I tempi per il ritorno alla normalità del ponte delle Grazie che collega il centro della città al Borgo si allungano. Secondo le stime più ottimistiche, il nuovo non sarà pronto prima della seconda metà del 2028, ma le previsioni più realistiche suggeriscono che l’attesa potrebbe protrarsi per oltre due anni e mezzo.

Il delicato tema è approdato nell’ultimo Consiglio Comunale a seguito di un’interrogazione presentata da Roberta Conti, capogruppo della Lega. A fare il punto della situazione è stato il vicesindaco Andrea Fabbri, il quale ha confermato che la Sogesid — la società in house incaricata dalla struttura commissariale per la realizzazione dell’opera — ha formalmente consegnato l’incarico di progettazione allo studio professionale individuato. Tuttavia, proprio a fronte di un cronoprogramma che si preannuncia lungo, l’Amministrazione comunale ha deciso di cambiare strategia per quanto riguarda la gestione della viabilità provvisoria.

L’ipotesi riscatto del ponte Bailey: da affitto a proprietà

Al centro del confronto con la struttura commissariale c’è ora il destino del ponte Bailey, l’infrastruttura temporanea attualmente a noleggio dalla ditta Janson Bridge. L’obiettivo del Comune di Faenza è chiaro: smettere di pagare il canone di affitto e riscattare l’opera.

Diventando proprietario del ponte, il Comune non solo stabilizzerebbe la situazione attuale, ma acquisirebbe una risorsa strategica per il futuro del territorio. Una volta ultimato il nuovo Ponte delle Grazie, infatti, la struttura Bailey potrebbe essere smontata e riutilizzata in altri punti critici del circondario dove sono necessari interventi urgenti, come alla Chiusa di Errano (dove la passerella esistente deve essere demolita e ricostruita) o a Marzeno.

Costi e benefici

Secondo i calcoli dei tecnici comunali, il costo del riscatto sarebbe solo leggermente superiore rispetto a quanto si finirebbe per pagare continuando a versare il canone di noleggio per i prossimi anni. Il vantaggio economico, tuttavia, risiede nel fatto che nel prezzo d’acquisto sarebbero comprese anche le spese di montaggio e rimontaggio in un eventuale nuovo sito.

In questo modo, la Romagna Faentina si doterebbe di una struttura d’emergenza pronta all’uso, abbattendo i costi futuri per la gestione delle criticità infrastrutturali. La palla passa ora alla struttura commissariale, chiamata a decidere se stanziare i fondi necessari per coprire, in modo parziale o totale, l’investimento per l’acquisto definitivo del ponte.