Un lunghissimo applauso ha accolto questa mattina 18 aprile a mezzogiorno l’annuncio della nomina del santo Padre di Monsignor Michele Morandi a nuovo vescovo della Diocesi di Faenza Modigliana. A darne l’annuncio è stato il vescovo, monsignor Mario Toso, in un Dumo gremito di fedeli. Nato nel 1976, originario di Alfonsine, monsignor Morandi è stato ordinato presbitero il 18 ottobre 2003 e dal 2016 fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di vicario generale della stessa diocesi. Dal 2015 è inoltre rettore del Seminario diocesano “Pio XII”.
L’ordinazione episcopale di monsignor Morandi sarà celebrata domenica 12 luglio alle 17. In attesa dell’ordinazione, il vescovo Mario continuerà nei prossimi mesi il suo servizio per la Chiesa di Faenza-Modigliana nel nuovo ruolo di amministratore apostolico.
Il vescovo eletto monsignor Michele Morandi: note biografiche
S.E. Mons. Michele Morandi è nato il 30 marzo 1976 ad Alfonsine, nella Diocesi di Faenza-Modigliana. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna nel Pontificio Seminario Regionale “Benedetto XV” in Bologna. Ha conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia nel 2002 e la Licenza summa cum laude in Teologia dell’Evangelizzazione nella medesima Facoltà.
È stato ordinato diacono il 7 settembre 2002 e presbitero il 18 ottobre 2003, incardinandosi nella Diocesi di Faenza-Modigliana.
Ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario parrocchiale della Parrocchia dei SS. Agostino e Margherita in Faenza (2003-2013); Amministratore parrocchiale di numerose Parrocchie, fra cui S. Terenzio in Cattedrale (2018) e S. Michele Arcangelo in Brisighella (dal 2022); Membro del Consiglio presbiterale (dal 2004); Membro del Collegio dei Consultori (dal 2020); Direttore della Pastorale vocazionale (2006-2016); Direttore della Pastorale Scolastica (2006-2013); Vicepreside della Scuola secondaria di primo grado Fondazione Marri – Sant’Umiltà (2007-2011); Direttore della formazione dei preti giovani (dal 2017); Coordinatore dell’Area Clero e Vita consacrata e Direttore della formazione permanente del clero (dal 2021); Referente diocesano del Cammino sinodale (dal 2021); Cerimoniere vescovile (2010-2016); Canonico (dal 2014) e Prevosto del Capitolo della Basilica Cattedrale (dal 2018); Responsabile della Comunità Propedeutica Residenziale Interdiocesana di Romagna (2015-2023); Rettore del Seminario diocesano “Pio XII” (dal 2015); Vicario generale e Moderatore di Curia (dal 2016).
Il saluto di monsignor Morandi alla comunità diocesana
“Come potrete immaginare, la chiamata ad essere vescovo della mia Chiesa di origine mi ha particolarmente colpito, sorpreso e mi ha spinto subito a stare più vicino al Signore per comprendere il dono e la responsabilità di questa vocazione”. Con queste parole il Vescovo eletto ha saluto tutti i presenti. Le parole di mons. Morandi sono state di riconoscenza per Papa Leone XIV, per il vescovo Mario, per il nunzio, per tutti i volti che lo hanno accompagnato in questi anni di ministero.
“Moltissimi di voi mi conoscono, conoscete i doni e i limiti che mi sono propri e senz’altro vi siete fatti un’idea di me anche in forza dei servizi che mi sono stati chiesti e che mi hanno particolarmente esposto in questi anni. Mentre chiedo perdono se avessi ferito o fatto torti, vorrei anche chiedere, umilmente: ricominciamo insieme con quella letizia che è propria di ogni Chiesa che si sa e si sente amata dal Signore e che ha chiara la sua missione.
Sono stato chiamato nell’Ottava di Pasqua, e mentre questo mi ha ricordato che l’esercizio del ministero apostolico trova la sua radice nell’essere inviati ad annunciare, celebrare e vivere Gesù, il Risorto, ho sperimentato ancora una volta che la vera novità è Lui e permettere a Lui di renderci nuovi. «Gesù Cristo ci ama, ha dato la sua vita per salvarci, e adesso è vivo al nostro fianco ogni giorno, per illuminarci, per rafforzarci, per liberarci» (Papa Francesco). Facciamoci coinvolgere dalla vera novità che è Gesù, Lui che fa «nuove tutte le cose» (Ap 21,5): Lui dobbiamo e vogliamo annunciare, Lui celebrare, Lui servire nell’umanità assetata di pace”.
“Un saluto alle comunità parrocchiali di Alfonsine, in particolare il Sacro Cuore di Gesù di cui sono originario; all’AGESCI, all’interno della quale ho maturato la mia vocazione; alla Parrocchia dei SS. Agostino e Margherita in Faenza dove sono stato Vicario parrocchiale per 10 anni; alla Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Brisighella; alle Scuole della Fondazione “Marri-S. Umiltà” e, non ultimo, al Seminario con tutti coloro che vi abitano e lo servono, i preti e i seminaristi attuali e passati che mi hanno avuto come Rettore e Responsabile nella Propedeutica Interdiocesana di Romagna”.
Un fraterno saluto a tutte le comunità cristiane di altre confessioni e a tutte le comunità appartenenti ad altre religioni. Un cordiale saluto a tutte le autorità civili e militari presenti nel nostro territorio. Nel rito di ordinazione mi verrà chiesto se vorrò «adempiere fino alla morte» il ministero apostolico. Come promesso sposo di questa Chiesa, vi prometto che dirò di “Si”. Come ha detto papa Leone nella prima omelia il giorno dopo la sua elezione, pregate perché non mi dimentichi l’«impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo». Per piacere, pregate per me, perché abbia il coraggio e la forza dello Spirito di «consumarmi instancabilmente» per il Signore e la sua Chiesa. La Madonna delle Grazie, nostra Madre, interceda per l’unità di questa Chiesa e protegga tutti in particolare i più piccoli e poveri. Cari fratelli e sorelle, amici, figli, padri e madri, Gesù Cristo, Signore dei cuori e della storia, è il nostro amico e Salvatore: Egli non ci delude”.
Le parole di monsignor Mario Toso durante l’annuncio in Cattedrale: “Siamo stati ascoltati”
“Insieme alla Provvidenza di Dio ringraziamo, innanzitutto, il Santo Padre Leone XIV, perché ha voluto nominare Vescovo di questa Diocesi di Faenza-Modigliana il Rev.mo Monsignore Michele Morandi, mio Vicario generale – ha detto monsignor Toso all’assemblea riunita in Cattedrale -. Debbo subito dire a tutti voi, che considero la nomina di Mons. Michele Morandi a Vescovo di questa Diocesi – in un particolare momento storico di diminuzione di presbiteri e di intensificazione della pastorale vocazionale, di messa in sicurezza e di ricostruzione di chiese e di ambienti parrocchiali, danneggiati o dichiarati inagibili, a seguito di alluvioni, di un terremoto e di un uragano – un gesto di particolare predilezione da parte del Santo Padre, per noi suoi figli e figlie. Siamo stati ascoltati. Mi sono, infatti, permesso di presentare ai Superiori, con le mie dimissioni, la necessità di garantire la continuità dell’impegno della Diocesi sia sul piano del delicato e complesso discernimento delle vocazioni, sia nella comprensibilmente lenta riqualificazione degli edifici alluvionati e terremotati, in ragione dei tempi burocratici e del reperimento fondi, oltre che dell’esecuzione dei lavori”.
“Sono felice per questa Diocesi e per le Diocesi della Romagna – ha aggiunto monsignor Toso – con le quali, cara Eccellenza, sono sicuro continuerai a collaborare in una pastorale d’insieme, specie dal punto di vista della cura e del sostegno dei presbiteri, nonché delle future vocazioni sacerdotali e religiose, oltre che laicali. Il Signore manda operai nella sua messe. Da parte delle nostre comunità, è sicuramente necessaria la preghiera, ma non possono mancare il discernimento e il paziente accompagnamento spirituale. Attende, poi, in una fase di cambiamento d’epoca, l’attuazione delle indicazioni, bisognose peraltro di una specificazione più concreta, del Cammino sinodale”.
“Mi congratulo con i tuoi genitori, mamma Mirca e babbo Roberto, il fratello Fabrizio e la sua famiglia – ha concluso l’annuncio monsignor Toso -. Gioisco insieme alle comunità parrocchiali di Alfonsine, in particolare con la comunità del Sacro Cuore, nella cui Chiesa tu ancora ragazzo hai espresso il tuo «eccomi» al Signore. Avremo modo di starti vicini e di accompagnarti con gioia, prima e dopo la tua ordinazione episcopale”.
























