una persona su tre non ha un’abitazione stabile: non ha un tetto sotto cui stare, è ospitato temporaneamente, vive in sistemazioni inadeguate o insicure, vive in roulotte.

Sul piano lavorativo, il 53% è disoccupato. Un terzo delle persone ha un’occupazione che però non risulta sufficiente per i bisogni familiari: si riscontrano situazioni di cassa integrazione, part-time involontari, lavoro precario o in nero. Si tratta complessivamente di persone con carriere lavorative poco lineari, molto segmentate, piuttosto articolate dal punto di vista delle mansioni svolte e rispetto alle condizioni contrattuali.

Inoltre, nel corso del tempo, è diminuito il numero di donne che, per una scelta familiare, scelgono di essere casalinghe e non cercare lavoro. Le donne che incontriamo, che non stanno lavorando, hanno un forte impegno in casa come caregiver per parenti da accudire: non solo i propri genitori o il partner, spesso si confrontano con disabilità e malattia dei propri figli. la salute incide sia sull’armonia familiare che sul bilancio economico.

Sostegno alimentare: Al 31 dicembre 2025 sono stati consegnati 2.515 pacchi viveri, di cui 135 a domicilio a persone con problematiche di salute o comunque impossibilitate a venire alla Caritas. A ogni apertura vengono distribuite circa 20 borse. I nuclei che hanno ricevuto i viveri sono stati 353, e le persone sostenute sono state in totale 950.

Mensa: Nel 2025 la mensa ha fornito 9.704 pasti (in calo rispetto agli ultimi due anni, tuttavia superiore al periodo precedente alla pandemia) a 205 persone.

Docce: Riscontriamo un aumento dei numeri a partire dal 2023; quest’anno sono state fatte 990 docce.

Accoglienza notturna: Il servizio di accoglienza è suddiviso in dormitorio, accoglienza femminile e seconda accoglienza maschile. Resta sempre alto il numero di presenze in dormitorio, in cui sono stati ospitati 49 uomini.  Quest’anno hanno utilizzato il servizio di accoglienza femminile solo due donne per alcuni mesi. Costante invece il numero di presenze in seconda accoglienza, luogo in cui vengono ospitate persone con progettualità specifiche. Spesso si tratta di accompagnamento di persone con fragilità sanitarie, per cui la permanenza è piuttosto lunga (da alcuni mesi fino a superare l’anno). I posti disponibili sono sei, le persone ospitate nel 2025 sono state sette.

I dati delle Caritas parrocchiali

I Centri di Ascolto Caritas sono veri e propri spazi relazionali per ascoltare, dare e ricevere speranza. L’attenzione, l’ascolto, l’accoglienza e la cura sono i cardini di queste realtà.  In tutto 1.073 persone, nel corso del 2025, si sono rivolte alla rete delle Caritas parrocchiali; le informazioni sono state raccolte complessivamente da 24 Caritas parrocchiali.

Le Caritas parrocchiali hanno incontrato ben 45 nazionalità diverse.  La nazione più rappresentata è quella italiana che è il 42% del totale, a seguire Marocco, Albania, Nigeria, Ucraina, Senegal, Romania, e Moldavia. Le otto nazioni maggiormente presenti rappresentano il 91% del totale, le restanti provenienze hanno valori progressivamente pari o inferiori all’1%.  Le donne sono il 71%.

Le Caritas offrono vari servizi dai ‘più classici’ come distribuzione di beni alimentari, mensa, servizio doccia o dormitorio ai più complessi come gli accompagnamenti, l’orientamento sul territorio e la compagnia alle persone sole. I Centri parrocchiali sono frequentati per lo più da persone della comunità locale e hanno un bacino di utenza pari a più della metà del totale (63%). Anche il profilo della persona cambia: spesso in parrocchia si presenta una donna, moglie e madre che porta i bisogni della famiglia, sovente chiede un’integrazione alla spesa o sostegno economico. Al Centro di Ascolto diocesano, invece, si rivolgono principalmente uomini, stranieri, frequentemente chiedono un posto dove dormire e un piatto caldo perché senza dimora.