Erano accusati di avere derubato di due Rolex due anziani a Faenza nel novembre scorso. La coppia ritenuta responsabile del furto è stata rintracciata e arrestata a Silvi Marina, in Abruzzo, dai Carabinieri della locale stazione.
Uno dei Rolex fu portato via a un uomo con disabilità
Erano ricercati e su di loro pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Ravenna nel mese di febbraio 2026 in quanto ritenuti presunti responsabili di due furti commessi a Faenza il 2 novembre scorso. Quel giorno, in due momenti diversi, una donna avvicinò due anziani privandoli dei preziosi orologi che tenevano al polso, un Rolex del valore di 7.000 euro, rubato a un uomo disabile e un Rolex Datejust sottratto a un ultranovantenne.
Nella circostanza le indagini avviate dalla stazione Carabinieri di Faenza permisero di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della donna e del compagno tali da poter consentire alla Procura della Repubblica di Ravenna di richiedere al Gip del locale Tribunale il loro arresto. Attese le condizioni delle vittime alla coppia è stata contestata anche l’aggravante della minorata difesa.
La coppia è stata fermata a Silvi Marina: con loro in auto c’era anche la figlia di pochi mesi
L’attività investigativa attuata dai Carabinieri di Faenza ha permesso di rintracciare i due a Silvi Marina. E grazie all’intervento dei militari della locale stazione la coppia è stata fermata in via Nazionale mentre si trovava a bordo di un’utilitaria. Con loro era presente la figlioletta di pochi mesi. Gli arrestati espletate le formalità di rito sono stati portati nel carcere di Teramo, la neonata per la quale sono state attivate le procedure previste per l’accoglienza dei minori al seguito di genitori detenuti, ha seguito la madre.
Dai primi accertamenti risulta che i due in Italia non hanno una fissa dimora, inoltre a Silvi non hanno alcun interesse né di tipo affettivo né di tipo patrimoniale. Si stanno effettuando ulteriori verifiche nella zona al fine di poter appurare se gli stessi abbiano commesso analoghi reati a quelli per cui sono andati in carcere.














