Per Faenza le tradizioni sono importanti e si sa che ai romagnoli piace mangiare bene e secondo i sapori di casa. È nella semplicità di un crescione pomodoro e mozzarella o nella classicità di una piada crudo, squacquerone e rucola che si consumano i pasti preferiti di tanti locali. E quale miglior luogo per farlo se non in un chiosco di zona? Tra baracchine inaugurate negli anni Novanta e altre d’apertura più recente, il suolo faentino si propone come garante di una cucina di tradizione.

Le parole dei titolari, Dimitri e Marika

Tra i locali più conosciuti in città quello di viale Stradone in zona Porta Montanara: il Chiosco da Salvatore. Colpisce il valore attribuito dai due titolari Dimitri Alì e la moglie Marika Vassura alla loro baracchina: un punto di ritrovo e di riferimento per tanti. Aperto dal 1997 con la gestione di Salvatore Alì, l’attività passa al figlio Dimitri nel 1999. «Agli inizi l’offerta era essenziale: piadina e pizze, il nostro forte – spiega Marika –. Oggi le cose sono cambiate. Il nostro menù conta oltre 120 tipi di pizze diverse, ma anche primi piatti, fritti e secondi». A cambiare, hanno spiegato i titolari, insieme al menù, ampliatosi con le conchiglie, come l’Americano, fontina, crudo, funghi e salsa rosa che arrivano a più di 25 tipologie, anche la clientela. Tra impasti tradizionali e a base di farro e kamut, diversi sono i commensali che decidono di trascorrere la pausa pranzo o una cena in compagnia da Salvatore.

«Siamo contenti di poter accogliere nel fine settimana tante famiglie di origini e culture diverse. Negli ultimi anni la varietà culturale è in continuo aumento e tanti ci vengono a trovare» aggiungono i titolari. Non di minor importanza lo spazio che il Chiosco di Salvatore offre ai più giovani «Sono tantissimi i ragazzi che vengono a mangiare da noi. Ci sentiamo per loro un punto di riferimento – aggiungono –. Se la sera ci si vuole trovare si va da Salvatore! Un fritto, che sia una patatina piuttosto che una crocchetta, un mazzo di carte, buona compagnia e ci si passa la serata».

“È necessario essere molto attenti e rimanere al passo con corsi di formazione”

L’attenzione dei due titolari nei confronti dei clienti è stata recentemente confermata anche dall’apertura della nuova veranda. «Il comune ci ha permesso di ampliarci ulteriormente – spiega Marika -. Se lo scorso anno l’ulteriore spazio concessoci era stato utilizzato solo per la stagione estiva, quest’anno abbiamo deciso di verandarlo per poter offrire uno spazio confortevole e sfruttabile anche in inverno».

Dagli anni 2000 a cambiare è anche l’orario d’apertura. Vent’anni fa il chiosco di Porta Montanara offriva un’apertura esclusivamente serale, oggi l’orario si è ampliato includendo anche la pausa pranzo. Dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 2 per Marika e Dimitri il ritmo di lavoro è intenso, ma a ripagare la fatica gli apprezzamenti dei loro clienti. «Gli orari di lavoro sono tosti, ma ormai ci abbiamo fatto il callo – precisano –. Ad alleggerire la fatica del lavoro i complimenti di chi ci continua a scegliere». Per un professionista non è facile nel 2026 rimanere al passo con tutto ciò che comporta avere un’attività indipendente. «La burocrazia è tanta ed è forse l’aspetto più difficile da gestire- concludono –. Viviamo in tempi veloci, in cui tutto cambia rapidamente. È necessario essere molto attenti e rimanere al passo con corsi di formazione per i dipendenti, corsi sulla sicurezza, antincendio e haccp».

Lisa Berardi